Gli Adolescenti Italiani sono i meno Smartphone-Dipendenti d’Europa

Si discute tanto della Dipendenza degli Adolescenti dallo Smartphone. Una recente indagine che ha coinvolto più di 1500 Adolescenti Europei ha messo in evidenza, tuttavia, come gli Italiani siano di gran lunga i più propensi a spegnere il cellulare per un’intera giornata. Un dato che fa credere ancora di più nell’importanza di un’Educazione Digitale adeguata.

La necessità di un’Educazione Digitale appropriata e consona soprattutto per i ragazzi più giovani e gli adolescenti è un tema molto caldo.
Sono, infatti, le ricerche sociologiche e psicologiche le prime a mettere in luce quanto siano proprio gli Adolescenti a subire la Dipendenza dagli Smartphone.
Dipendenza che crea come conseguenza anche danni piuttosto gravi, come la Depressione – in primo luogo – e l’Isolamento dalla società.Più della metà – quasi il 60% – dei giovani si ammala a causa di una continua connessione.
Eppure, secondo una nuova indagine di Uniplaces – società attiva nel settore degli affitti per studenti universitari – è proprio in Italia che più della metà dei giovani dichiara di poter fare a meno del cellulare per un giorno intero.
Ed è un dato molto rilevante e molto positivo, perché pone il nostro Paese all’ultimo posto in Europa per la Dipendenza dagli Smartphone.

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Ci si allontana – temporaneamente – dall’iperconnessione prima di tutto per il carattere “teatrale” e sempre più polemico che gira sui Social Network, ma anche perché si è stanchi di essere costantemente aggiornati.
Anche quando non lo si vuole.
Anche quando ci si dedica ad altro.
Il bombardamento di informazioni allontana il giovane adulto, che riprende coscienza di una sua identità al di fuori delle piattaforme online.
E’ un allontanarsi è “a breve termine”, certo.
Solamente il 24% è convinto di poter resistere lontano dalla connessione col mobile per più giorni, mentre è il 53% il numero dei ragazzi italiani che si sente libero di non accendere lo smartphone per una giornata intera.

Anche solo ventiquattrore senza connessione oggi sono un ottimo traguardo, che fa ben sperare nei risultati dell’Educazione Digitale già messa a punto e fa credere ancora di più nella sua importanza.

Considerando che la ricerca ha coinvolto più di 1500 ragazzi in tutta Europa, i dati rivelano poi che ad essere più dipendenti dallo smartphone sono oggi gli adolescenti inglesi.
Il 55% di loro afferma di non poter sentirsi sereno, completo o stabile senza l’uso del telefonino ogni singolo giorno.
Risalendo nella classifica europea, al secondo posto subito dopo gli italiani, si colloca il 24% dei giovani spagnoli che afferma di poter spegnere tranquillamente il cellulare per un giorno soltanto.
Riassumendo i dati della ricerca, si constata dunque che gli adolescenti stanno iniziando ad essere meno iperconnessi allo smartphone – il 60% dei ragazzi europei – anche se si tratta pur sempre di periodi brevi.

E’ interessante notare che i dati relativi agli adolescenti italiani rivelano uno scarsissimo uso dei giochi online.
Dal punto di vista psicologico, una bella notizia.
Il gioco è fonte di creatività e la creatività viene schiacciata dall’iperconnessione.
Quale rimane, tuttavia, la funzione essenziale dello smartphone per gli i giovani nel nostro Paese?
Rimanere in contatto fra loro, non certo telefonarsi.
Lo smartphone non è più un telefono: è uno strumento adattissimo a condividere immagini, stati d’animo, informazioni e perfino battute scherzose con i coetanei.
Anche se si è insieme fisicamente o ci si è appena incontrati.
Anche se la vita reale è pienamente vissuta.
Si aggiungono Emoticons, la foto istantanea, lo sticker del momento per completare la comunicazione umana.
Insomma, non si rinuncia alle chat di messaggistica nemmeno quando si è in compagnia degli amici.

Nonostante i dati di questa ricerca, un’osservazione va sottolineata.
La percentuale dei giovani che accetta tranquillamente di spegnere il telefonino almeno per un giorno – siano italiani, spagnoli o inglesi – si azzera quasi se la richiesta è percepita come un’imposizione.
La sconnessione, anche temporanea, deve essere una libera decisione, una scelta autonoma che decade irreparabilmente se viene forzata.
E questo dato non stona affatto pensando che ci troviamo davanti ad una Generazione estremamente abile ad utilizzare i mezzi digitali, spesso anzi più saggia degli Ibridi Digitali a trovare un equilibrio sano e un esercizio non passivo del device.
Siamo sulla strada di un uso più consapevole della Tecnologia Digitale?
Sicuramente sì, nonostante gli allarmismi.
Continuare e rafforzare, quindi, l’Educazione Digitale per un utilizzo adeguato della Rete e dei Social Network rimane un’esigenza e l’obiettivo migliore che ci possiamo continuare a dare.

11 thoughts on “Gli Adolescenti Italiani sono i meno Smartphone-Dipendenti d’Europa

  1. Interessante questa ricerca e questo post…
    Devo dire che alla luce di una ricerca recente in cui una persona su due utilizza internet a livello mondiale, è sorprendete vedere che in realtà gli adolescenti italiani sono meno presi dalla tecnologia mobile.

  2. Caro Flavius,
    diciamo che proprio gli adolescenti italiani stanno iniziando a prendere consapevolezza di un uso più adeguato della tecnologia mobile.
    Sicuramente, sono più “bravi” degli Ibridi Digitali a non cadere più in una iperconnessione, a trovare un equilibrio.
    Il telefonino rimane uno strumento di socializzazione, ma è bello sapere che si può anche spegnerlo. Almeno per un’ora…

  3. Francesca diciamo che mi auguro che sia così, anche perché nelle settimane passate tra il pericolo e l’allarme lanciato per il Blue Whale, per non parlare del bullismo via social e il deep web. Spero tanto che questi adolescenti italiani abbiano iniziato ad utilizzare il neurone.

  4. Verissimo Flavius,
    le settimane passate sono state parecchio allarmanti!
    E quanto si è ripetuto – per il caso del Blue Whale in particolare – agli adulti di seguire i propri figli, non lasciarli alla mercé del Web.
    Purtroppo, questi stessi adulti sono quelli che più avrebbero bisogno – paradossalmente – di un’Educazione Digitale adeguata!

    Un abbraccio

  5. Ciao, come ben sai ho avuto sotto il naso molti studenti e questo articolo mi sorprende parecchio: non mi aspettavo questa disponibilità ad eventualmente sconnettersi per più di dieci minuti! E mi fa molto piacere avere questa notizia

    1. Cara Anna,
      il tuo punto di vista come insegnante è particolarmente importante per me, proprio perché hai avuto a che fare con adolescenti.
      Anzi, di più: con adolescenti da cui farsi rispettare e ascoltare.
      La tua esperienza mi conferma ancora una volta che i risultati di questa ampia ricerca sono …inaspettati!
      E sapere che l’Italia per una volta non è il “fanalino di coda” fa davvero piacere, hai ragione.

      Un abbraccio

  6. Sai faccio la pendolare da più di 15 anni, nei primi. Anni sui treni i ragazzi urlavano e comunicavano ad alta voce adesso sui treni regna un silenzio quasi spettrale dove sono tutti gobbi concentrati sul proprio device. Nonostante le chat e i social sembrano tutti più soli di quanto lo eravamo una decade fa.

  7. E pensare che, dalla vasta ricerca che ho citato, in Italia siamo i meno iperconnessi!
    Insomma, questa tecnologia creata per metterci in contatto …crea isolamento, e non certo solo per gli adolescenti, che anzi – rispetto agli adulti – a volte riescono più facilmente a sconnettersi.
    Per pochissimo tempo eh, però ci riescono 😉

    Torna a trovarmi!

  8. Ciao Francesca, mi è venuto un dubbio.Che i nostri adolescenti siano i più virtuosi,
    non dipende forse dal fatto che il possesso, l’uso e la gestione di uno smartphone siano ancora molto dispendiosi e non alla portata di tutti? Oppure è solo un effetto” statistica” ? ciao a presto. Il tuo blog è molto interessante.

    Grazie Maria

  9. Grazie infinite Maria per il tuo complimento sul blog:
    è una casa coi portoni spalancati per te e per chiunque!

    La tua può essere una considerazione interessante, anche perché gli adolescenti italiani vanno sempre a comprare le migliori marche del momento e quindi a dover spendere cifre molto elevate.
    Ti faccio un esempio: con il sistema operativo Android, nell’Est sono nate marche oggi a costi bassissimi (Corea, Thailandia, solo per citarti due paesi), che però dai nostri ragazzi vengono altamente snobbate.
    Nel nostro paese vince ancora la corsa all’ultimo modello, che – appena comprato – è poi già presto superato, pur essendo costato un sacco.

    Le statistiche della ricerca sui 1500 ragazzi europei, tuttavia, non tengono presente questo dato.
    Quindi, …consoliamoci che l’Italia per una volta non è il solito…fanalino di coda!

    A presto e carissimi saluti

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