La Gestione delle Emozioni nell’Era Digitale e sui Social Network

Riconoscere, comprendere e accettare le Emozioni che proviamo è il primo passo per poterle Gestire. E questa competenza è particolarmente importante nell’Era Digitale, dove la comunicazione virtuale lascia ampio campo a differenti interpretazioni.
Gestire le Emozioni permette di instaurare Relazioni di fiducia e coerenza: la bella notizia è che si può imparare a farlo.

Incomincio da una tesi, una specie di assioma dell’Intelligenza Emotiva: diamo un Significato alla comunicazione e alle esperienze che viviamo in base alle Emozioni che proviamo in quel preciso momento.
Perfino in base agli Stati d’Animo, che – rispetto alle Emozioni – sono molto più vulnerabili e repentini.

Come districarsi, quindi, nella Comunicazione Digitale e, in particolar modo, sulle piattaforme dei Social Network, dove le Emozioni sono ridotte per lo più a Emoticons e possiamo facilmente non comprendere il senso di quanto leggiamo?Tantissime polemiche nascono, in fondo, proprio da una mancata comprensione del significato emozionale di espressioni e frasi scritte virtualmente.
E – provocatoriamente aggiungo – questo ci fa anche un po’ comodo, alcune volte.
Poco impegno, una faccina e via.
Non si è compresi? E’ sempre colpa dell’Altro, quello che legge e interpreta male.

 

Proviamo a fare un passo indietro per comprendere meglio il fenomeno.
Le Emozioni sono stati mentali associati ad alterazioni fisiologiche, a stimoli interni o esterni che possono essere istintuali o appresi nell’ambiente in cui viviamo.
Hanno lo scopo di rendere più efficaci le Relazioni.
Perfino in termini evolutivi darwiniani, il loro ruolo è sostanzialmente quello di avvertire risposte immediate per la sopravvivenza all’interno del gruppo: reazioni, quindi, che non comportano minimamente elaborazioni intellettive, né addirittura coscienti.

Le Emozioni sono le prime a modulare, condurre e dare significato ai nostri comportamenti, pur passando attraverso canali inconsci della personalità umana.
Tuttavia, se è tanto difficile e improbabile condizionare col pensiero cosciente (Razionalità) le Emozioni, al contrario esse condizionano fortemente gli aspetti cognitivi e intellettivi.
Un esempio? Provate a tenere a bada l’Ansia prima di un esame.
Difficilissimo, quasi impossibile.
Eppure è l’Ansia stessa (Emozione) che ci fa pensare (Intelletto) a quell’esame come essenziale o meno nella nostra vita.
E ancora: provate a non provare Amore per il vostro partner.
Assurdo? Sì, ma è l’Emozione dell’Innamoramento a farci considerare quella persona così preziosa per noi.

La domanda, dunque, è se è possibile controllare le Emozioni.
No.
E’ possibile, però, imparare a Gestirle.
E – come insegna l’Intelligenza Emotiva – il primo passo per poterle gestire è quello di riuscire a comprenderle.
Esistono esercitazioni specifiche per questo, prima di tutto quella di Dare un Nome a quello che sentiamo.
Non si tratta di stigmatizzare l’Emozione con un’etichetta, ma di iniziare a riconoscerla.
Quello che proviamo di fronte ad un Influencer – esempio calzante – è ammirazione, stima, o c’è anche un po’ di invidia?
In questa prima fase di Riconoscimento delle Emozioni è fondamentale non avere giudizi su quello che proviamo.
Lo spettro delle Emozioni è infinito e, naturalmente, comprende anche sentimenti che – almeno socialmente – non sono giudicati positivi.
Non è rilevante.
Imparare, ad esempio, a riconoscere la Gelosia è il primo fondamentale passo per comprendersi e superare i nostri limiti.
In altre parole, solo se comprendiamo e accettiamo tutte le nostre Emozioni, anche quelle più scomode e spinose, anche quelle che ci fanno un po’ vergognare di noi, possiamo imparare a Gestirle.

Un valido aiuto per comprendere quale emozione si sta provando, e conseguentemente accettarla, arriva dal correlato fisiologico che ciascuna emozione comporta.
L’Emozione si fa sentire sempre nel Corpo.
Nell’Università di Aalto, in Finlandia, alcuni ricercatori hanno provato a tracciare una vera e propria mappa corporea delle Emozioni, osservando il tipo di attivazione fisiologica percepita.
L’esperimento ha coinvolto 700 individui provenienti da culture molto differenti, dimostrando in primo luogo, dunque, che le attivazioni fisiologiche alla base delle nostre Emozioni non dipendono da fattori educativi.
Provocando Emozioni differenti con la visione di film o la lettura di racconti, è stato chiesto ai partecipanti di colorare le parti del corpo che – su un disegno della figura anatomica – giudicavano attivarsi in conseguenza all’Emozione sentita.
Ciò che è emerso dall’esperimento è piuttosto intuibile e assolutamente convincente.
La Paura attiva il centro del petto della figura umana.
L’Ansia si estende dal petto fino agli arti, che sono soggetti ad agitazione e torpore allo stesso tempo.
La Rabbia attiva, a livello fisiologico, il tronco e la testa, ma è un’emozione che si riflette anche nella gestualità delle mani, che vengono chiuse inconsciamente “a pugno”.
La Vergogna? Si sa: colora le guance.
L’emozione che sembra attivare il maggior numero degli organi è la Felicità. Petto, testa, mani, movimenti oculari accelerati, espressioni facciali: la mappa corporea durante l’esperimento si accende di colori.

Come ovviare, tuttavia, alla difficoltà di accettare emozioni considerate negative?
Innanzi tutto non giudicandole, come si è detto.
Antipatia, Odio, desiderio di Aggressività, Invidia, spirito d’Arroganza e Supponenza, Gelosia.
Sono solo pochissime delle Emozioni che, una volta riconosciute in noi stessi, dobbiamo comunque riuscire ad accogliere.
Una sana e approfondita analisi interiore ci può far capire, magari, se esse siano state indotte o meno.
Se, cioè, sono la reazione a torti subiti o a un comportamento altrui che riteniamo offensiva nei nostri confronti.
Eppure, anche se indotte – e magari pur giustamente -, non fa molta differenza.
Le caratteristiche di queste Emozioni non cambiano sia che siano attive o reattive.
Bisogna in ogni caso farci pace.
Accoglierle come parti di noi.
Comprendere che senza di esse non saremmo esseri umani completi, sapere che proprio loro nella preistoria dell’uomo sono state funzionali alla sopravvivenza e che magari anche oggi costituiscono uno scudo utile.

Ecco che, una volta ammesse all’interno del nostro carattere, è finalmente possibile Gestirle, queste Emozioni.
E mentre ci sforziamo di capire come fare, lo stiamo già facendo.
Mentre ci chiediamo come gestire l’Antipatia che proviamo per una persona, la usiamo come segnale di allarme: ci relazioneremo con questa persona – ad esempio – in maniera sporadica e superficiale, per non vivere situazioni spiacevoli.
Mentre ci chiediamo come gestire la Gelosia, comprendiamo di avere in realtà una bassa autostima in noi stessi. Ed è su questa bassa autostima che “lavoreremo” per migliorarci.
Mentre cerchiamo di far fronte all’Invidia nei confronti di qualcuno, ci sentiremo insicuri e deboli.
Chiederemo aiuto, se necessario, per fortificarci.

Nessuno ha mai detto che tutto ciò sia facile.
Quando si parla di Emozioni non c’è nulla di scontato e non c’è nulla di semplice.
E, in fin dei conti, esiste solo un segreto: imparare ogni giorno a volerci un pochino di bene in più.
Imparare ogni giorno a perdonarci gli errori e proseguire la nostra strada con onestà verso se stessi.
Con l’umiltà e la forza insieme di volersi comprendere, prima ancora di pensare a comprendere gli altri e costruire valide relazioni.

11 thoughts on “La Gestione delle Emozioni nell’Era Digitale e sui Social Network

  1. Il colorare le parti del corpo che corrispondono alle diverse emozioni è uno degli esercizi che faccio fare ai bambini nelle scuole.
    Quante mani rosse ho visto!
    Rabbia, tristezza, paura le emozioni che gestiscono spesso senza riuscire a comunicarle.

    1. …rabbia, tristezza e paura credo proprio che anche gli adulti non sappiano esprimerle in modo adeguato, quindi gestirle.
      Ci vuole un grosso lavoro interiore e credo sia una sfida quotidiana!

      Grazie per il tuo commento cara!

  2. Non comprendo molto l’interazione tra due argomenti apparentemente distinti: le emozioni espresse nell’era dei social e la gestione delle emozioni.
    Personalmente credo che i sociale abbiano avito il grande merito do rendere la comunicazione accessibile a tutti, indipendentemente dal proprio livello culturale. Immagini la differenza tra scrivere una lettera con la carta e la penna e mettere una di quelle faccine. Diamo per scontato che si intendano esprimere le stesse emozioni, ma nel secondo si concentra tutto in una forma di sintesi che per sua stessa natura è limitante e limitata per chi saprebbe come descrivere con maggior proprietà e completezza.
    L’altra questione che lei affronta è quella della gestione delle emozioni, sostenendo sostanzialmente che bisogna accettarle, in quanto non gestibili on modo razionale. Se permette, sono d’accordo solo in parte. Il fatto incontrovertibile che siano più “forti” della razionalità non vuol dire che non si possa o debba arginarle o coltivarle in funzione del proprio benessere.
    La ringrazio per avermi ospitato su queste pagine e sarei curioso di conoscere la sua opinione di professionista.
    Paolo

    1. Caro Paolo, mi permetto di darti del Tu, come generalmente si usa fare 😉
      Dunque, parto dalla fine del tuo commento, particolarmente ricco di spunti.

      Le emozioni non possono – purtroppo lo ribadisco – essere controllare dalla razionalità: possono essere gestite. E come dici tu, arginarle, confinarle, trattenerle o coltivarne di altre è esattamente questo: una gestione ottimale delle emozioni.
      Cosa estremamente difficile: come scrivo nel post, per imparare a gestire in tal modo le emozioni, quindi a guidarle anche, è necessario prima riconoscerle in sé e soprattutto accettarle come tali.
      Riguardo alla connessione tra l’espressione di emozioni sui Social Network e gestione delle emozioni nella vita reale, tu hai perfettamente ragione: sono due cose estremamente differenti.
      E lo scrivo anche io: a volte, scegliere una faccina e via… è molto ma molto più comodo perché non ci si espone veramente.
      Però, la connessione esiste: le emozioni che guidano la nostra comunicazione e interazione sul Web e sui Social sono le stesse identiche che ci ritroviamo nella vita offline.
      Anche sul Web, dunque, imparare a riconoscere e gestire le emozioni che filtrano e “passano” nella comunicazione digitale, è fondamentale per mantenere salde, serene e coerenti relazioni virtuali.

      Grazie mille a te di essermi venuto a trovare e spero che tornerai presto!
      Il tuo contributo è particolarmente prezioso.

  3. Significa forse che chi si ama molto è in grado di gestire completamente le proprie emozioni? E che chi non le gestisce affatto non si vuole abbastanza bene? E cosa si intende esattamente per “gestire le emozioni”? Quante domande

  4. Provo a rispondere 🙂
    Chi si ama molto, ovvero ha una forte autostima, è facilitato a guidare le proprie emozione nei verso in cui ritiene opportuno.
    Perché è in agio con se stesso e non ha bisogno di approvazione altrui.
    Diciamo, ecco, che ha meno paura di provarle, le proprie emozioni!
    Chi non le gestisce affatto, può darsi che in qualche modo non le abbia comprese a fondo, o ci siano delle ombre in sé tali da impedir loro di accettarle. E mi riferisco principalmente alle emozioni più “scomode” come la noia, la rabbia, la vergogna, l’invidia, etc.
    Infine, per “gestire le emozioni” io intendo – come scrivo nel post – il saperle riconoscere e com–prendere in sé, per riuscire a incanalarle nella direzione giusta o a “sfruttarle” per mantenere relazioni felici. Oppure, ancora, a poterle frenare.

    Non si possono controllare nel senso che “non si possono NON sentire”, ma si possono usare per una comunicazione efficace o per coltivare relazioni il più possibile costruttive e di reciproca serenità.

    Spero di aver risposto alle tue domande,
    e grazie mille per il tuo intervento.

  5. Penso che tutte le emozioni siano naturali, necessarie ed importanti, perchè esprimono bisogni che vivono dietro o sotto di esse. Ogni emozione è energia pura che se si blocca fa tanto male: dolore e malattia del corpo e dello spirito, ma che se non incontra ostacoli genera amore, gioia e benessere fisico e psichico.
    Ho molte perplessità sull’opportunità di esprimere e comunicare emozioni sui SocialNet. soprattutto sulla capacità di decodificazione corretta del messaggio.Parlare o tacere guardandosi negli occhi non è la stessa cosa che costringere nella scrittura digitale sentimenti ed emozioni che sono appunto energie e che poi si appiattiscono diventando “pubbliche” Oppure è anche questo un escamotage per non metterci la faccia e il cuore?

  6. Ciao Cristina,
    benvenuta, sono felice che tu sia venuta a trovarmi!

    La gestione delle emozioni (riconoscerle, accettarle, esprimerle) ha esattamente l’importantissima valenza che tu le dai.
    Con l’avvento dei Social Network, sono arrivate le faccine (Emoticons). So che potresti ridere in questo momento: fatto sta che la mancanza di una Comunicazione Non Verbale pone necessariamente l’esigenza di trovare un modo per dare “espressione emotiva” alle comunicazioni sul Web.
    Le Emoticons per ora sono funzionali.
    Non certo sufficienti.
    E questa è appunto la tesi del mio articolo.

    Che siano un escamotage? Sì e no.
    No, perché in fin dei conti, per chi lavora ore e ore sul computer, le Emoticons sono un modo per farsi intendere, diventato ormai piuttosto convincente.
    Sì, perché proprio la mancanza di un contatto visivo e di una relazione offline ci fanno perdere il contatto stesso con le emozioni che sentiamo e che vogliamo comunicare.

    Da parte mia, non farò altro che insistere sulla necessità di incontri “dal vivo” anche nella vita reale tra colleghi che lavorano nel digitale.
    Io per esempio uso sempre Emoticon di bacini, e magari “stufo” la gente: ma se mi si conosce, pare immediato quanto io sia affettuosa e quando non siano ipocriti i miei continui…:-) sorrisi digitali!

    Torna presto a trovarmi, ti aspetto!

  7. Sì, caro Aldo, soprattutto in un mondo che non si ferma mai e che – vivendo attraverso la comunicazione virtuale – può facilmente mettere a rischio le nostre Relazioni.

    Eppure perché tanta paura delle Emozioni? Per una smania di controllo? Per il timore di apparire deboli?

    Ricorda sempre che…” diamo un Significato alla comunicazione e alle esperienze che viviamo in base alle Emozioni che proviamo in quel preciso momento”.

    Un caro abbraccio!

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