Le persone Ansiose sono le più Intelligenti: lo dice la Scienza

L’Ansia è uno stato fisiologico e mentale tra i più diffusi da sempre, e lo è ancora di più nell’era attuale dove l’Iperconnessione comporta un continuo stato di allerta. Eppure, gli studi scientifici hanno trovato una strettissima correlazione tra l’Ansia e l’Intelligenza, soprattutto l’Intelligenza linguistica e verbale.

Siamo ansiosi, tendenzialmente sempre preoccupati e sicuramente facili a subire gli effetti negativi dello Stress? Si tratta di una reazione di difesa, inizialmente del tutto inconscia, regolata fisiologicamente dal rilascio di un particolare ormone, il cortisolo. E’ un ormone steroideo prodotto dalle ghiandole surrenali poste proprio sopra ai reni.

In una quantità ottimale, il rilascio del cortisolo consente all’individuo di attivare le sue risorse fisiche, emotive e cognitive necessarie per affrontare pericoli potenziali o reali. Anche pericoli che in qualche modo si prevedono, ma non necessariamente si avverano.
A loro volta, le ghiandole surrenali che producono il cortisolo, sono controllate dall’ipotalamo e dalla ghiandola pituitaria, che sono al centro del Sistema Nervoso Simpatico, che è Autonomo – non controllabile – e ha lo scopo preciso di salvaguardare la nostra vita attraverso la risposta istintiva di “attacco o fuga”. L’ansia ha, quindi, primariamente un significato protettivo e finalizzato alla sopravvivenza – tanto negli animali quanto nell’uomo -: ci allerta, ci pone in guardia, ci difende.

ansia e intelligenza

Eppure, i sintomi dell’ansia sono vissuti interiormente sempre come negativi. E’ quel rimuginare di continuo, cercare risposte che non si trovano, attorcigliarci nei nostri stessi pensieri. Senza parlare dei sintomi psicosomatici che l’ansia stessa può creare: prima di tutto veri e propri Attacchi di Panico. Ci si sente più fragili, quando si è ansiosi, più vulnerabili. E’ una percezione di sé naturale, ovvia, eppure smentita dalla maggior parte degli studi scientifici.

Le persone ansiose sono più intelligenti di quelle che tendono a non preoccuparsi mai e a tenere sotto controllo le proprie emozioni. Si tratta di una qualità specifica dell’Intelligenza: quella Linguistica e Verbale. La padronanza, quindi, di parlare e scrivere con facilità usando le parole giuste, i termini più appropriati, e la capacità di riuscire a spiegare in modo semplice anche concetti complessi, convincendo e insegnando – perfino – la sintassi della lingua. E c’è di più: proprio la padronanza nell’uso delle parole rende queste persone più inclini all’ironia e all’autoironia

La beata ignoranza e la razionalità che trattiene le parole rafforzano le persone? Si tende a pensarla così perché liberando l’emozione dell’ansia si soffre in genere di più. Eppure cosa ha più valore? Una gestione delle emozioni che ne comporta l’immobilizzazione per non patire o la capacità di mettersi in gioco e, alla fine, risultare proprio i più intelligenti? Le persone con una padronanza linguistica sviluppata hanno, in più, forti capacità di analisi e di pensiero critico. Sono quelle meno superficiali: pare banale e non lo è affatto. Perché anche l’analisi e il pensiero critico determinano una maggior protezione dell’individuo di fronte al rischio e la nascita di una più spiccata creatività. Essere sempre allerta, in altre parole, fa trovare mille strade possibili per appianare i problemi e conduce verso l’Intelligenza Emotiva e il Pensiero Laterale, quello in grado di decifrare e risolvere anche i più incredibili indovinelli.

ansia e intelligenza

all'aumentare della preoccupazione aumentava anche il livello di intelligenza verbale del test. Condividi il Tweet

Un’importante ricerca scientifica comprova tutto questo: la mente ansiosa e rimuginante è la più intelligente. Lo studio è stato condotto su di un gruppo canadese, indagato dai ricercatori della Lakehead University nello stato dell’Ontario. Ben 126 giovani hanno compilato questionari e effettuato prove che tracciavano i loro livelli di ansia, rimuginio, tendenza a ripensare ossessivamente al passato, depressione e paura, sottoponendosi al tempo stesso ad un test del Quoziente Intellettivo. I risultati sono stati unanimi per tutti gli studenti: all’aumentare della preoccupazione aumentava anche il livello di intelligenza verbale del test.

Per i ricercatori, tale connessione correla chiaramente l’ansia con l’abilità di analisi e di padronanza del linguaggio.
<<È possibile che gli individui con una maggiore intelligenza linguistico-verbale siano più abili nell’analizzare gli eventi presenti e futuri nel dettaglio e che proprio questa loro caratteristica li esponga a rimuginio e ruminazione>>

Tale correlazione comporta un’aspetto ulteriore, più sociologico e antropologico che psicologico: quello della motivazione ancestrale. E’ esattamente l’approccio ansioso e analitico ad aver permesso la sopravvivenza dei nostri avi, capaci – con quest’attitudine mentale – di mettersi al sicuro e di salvarsi proprio anticipando pericoli reali e garantendo così la conservazione della specie.

16 thoughts on “Le persone Ansiose sono le più Intelligenti: lo dice la Scienza

  1. verrebbe voglia di dire che non vale la pena di essere intelligenti se ciò comporta l’essere ansiosi. Beati i tranquilli

    1. Cara Clementina,
      già, te lo dico da super ansiosa quale sono: beati i tranquilli! 😉
      In ogni caso il risultato di questa ricerca è piuttosto plausibile.
      Ansia come allarme, ansia come attenzione a prestazioni migliori.

      Un abbraccio!

  2. Ottimo argomento, molto attuale: la parola “ansia” per i miei nonni non esisteva certo.
    Ti invito a ritornare sull’argomento in futuro

    1. Cara Anna,
      certo l’era attuale con l’overload di informazioni da cui siamo bombardati attraverso la rete ha reso l’ansia molto più diffusa.
      Si ha sempre come la sensazione di perdersi qualcosa se non si è attentissimi.

      Però l’ansia è un istinto primordiale: diciamo che “i nostri nonni” ci convivevano meglio (io parlerei dei nostri bisnonni 😀 ) perché era più controllabile.
      E’ sempre stata, tuttavia, un segnale di protezione dal momento che si tratta di un allarme nella mente.

      Tornerò sull’argomento, certo.
      Intanto, carissimi saluti e torna a trovarmi presto!

  3. Potrei dire di essere contento, per aver scoperto di essere intelligente a mia insaputa, ma il dubbio che si pone subito dopo e sul quel continuerò a rimuginare è se questa ricerca ha davvero salvato gli ansiosi o, diversamente, gli ansiosi hanno trovato un modo di salvarsi ? Non è un dilemma da poco, anzi è un vero dilemma da intelligenti, da autoironici, ipercritici, iperinsicuri. Io scrivo e ritengo di essere se non altro bravino a farlo; scrivo per puro esibizionismo intellettuale, per l’unico scopo di mettermi in mostra, di massaggiare il mio ego, altrimenti smisuratamente avvilito. Ma non sono più intelligente, al massimo ho trovato un modo modestamente intelligente per mettermi in mostra.
    Paolo

    1. Ciao Paolo,
      ben ritrovato!
      Ti rispondo con la mia esperienza personale: io sono sempre stata una ansiosissima, e anzi, col tempo forse sono pure peggiorata. Nel senso che faccio più fatica a gestire e contenere l’ansia.
      Ahimè, quindi, il tuo dilemma è anche il mio.
      La ricerca correla le due caratteristiche umane, ma non dà minimamente soluzioni per l’ansia.
      Parlando sempre di me, posso però dirti che mi riconosco una capacità di analisi e di scrittura piuttosto evoluta, quindi diciamo che mi consolo pur senza una risposta al dilemma.

      Leggendoti, penso con convinzione che il tuo “scrivere per esibizionismo intellettuale”, in realtà, già ti qualifichi come intelligente (intelligenza linguistica e verbale). Perché per “aiutare il tuo ego” scegli comunque un atto culturale elevato come è, sicuramente, la scrittura. Anche se solo per te stesso, scrivere comporta intelligenza.

      Torna presto a trovarmi, è sempre un piacere confrontarmi con te!

  4. Cara Franci, brava: hai tirato fuori un argomento particolarmente caro alle case farmaceutiche!
    Non dice la ricerca se gli ansiolitici mettono l’intelligenza in standby oppure se la frenano….
    Essere molto ansiosi, come la sottoscritta, a volte significa soffrire 2 volte: prima perchè prevedi, poi perchè ti capita. perchè spesso essere ansiosi vuol dire rendersi conto in anticipo delle situazioni. Sì decisamrnte oggi non sono molto ottimista. Ciao e continua a farci riflettere, grazie.

    1. Cara Cristina,
      la ricerca non lo dice, ma te lo dico io 😉 sicuramente gli ansiolitici mettono l’intelligenza in standby!

      Sì, purtroppo, si soffre parecchio: si è vulnerabili, insicuri, impauriti. L’ansia fa questo brutto scherzo.
      Se tu, poi, sei anche capace di prevedere situazioni che davvero si realizzano – quindi non solo pericoli eventuali – ti esponi a patire parecchio. La gestione dell’ansia è particolarmente difficile e ostica da realizzare.
      Ma tu sii ottimista: soffri due volte e sei due volte più intelligente!
      Spero di strapparti un sorriso,
      e prometto che in questo blog andrò avanti con riflessioni il più utili possibile.
      Un abbraccio e torna a trovarmi!

  5. Mia cara Francesca, grazie per questo nuovo spunto di riflessione. Pur di passare per intelligente mi dichiaro apertamente ansiosa.Pure per argomenti che non mi toccano da vicino sono ansiosa e spesso sono ansiosa al posto di chi dovrebbe esserlo e che mostrando calma e sangue freddo forse denuncia la sua scarsa inelligenza . comunque è un argomento vasto e dovresti approfondirlo perchè interessa a tutti gli ansiosi…pardon a tutti gli intelligenti. ciao a presto spero.

    1. Ciao cara Maria!
      Grazie a te di essermi venuta a trovare tra i commenti: sapere di averti tra i miei lettori mi lusinga molto.

      Passa pure per intelligente, anzi, lo faccio anche io 😀
      E mi rendo perfino conto che più passano gli anni (più invecchio) più sono incapace di controllare la mia ansia.
      Ansia per gli altri? Sì sì ti capisco benissimo. E’ qualcosa che ci accomuna.

      E’ un argomento vastissimo, perché sono molte le emozioni (considerando l’ansia una di queste) che contraddistinguono l’Intelligenza, e ci sono anche diverse e speculari forme di intelligenza.
      Tornerò ad approfondire
      e tu torna sempre a commentarmi
      a presto!

  6. E la immaginazione dove la mettiamo? Essere ansiosi significa spesso temere conseguenze o evoluzioni delle situazioni al momento poco prevedibili, quindi significa in fondo immaginare i possibili fatti futuri , gli ansiosi più ampiamente dei tranquilli. Basterebbe essere così bravi da limitarsi ai fatti. un abbraccio

    1. Cara Anna,
      come dire che gli ansiosi sono più creativi?
      Sicuramente!
      Come dici tu, si dovrebbe riuscire a convogliare e incanalare la grande energia mentale – tanto sprecata se no – dell’ansia in immaginazione, pensiero creativo, fantasia.
      E anche gioco, perché no.
      Allora sì che sarebbe solo un grande vantaggio e comporterebbe solo benessere.

      Un abbraccio a te, e a presto!

  7. Io sono molto ansiosa…specie sul lavoro e non sempre è uno stato facile da gestire, ma probabilmente se non lo fossi farei tutto in modo molto più superficiale

    1. Cara Flavia, bentrovata!
      Hai fatto centro: se fossi meno ansiosa saresti sicuramente più superficiale nella maggior parte delle cose che fai.
      Le ricerche correlano l’ansia ad una particolare intelligenza, quella verbale e linguistica, propria del pensiero critico, ed è proprio questo a darti la profondità dell’analisi.
      L’unico rischio – sempre – è quello di non riuscire a tenere a bada abbastanza l’ansia, a non gestirla. Ma se si riesce, ci fornisce una grandissima quantità di energia mentale da incanalare perfino nella creatività.

      Un grande abbraccio e torna presto a trovarmi!

  8. Scrivete: “”all’aumentare della preoccupazione aumentava anche il livello di intelligenza”” quindi, più ci si preoccupa, più si diventa intelligenti…anche quando ci si preoccupa di una cazz…ate?
    Bellissimo, abbiamo scoperto come diventare tutti Einstein !!!!!

  9. Ciao Pier
    e benvenuto sul mio sito!

    Direi che …magari, ecco 😉

    Gli studi della ricerca che ho riportato nel post parlano chiaramente di una correlazione tra preoccupazione/ansia e intelligenza verbale e linguistica: ovvero la capacità di usare il linguaggio in maniera ottimale e di usare il pensiero critico e analitico in modo sofisticato. Tanto da essere capaci di risolvere indovinelli apparentemente non risolvibili.

    Qui sul mio sito trovi anche un post che parla di “Quali e quante sono le intelligenze”: ti consiglio di leggerlo, se vuoi approfondire il pensiero!

    Spero di rileggerti presto tra i miei commenti, cari saluti

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