La Popolarità allunga la Vita, anche nell’Era Digitale

Lo dice la scienza, dalla biologia alla genetica: chi possiede una forte rete di conoscenze ha il 50% in più di probabilità di vivere a lungo, percentuale che sale fino al 91% se le relazioni sono di buona qualità. Cerchiamo di comprenderne il punto di vista psicologico, soprattutto nel mondo odierno fatto di prestigio sui Social Network.

Certamente affermare che la popolarità allunga la durata della vita ha un significato antropologico che risale ai tempi più lontani.
Avere un numero ampio di persone intorno a sé ha permesso, prima di tutto, la sopravvivenza fisica stessa e il perpetuarsi della specie umana.E non è certamente un tema nuovo.
Tuttavia, non si sono mai fermate le ricerche riguardo alla connessione tra relazioni sociali e salute individuale, e nella nostra Era Digitale si pone ulteriore necessità di riflessione.
E’ così sbagliato – ci si chiede – dare importanza al numero di follower, di like, di consensi e condivisioni sui Social Network e in Rete?

popolarità-longevità

<<Circondarsi di amici è un bisogno ancestrale, anche se i Social Media non possono essere l’unico strumento>>, scrive Mitch Prinstein, docente di psicologia e neuroscienze all’Università della North Carolina.
E continua <<Se l’Homo Sapiens è sopravvissuto a quello di Neanderthal o di Denisova, spiegano gli antropologi, è stato grazie alla sua capacità di sviluppare il linguaggio, ovvero di comunicare>>.
Nei millenni che passano, cambiano gli strumenti di comunicazione: dalla socialità attraverso una Comunicazione Non Verbale si arriva oggi a conoscersi principalmente in modo virtuale.
Eppure, la necessità di comunicare resta un bisogno primario e non cambia.

Salvatore Maria Aglioti, neuroscienziato della Sapienza e della Fondazione Santa Lucia, si sofferma a riflettere sul lato complementare della popolarità, ovvero l’isolamento.
<<Chi ha una elevata percezione di sentirsi da solo, anche in mezzo agli altri, ha una riduzione del proprio benessere psicologico e fisico, un’alterazione degli stati ormonali. Si reagisce a ogni segnale che viene interpretato come minaccia e ciò ha conseguenze che incidono sull’accorciamento della vita>>.
Vale a dire che qualsiasi forma percepita di rifiuto sociale o di esclusione può avere conseguenze psicosomatiche molto negative, aumentare il sentimento di angoscia personale e agire negativamente sul nostro livello di salute psichica e organica.

Veniamo, tuttavia, alla ricerca più interessante.
Julianne Holt-Lunstad, psicologa alla Brigham Young University, ha condotto un esperimento particolarmente vasto, aggregando 148 ricerche sulla relazione tra popolarità e salute.
La Professoressa ha monitorato, per un lasso di tempo di diversi anni, più di 300 persone di età compresa tra i 6 e i 92 anni d’età ottenendo un risultato preciso.
Chi ha un maggior numero di amicizie, e può contare su un buon livello di sostegno sociale, possiede anche il doppio delle probabilità di vivere più a lungo, sopravvivendo agli ostacoli e alle difficoltà della vita.
Se poi le relazioni in atto sono particolarmente strette e positive la percentuale di sopravvivenza si innalza fino al 91%.
Sono i nostri geni a proteggerci? O soltanto una sicurezza psicologica personale che determina una salute più forte e stabile?

George Slavich e Steve Cole nei primi anni del 2000 hanno iniziato le loro ricerche nel campo della genomica sociale, quella disciplina scientifica che interconnette ben quattro dimensioni relazionali della vita.
Ovvero, il dare per primi, la reciprocità in caso di bisogno, la sessualità e la generatività, cioè avere o almeno desiderare figli.
Si analizzano, quindi, i modelli ereditari ma anche i fattori psicologici che caratterizzano il sistema familiare.
I due ricercatori hanno chiarito, con molteplici esperimenti, che la condizione di stress sociale promuove una modulazione dei genotipi-infiammatori, comprese le citochine, ovvero molecole proteiche che generano segnali di comunicazione fra le cellule del sistema immunitario e quelle di tutti gli altri organi.

Psicologicamente parlando si può affermare, quindi, che lo stress dovuto alla mancanza di relazioni sociali positive ha un’immediato riscontro nel nostro sistema immunitario, creando una sorta di depressione immunitaria a causa della quale è molto più facile ammalarsi.
E un’ulteriore conferma viene dall’esito degli esperimenti di Yang Claire Yang, sempre dell’Università della North Carolina: esiste una stretta correlazione positiva tra vita sociale e i marcatori biologici della longevità.

Torniamo, però, a definire con più precisione il termine “popolarità”: la si dovrebbe intendere come capacità di suscitare interesse, consenso, stima, ma anche di essere particolarmente propensi all’apertura verso il prossimo e alla disponibilità.
Al confronto e al dialogo.

Tutte emozioni positive e, soprattutto, ben più profonde della semplice “visibilità”, quella che oggi è particolarmente facile da ottenere attraverso like e follower sui Social Network.
Se quindi, indubbiamente, essere popolari ed avere molti amici comporta un benessere fisico maggiore e perfino un allungamento della vita, è necessario nella nostra attuale Era Digitale riflettere e distinguere bene sulla profondità delle relazioni sociali.
E naturalmente, puntare sulla costruzione di rapporti sociali credibili, trasparenti e affidabili, per poter contare davvero su un successo duraturo di popolarità.

26 thoughts on “La Popolarità allunga la Vita, anche nell’Era Digitale

  1. Bellissimo post Francesca e congratulazioni per la nuova avventura col blog!!!
    Interessantissimo il confronto tra popolarità e visibilità. Concetti da non confondere perché si collocano il primo in profondità e il secondo in superficie.

    1. Esattamente cara Sonia, hai colto l’essenziale del post!
      Ti ringrazio di cuore del tuo contributo e anche dei tuoi complimenti per il mio nuovo progetto.
      Sarà un post piuttosto di nicchia, naturalmente, con lo scopo di riflettere e far riflettere – da un punto di vista psicologico e sociale – i meccanismi che sottostanno alle dinamiche della comunicazione digitale.
      Sai che ti seguo anche io con passione e interesse: è un confronto che mi piace davvero!
      A prestissimo!

        1. Cara Sonia, dico “di nicchia” perché – come sai – i miei post sono sempre approfondimenti, mai news.
          E forse è la mia carta d’identità?
          Credo di sì, quindi rimango fedele a me stessa!
          La tua stima e il tuo interesse mi onorano molto :*

  2. Il tuo primo post ed hai fatto centro, come sempre!
    puntare sulla costruzione di rapporti sociali credibili, trasparenti e affidabili, per poter contare davvero su un successo duraturo di popolarità… ecco la tua descrizione.. tu sei, persona che brilla di LUCE propria .. brava!

    1. Ma grazie davvero di cuore Miky! I tuoi complimenti mi hanno emozionato!
      Sul mio blog, oggi battezzato, metterò sempre cuore, testa e massimo impegno!
      Un bacio e a prestissimo

  3. Brava! Ti seguo da tempo ed ora lo farò anche di più. Mi sono occupata un anno fa di neuroscienze (neuroni specchio) e da allora i temi che affronti nel blog sono tra i miei “preferiti” :-). BUON LAVORO! Nat

    1. Che bellezza! Ti ringrazio davvero tanto Natalia, onoratissima!
      Scriverò ancora di Neuroscienza, sempre sul questo mio nuovissimo blog #InLuce.
      Un abbraccio e, allora, a prestissimo!

  4. Cara Francesca,
    Ho trovato davvero interessante questo post: credo che una riflessione sul significato dell’amicizia nell’epoca dei social network sia fondamentale. E’ un tema che mi ha suscitato degli interrogativi e questo e’ sempre positivo! Buon lavoro! Sveva GL

  5. Cara Sveva,
    è un piacere grande conoscerti e sapere che il mio post sia stato interessante per te.
    Riflettere in prima persona e, conseguentemente, far riflettere i lettori è esattamente “il mio obiettivo”: i miei post sono generalmente di approfondimento.
    L’amicizia ai tempi dei social network è un tasto un po’ …delicato: tantissime volte capita – mi è capitato personalmente – di iniziare virtualmente una bella relazione e di confermarla poi dal vivo.
    Quando capita questo è davvero bellissimo!
    Purtroppo non sempre succede, ahimè. Troppo facile nascondere il proprio vero carattere dietro lo schermo 😉
    In ogni caso, sono le relazioni anche offline che contano, e quello che davvero vale è la trasparenza, la lealtà, l’affidabilità tra le persone.
    Se vuoi confrontarti con me, sono sempre qui, a tua disposizione.

    Spero di cuore di averti ancora tra i miei commenti e di conversare ancora con te!
    Grazie e cari saluti!

  6. Più relazioni si hanno e sicuramente si aumenta il numero di opportunità di vivere esperienze che possono essere utili allo star bene professionale e personale, quindi cara Francesca sono in accordo con te e con chi ha fatto questa valutazione.
    Mi permetto di aggiungere un piccolo elemento di approfondimento.
    Quanto la qualità della relazione incide su un ottimizzazione emozionale del proprio IO e può trasformarsi in vantaggi nella quotidianità vissuta?.
    Sono sempre più pensoso che LESSISMORE sia un detto che deve essere applicato ad una scelta di qualità della relazione che vado a creare. Se lo faccio ottengo in ogni caso migliori risultati, quindi aumentare le RELAZIONI di qualità direi proprio di sia fondamentale quanto diminuire le RELAZIONI di banalità.
    Su qui i social purtroppo abituano molto male, ma è anche vero che la qualità di una persona disegna sempre le sue scelte ed incide sui rapporti di relazione altrui come se fosse un domino.
    Per tutto il resto (tuo Blog) sono contento che la Francesca che conosco si sia creata un suo spazio di qualità.

    1. Carissimo Giovanni,
      innanzi tutto ti ringrazio di essermi venuto “a trovare” e del tuo apprezzamento: il tuo parere personale e professionale è molto importante per me!
      Riguardo al tuo approfondimento, non posso che darti ragione.
      E’ indubbiamente la Qualità delle relazioni quella che crea un vissuto emozionale felice e, di conseguenza, anche un innalzamento del nostro Sistema Immunitario e della soglia del dolore fisico.
      Anche le ricerche lo indicano: se la relazione è Qualitativamente ricca e positiva – un’amicizia o una rapporto concretamente stabile, sereno, affidabile, credibile e improntato sulla reciproca disponibilità – la percentuale di aumento delle prospettive di vita salutare aumenta al 91%.
      I Social ci abituano “male”, sì, ma non poi così tanto: ho sempre creduto e credo che, anche dietro ad uno schermo e su piattaforme con diversi linguaggi, la personalità vera di una persona emerge sempre.
      Magari ci vuole un pochino di tempo in più, ecco 😉
      Evviva la Qualità, dunque!
      Grazie ancora e …torna a farmi visita!
      Un abbraccio

    2. Ciao Giovanni,
      un’osservazione: Mies van der Rohe spogliò la filosofia progettuale (“less is more”) fino alle estreme conseguenze (“skin and bone”), passando attraverso l’uso – spesso preponderante – del vetro.
      L’approccio non era legato alla qualità ma alla neutralità: l’obiettivo era l’onestà dei materiali, in contrapposizione con la ricerca di qualità – positive o negative che fossero – espresse fino a quel momento tramite elementi inutili rispetto alla reale concretezza della struttura.
      Personalmente mi piace l’analogia che hai trovato ma la trovo applicabile alla ricerca dell’onestà, che può portare – nel caso delle relazioni – anche a ossature strutturali e quindi impatti nel dialogo con le presenze circostanti, profondamente negative.

      1. Carissima Carolina,
        innanzi tutto ti ringrazio davvero tanto per il tuo ricco contributo!
        La “ricerca dell’onestà” certo può rivelare impatti relazionali profondamente negativi, anche semplicemente perché sono rarissimi i rapporti umani improntati squisitamente solo sull’onestà.
        Riesci a intravvedere, però, una prospettiva anche positiva?

        Ti abbraccio forte

        1. Ciao Francesca,
          non in quell’aforisma.
          L’idea è di spogliarsi delle sovrastrutture, giudicate ingannevoli, e mettersi a nudo.
          L’uso del vetro potrebbe essere un’ottima metafora anche qui e costituire il passo immediatamente precedente: l’onestà dei materiali (umani in questo caso) ci permette di dialogare in modo trasparente con le presenze che ci circondano.
          L’aforisma indica proprio la ricerca del neutro, unica via per osservare e capire se ci sia qualcosa di positivo o meno, in modo del tutto personale.

          Che ne dici?

          1. …un’ottima ispirazione, Carolina!
            Un ottimo aforisma e un prezioso contributo, il tuo!
            Grazie davvero tanto.
            Hai aperto scenari inaspettati con la tua competenza in architettura.
            E io amo il vetro, essenziale e liscio. Neutro, come dici tu.
            Ti abbraccio ancora

  7. Sarà perchè sono napoletano, e quindi incline alla socializzazione, sarà perchè sono un commerciale, ma io non potrei vivere senza gli altri. E senza la riprova sociale!
    Come sempre Francesca è bravissima nello scandagliare l’animo umano.
    E lo sa anche raccontare bene!

    1. Caro Leo,
      grazie mille per gli apprezzamenti.
      E’ quello che cerco e cercherò sempre di fare: di andare a fondo, ma con parole semplici, comprensibili il più possibile 😉
      Senza Riprova Sociale, nessuno di noi “Umani” andrebbe avanti a lungo nella vita.
      Quello che gli studi – nonché io stessa – ribadiscono è che conta la Qualità delle relazioni: più sono serene, positive, affidabili e credibili, più la nostra salute ci guadagna.
      Non solo psicologicamente, quindi.
      Un abbraccio: torna sempre a trovarmi!

  8. Buonasera Francesca. Condivido quanto pubblicato. Tuttavia molto dipende da cosa ne facciamo di tutto quello che abbiamo, amicizie incluse e da quanto queste ultime siano in grado di accogliere e sostenere le nostre vite, le nostre emozioni. Grazie per aver creato una tale piattaforma dove in maniera intelligente possiamo incontrarci ed incontrare bella gente.

  9. Caro Andrea,
    ti ringrazio molto: questo blog è nato proprio per poter affrontare e discutere insieme di tematiche delicate. Un confronto vivo e aperto, insomma, in cui è possibile anche incontrare “bella gente” come dici tu!
    Per il resto, sottolineo sempre che è la Qualità positiva, credibile e serena delle Relazioni ciò che conta.
    E’ la rete di rapporti credibili, affidabili e di fiducia, quella che ci condiziona ogni giorno, ci assiste, ci sostiene. E …ci fa vivere più a lungo!

    Spero tanto di trovarti ancora nei miei commenti e
    un abbraccio!

  10. E’ capitato a tutti di sentirsi meglio dopo aver incontrato e chiacchierato un po’ con qualcuno appena cordiale: credo che questo sia solo un piccolo esempio di quanto dicono questi studiosi.Ahimè, temo di essere un po’ troppo solitaria!

  11. Cara Anna,
    dipende sempre dalla Qualità delle relazioni, molto più che dalla Quantità.
    Anche se sui Social Network, il termine “Popolarità” può essere fraintendibile.
    Sono le relazioni stabili, serene e sincere quelle che hanno il potere di migliorare il nostro Sistema Immunitario e la funzionalità di moltissimo organi del nostro corpo.
    E questo tipo di relazioni sono, naturalmente, le più rare!

    Un abbraccio a te!

  12. Cara Francesca,

    in tanti attraverso i social, appaiono ma non sono.

    Dimenticano che averli incontrati di persona e avendo percepito giusto l’opposto, li rende ridicoli e i affidabili, in particolare modo quelli che parlano male di altre persone e poi con quelle stesse altre persone parlano male di te.

    Tanta tuffa, più si ostentano profili da perbenisti, più si ostentano valori come l’educazione, la lealtà, il buon gusto, la rifessionalita è più se ne posseggono meno.

    Che dire, leggerti, fa percepire un viaggiare attraverso la vita, una vita fatta di concretezza e mai di apparenza.

    Un sorriso e un saluto.

    Mimmo

    1. Carissimo Mimmo,
      ti ringrazio tantissimo di essermi venuto a trovare nei commenti!

      Hai ragione, e purtroppo sempre di più…
      Mancano la lealtà, la trasparenza, il rispetto, e credimi che purtroppo ho esperienza anche diretta di chi parla bene o male alle spalle, fingendo altro.
      I Social permettono questo, e sappiamo che non è colpa dei Social!
      In questo post parlo di relazioni di qualità, il termine “popolarità” può indurre fraintendimento.

      Spero solo di poter dare il buon esempio nel mio piccolo e di porre sotto ai riflettori riflessioni che tanti, tutti, dovrebbero fare.

      Spero di leggerti presto ancora tra i miei commenti e ti abbraccio!

  13. Il tuo definire il termine “popolarità” è chiarissimo.

    Seguirti è un piacere che si rinnova ad ogni nuova lettura.

    Grazie

    Un sorriso

    1. Grazie a te, Mimmo, di cuore.
      Torna presto a lasciare il tuo commento qua: sarebbe il regalo più bello che potresti farmi!

      Un sorriso e un abbraccio a te!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *