Per un buona Memoria, ricordati di Dimenticare! La Scienza indaga l’Oblio

Dimenticare fa bene al cervello. Sembra un controsenso, ma le ricerche scientifiche rivelano come la nostra memoria possa aumentare e diventare molto più funzionale se ci ricordiamo di dimenticare. Analizziamo meglio il fenomeno, soprattutto nell’Era Digitale dove l’overload di informazioni è senza sosta.

E’ un periodo in cui ti accorgi di perdere tutto?
Una volta sono le chiavi di casa – che regolarmente ritrovi dove sono sempre state -, una volta è il PIN del bancomat, poi addirittura non ricordi bene dove hai parcheggiato l’ultima volta. E le mille password che hai usato per tua sicurezza dimenticandoti di scriverle, pensando che tanto, quelle, come si fa a dimenticarle. E com’è che si chiama quel tipo che hai incontrato per strada? Lo conosci da sempre e non ti viene il nome. Ce l’hai proprio sulla punta della lingua. Ecco, sarà la stanchezza.

Certo la stanchezza mentale e lo stress aumentano fortemente le probabilità di dimenticare qualcosa, soprattutto oggi, nell’Era Digitale, dove l’overload di informazioni bombarda letteralmente il cervello di mille notizie da tenere a mente, magari tutte insieme. Inoltre, c’è la coscienza che tanto basta entrare su Google per sapere qualsiasi cosa, quindi la necessità di memorizzare non è più impellente. E pensiamo alla quantità di dati che non dobbiamo più ricordare perché sono segnati nello smartphone. Perdere quello oggi sì che è diventato grave: non ricordiamo più i numeri telefonici neppure dei nostri cari, per fare l’esempio più eclatante. Una situazione che accomuna tutti noi: sono in pochissimi a tenere ancora una rubrica telefonica cartacea.
Siamo, invece, in tantissimi – se non tutti – a trovarci sottoposti a mille notizie che vorremmo ricordare, ma non riusciamo. Come se la testa fosse già troppo piena.

Dimenticare fa bene?

E’ proprio questo che gli studiosi hanno rivelato con diverse indagini: non è solo colpa della stanchezza – che certo non aiuta -, né dei tempi rapidissimi e della mole di informazioni cui siamo sottoposti che inganna la nostra memoria. Sono i troppi ricordi. Ricordi stigmatizzati nel cervello, perché emotivamente troppo significativi “per lasciarli andare”. Ricordi che possono essere diventati superflui, poco utili alla nostra vita presente e alla buona funzionalità cerebrale.

Facciamo un passo indietro e chiediamoci: come si fissano i ricordi nella Memoria? La memoria, innanzitutto, si distingue da quella a breve termine, che va da pochi secondi ad ore, quella a lungo termine che fissa il ricordo più a lungo, da 48 ore a sei mesi, e, infine, quella a permanenza che va da mesi a tutta la vita. Eppure il processo fisiologico è sempre lo stesso. Nel memorizzare si creano connessioni sinaptiche tra i neuroni – in particolar modo nell’ippocampo -. Viceversa, dunque, l’indebolirsi di queste connessioni neurali dovrebbe essere il meccanismo sottostante all’oblio e alla dimenticanza.

In un’indagine pubblicata su Neuron, Blake Richards e Paul Frankland, due ricercatori dell’Università di Toronto hanno analizzato tutte le possibili dinamiche neurobiologiche attraverso cui i ricordi possono venire selezionati o addirittura eliminati, proponendo la concezione della memoria come un meccanismo calibrato e funzionale di fissazione e anche di perdita dei ricordi.
Se dimenticare – o accantonare – ricordi precedentemente fissati aiuta a controllare e aumentare l’efficienza della nostra memoria, allora ciò che diventa motivo di studio per la neuroscienza è il meccanismo dell’oblio.

Come si indeboliscono, in altre parole, le connessioni neuronali dei ricordi? Prima di tutto con la creazione di connessioni differenti che vanno a sovrascriversi alle precedenti. Secondo le ricerche dei due studiosi, inoltre, la generazione di nuovi neuroni a partire da cellule staminali – cellule non ancora specializzate, capaci quindi di trasformarsi in diverse tipologie di cellule organiche – può portare alla creazione nei circuiti dell’ippocampo di connessioni del tutto nuove, che, anche in questo caso, rimodellano la nostra memoria riscrivendo le precedenti connessioni, quindi i precedenti ricordi.

Una curiosità: i bambini, in cui la generazione di neuroni è assai più rapida che negli adulti, si dimenticherebbero frequentemente le cose proprio perché l’ippocampo ferve di attività neuronale. Dunque, ecco spiegata la dinamica dell’oblio: la generazione di nuovi neuroni e/o di nuove connessioni tra i neuroni già presenti nel cervello è capace di riprogrammare la nostra memoria e perfino di metterla in archivio.

Il lavoro creativo è sospeso tra la memoria e l'oblio. cit: JORGE LUIS BORGES Condividi il Tweet

Dimenticare per rilassare il cervello

Resta a questo punto una domanda essenziale cui dare risposta. Se già memorizziamo informazioni con un certo impegno, perché dovremmo impegnarci anche a dimenticare i ricordi – quindi svolgere il processo neurobiologico inverso? I due ricercatori canadesi rispondono con certezza: la memoria serve all’uomo in quanto organizzazione neurale funzionale al lavoro, alla vita, all’apprendimento e alla crescita.

Tuttavia, ricordare e dimenticare sono due fasi indispensabili dello stesso processo mnemonico, poiché solo dimenticando ricordi non necessari possiamo contare su una memoria “intelligente”. Adatta ai nostri bisogni, attiva e recettiva. L’oblio, dunque, è fondamentale come il ricordare, poiché il vero obiettivo della memoria non è immagazzinare ogni informazione, ma ottimizzare i processi decisionali per fare le scelte migliori.
<<Se stai cercando di orientarti nel mondo, un cervello costantemente oberato di ricordi conflittuali, e magari alterati nel tempo, farà molta più fatica a prendere decisioni sulla base di informazioni corrette>>, spiega Richards.

Dimenticare per essere liberi

Ed è, dunque, solo dimenticando che la memoria può tenersi “aggiornata” ad informazioni utili, che ci sono fondamentali nelle scelte quotidiane, sia intellettive che affettive.

36 thoughts on “Per un buona Memoria, ricordati di Dimenticare! La Scienza indaga l’Oblio

  1. Credo che presto avremo la possibilità di fare un backup esterno della nostra memoria.
    Un cloud mnemonico in cui spostare i “files non indispensabili per il ns funzionamento… “

    1. Caro Leo,
      sarà sicuramente una soluzione ottimale!
      Un po’ “umanamente triste” ma ottimale.
      La realtà è che dimenticare non è affatto facile, a volte, ma è un processo fondamentale per mantenere la nostra memoria recettiva ad informazioni che possono guidarci a scelte intelligenti nel presente.
      Tu come sei messo a memoria?
      Un abbraccio

  2. Condivido! più sono stanca e più tendo a dimenticare, cerco di tamponare con post it, reminder ecc… ma non sempre basta!

    1. Cara Flavia,
      ti confesso che anche io sono piuttosto in difficoltà a ricordare le cose, eppure mi sono resa conto che non mi succede solo nei momenti di stanchezza. Vuol dire davvero che devo “fare un po’ di pulizia” di ricordi, per peter rendere la mia memoria più lucida e selettiva.
      Grazie mille di essere venuta a trovarmi,
      torna presto
      un bacio

  3. Magari il nostro cervello fosse un computer dove poter scegliere i ricordi da tenere e quelli da cancellare per far spazio a quelli nuovi!

    1. Già, Anna, magari…
      la selezione dei ricordi per noi è sempre tanto legata ai vissuti emozionali!
      E’ questo che ci inganna: la paura di non ritrovarli più.
      Il computer al posto del cervello sarebbe una bella soluzione, però un pochini “triste” almeno umanamente, non credi?
      Personalmente, preferisco analizzarmi un po’ e cercare davvero di mantenermi lucida, e non è affatto facile, eh!

      Ma, dimmi, tu come sei messa …a memoria?

      1. Sono messa malissimo… mi ricordo cose successe anni fa aneddoti vari letti qua e la ma ad esempio come dicevi nel tuo articolo a volte, specie se molto stressata, non mi ricordo se ho chiuso la porta o vado a far la spesa per comprare il latte e compro tutto tranne quello

        1. Ecco, cara Anna, sono messa malissimo anche io con la memoria, sai?
          Anche se non sono particolarmente sotto stress, delego tutto al telefonino, registro tutto lì. E va a finire che la memoria non la esercito più e soprattutto rimane come oberata di vecchi e vaghi ricordi, ma non mi aiuta nelle scelte indispensabili della vita quotidiana.
          Ed è, invece, questo quello che la memoria dovrebbe fare: tra trattenere e lasciar andare i ricordi, mantenersi recettiva per nuove informazioni!

          Ti ringrazio tanto del tuo commento,
          spero di riaverti presto sul mio blog
          e ti abbraccio

    1. Esatto, Silvia.
      Anche io ammetto di aver sempre dato colpa alla stanchezza, quando la memoria vacilla.
      Eppure pare dagli studi scientifici che sia proprio necessario “fare un po’ di pulizia”: dimenticare per poter poi ricordare meglio.
      Ricordare, quindi, informazioni che davvero possono esserci utili nel presente!

      Ti ringrazio moltissimo di essermi venuta a trovare e a commentare
      e spero di rileggerti presto!
      Cari saluti

  4. Ciao Franci, ancora al lavoro? niente stacco?Comunque anche se staccherai per breve tempo (te lo auguro, con questo clima impietoso) non ” dimenticarti” di noi che ti seguiamo con interesse e …. affetto.

    1. Ciao Carissima,
      purtroppo è ancora un po’ presto per andare in vacanza,
      però prometto che appena ci andrò …dimenticherò un po’ tutto
      nel senso di fare un po’ di pulizia di brutti ricordi e ritrovare relax vero e memoria lucida.

      Non mi dimenticherò mai di voi, e di te che mi segui con così tanto affetto!
      Grazie di cuore

  5. Cara Franci è molto interessante il tuo articolo e mi viene da chiederti: dimenticare e non ricordare sono la stessa cosa?

    1. Direi di no, anche se la distinzione è veramente sottile:
      “non ricordare” è un po’ come mettere in archivio le informazioni, mentre se le “dimentichi” le perdi proprio.
      Mettere in archivio è un po’ come allontanarle, non pensarci, ma conservare il ricordo in modo da poterlo recuperare se e quando serve. Magari con un’associazione mentale anche inconscia.

      Spero tu sia d’accordo con me e ti ringrazio molto di essere sempre presente ed attenta!
      Un abbraccio!

  6. Interessante, particolarmente attuale e risolutivo questo accorgimento di pulizia suggerito dal tuo articolo. Quello che mi pare difficile è riuscire a ricordare e a dimenticare a comando.

    1. Ciao Paolo, benvenuto!
      Felice di averti sul mio blog.

      Ricordare e dimenticare a comando non è proprio possibile, non siamo (ancora) robot! 😉
      Ciò che sarebbe ottimale è imparare a selezionare con cura le informazioni necessarie da ricordare. E per “necessarie” intendo quelle utili a prendere decisioni intelligenti nella vita quotidiana.
      Difficilissimo, soprattutto perché i ricordi sono sempre strettamente associati a vissuti emotivi, e sono questi vissuti emotivi che poi ci condizionano.

      Diciamo che la mia riflessione su questi studi è quella di far capire che l’oblio non è per forza qualcosa di negativo, anzi, e soprattutto non è detto affatto sia ignoranza.
      Può essere vantaggiosissimo.

      Spero di ritrovarti presto qui
      e ti mando un caro saluto

  7. Ci sono ricordi che scopro perduti dai racconti degli altri e che mi spiace moltissimo non avere più.
    Mi sono sempre domandata se si possano in qualche modo recuperare (da ignorante: ipnosi? in realtà non ho mai approfondito sul serio…) Oggi scopro che è invece sano fare posto.
    Ma come gestire la scelta? Soprattutto: può essere una scelta?

    1. Cara Carolina,
      anche io resto sempre molto male quando mi rendo conto di non ricordare più storie più o meno belle della vita.
      Non so, onestamente, se l’ipnosi possa funzionare: non ne sono esperta e non l’ho mai provata su di me.
      Posso dirti però che non tutti i ricordi che il cervello allontana per fare spazio al nuovo sono, in realtà, ricordi persi. A volte sono solo archiviati. Cioé, smettiamo di pensarci, ma capita che con un’associazione mentale anche inconscia, risalgano alla memoria. E questo dato consola parecchio, dal punto di vista emotivo.
      Possiamo scegliere cosa ricordare o meno? Diciamo che la selezione delle informazioni da memorizzare dovrebbe diventare una scelta cosciente, fatta apposta per dare al nostro cervello la possibilità di funzionare al meglio.
      Difficilissimo, ma non impossibile.
      E sicuramente occorre molto esercizio e molto impegno dentro di sè…

      Un abbraccio a te!

      1. Mi hai consolato: tanti ricordi hanno un sapore che vorrei poter avere ancora con me.
        Forse la mia tendenza ad essere accomulatore seriale è così radicata perché parte da lì, chissà… 🙂
        Sapere che non è impossibile fare una cernita lucida di ciò che si vuole conservare è molto rassicurante: se si tratta “solo” di lavorarci è solo una sfida in più che si può scegliere di seguire.

        1. Sì, esatto cara, una sfida.
          Una bella sfida di quelle su cui impegnarsi parecchio, ma che vale davvero la pena accettare.
          Per vivere meglio, sia coi nostri ricordi che con un funzionamento cerebrale recettivo al nuovo e al cambiamento.

          Rimango sempre qui, per chiarire qualsiasi tuo dubbio o curiosità
          e ti abbraccio

  8. Cara Franci, oggi, su invito di Maria, ho scoperto il tuo Blog. Con pazienza mi leggerò tutti gli articoli già pubblicati. Brava, anche solo dai titoli sono invogliata ad approfondire. Per quanto riguarda la necessità di dimenticare per poter ricordare mi viene in mente Nietzsche;-” Ricordati di dimenticare”- suggeriva.
    AVEVA FILOSOFICAMENTE RAGIONE. Ciao a presto

    1. Caro Paolo, devo ringraziare allora doppiamente la mia amica Maria!
      Benvenuto nel mio blog, spero che possa essere anche la tua casa e di ritrovarti presto tra gli altri commenti.
      I tuoi complimenti mi lusingano molto!
      Grande Nietzsche: aveva non solo Filosoficamente ragione, ma pare anche Scientificamente – per come i neurobiologi stanno indagando.

      A presto con un abbraccio

  9. Cara Franci, ho visto ora che puntualmente hai pubblicato un interessante articolo sulla memoria. Che bello sarebbe possedere la formula o la pillola per ricordare o dimenticare a comando: credo che la memoria e le nostre memorie non dipendano dalla nostra volontà e temo che quei ricordi che si crede di aver eliminato rientrino dalla finestra dei sogni.

    1. Cara Annalaura,
      prima di tutto ti ringrazio di cuore di essermi venuta a leggere e a commentare!
      E’ un onore.

      La penso come te e sono, anzi, certa che sia così: ci sono ricordi – intendo quelli legati a vissuti emotivi particolarmente importanti – che pensiamo di aver dimenticato, ma – BRAVISSIMA! – risalgono a galla proprio attraverso i sogni notturni.
      Sono sempre lì, fanno parte di noi, a prescindere dalla nostra volontà e in modo del tutto inconscio.
      Per questo, come psicologa, io sono molto affascinata dall’analisi dei sogni…

      Ti rispondo, infine, con una domanda: ma se esistesse questa pillola magica per selezionare i ricordi da tenere piuttosto che dimenticare tu davvero avresti voglia di prenderla?
      Io mi sono fatta la stessa domanda e mi sono risposta: no, preferisco accogliere la sfida quotidiana con la mia memoria 🙂
      Un bacio e spero di rileggerti al più presto!

  10. Ottimo articolo, complimenti Francesca. Vorrei chiederdi cosa ne pensi della ” rimozione ” di esperienze negative passate che forse per difesa fisiologica vuoi o puoi (?) dimenticare?

    1. Ciao Federico,
      felice di conoscerti e che tu mi sia venuto a trovare!

      Mi poni una domanda molto importante per un chiarimento.
      In termini prettamente psicologici, la Rimozione è un concetto del tutto distinto dall’Oblio e/o dalla necessità di dimenticare.
      Rimuovere è un atto dell’inconscio, che di fronte a situazione, persone o esperienze particolarmente sgradite, impedisce che il ricordo torni a galla per difendere l’Io dalla sofferenza della memoria.
      Dover esercitarsi a dimenticare per liberare la memoria da connessioni non più funzionali per far spazio alla fissazione di informazioni utili al presente è, invece, un atto conscio. Che, anzi, necessita di tutta la nostra consapevolezza e del consapevole impegno.

      Ti ringrazio moltissimo perché col tuo commento ho messo #InLuce un’essenziale distinzione.

      Un abbraccio e torna presto a trovarmi!

  11. Un altro stimolante articolo cara Franci , inoltre ben scritto come tutti gli altri in un Italiano Nonblogghesco…. senti volevo chiederti….. oddio mi sono dimenticato….. che sia la volta buona che mi si pulisce un po’ il cervello?
    Scusa la banale battuta…., io sono un po’ cotto oggi, ma tu continua così mi raccomando . A proposito non vai un po’ in vacanza?
    Un caro saluto
    Antonio

    1. Carissimo Antonio,
      mi piace moltissimo il fatto che il mio non sia un Italiano Blogghesco:
      lo apprezzo molto, è un bellissimo complimento 😉

      Lascia pure che ti si pulisca un po’ il cervello, così sarai più pronto e recettivo al tuo rientro.
      Io dovrò aspettare ancora un po’ per andare in vacanza, ma prometto che, una volta staccato col lavoro, mi impegnerò seriamente anche io a dimenticare molte cose di quest’ultimo anno!

      Ricambio di slancio il saluto, con affetto

  12. Ho visto che ieri hai pubblicato un altro articolo sulla memoria e la necessità di dimenticare…Mi è venuto subito in mente, dopo averlo letto con interesse ed attenzione al fiume Lete e alla funzioneche avevano le sue acque, capaci di far dimenticare ai defunti, appena arrivati alla sponda dell’Ade e frastornati per il recente strappo vitale, la vita mortale appena conclusa e affrontare pertanto più leggeri , liberi e vuoti di memorie la nuova esperienza nell’al di là. cosa dici? Ti pare un accostamento azzardato? A presto e stammi bene

    1. Cara Cristina,
      pensandoci non è un accostamento azzardato, perché la funzione del fiume Lete sui defunti è la stessa di quella dell’Oblio: far dimenticare vissuti emozionali ingombranti per rendere la memoria delle persone più “libera e leggera” come tu scrivi.
      Un miglior adattamento alla nuova vita oltre alla morte è, in questo caso, il paragone con una memoria capace di farci scegliere al meglio e vivere con intelligenza presente e futuro.

      Grazie mille della riflessione preziosa!
      Ti abbraccio e ti aspetto al più presto ancora su queste pagine

  13. Insomma si tratta di fare continuamente una operazione di riordino e pulizia in soffitta, per fare spazio alle cose che vale veramente la pena di conservare! Questo appare logico: ma se oggi dimentico qualcosa che non mi appare interessante e domani, quando magari sarò io stessa un poco cambiata, quello stesso qualcosa fosse invece importante o almeno significativo? Non potrò recuperarlo più. E’ un problema!

    1. Benvenuta A G nel mio sito: spero che tu lo possa trovare interessante e continuare a seguirmi!

      Certo: perché la memoria funzioni al meglio, bisognerebbe con lucidità fare pulizia dei ricordi non più importanti ma difficili da dimenticare.
      Non è affatto semplice questa selezione!

      Considera, tuttavia, che molti dei ricordi che pensiamo di aver perso per sempre, in realtà, li abbiamo come “archiviati” e un’associazione mentale forte può facilmente riportarli a galla.
      Insomma, il nostro cervello è potentissimo, non lo sottovalutiamo 🙂

      Un carissimo saluto e a presto!

  14. Sono nell’età in cui la memoria a breve tradisce, ahimè! Questo significa forse che nella mia testa non c’è più molto spazio per infilare ricordi nuovi, oppure che sono diventata molto più selettiva nel classificare le esperienze degne di essere ricordate: quanto costavano i pomodori al mercato ieri non mi interessa proprio!

    1. Carissima,
      non c’è età che conti: la difficoltà nel selezionare i ricordi da eliminare è difficile sempre e comunque, soprattutto quelli emotivamente importanti.
      Se sei riuscita a classificare le esperienze degne di essere ricordate …hai conquistato un grande traguardo.
      Complimenti!

      Un caro saluto e torna presto a trovarmi!

  15. grazie dell’utilissimo articolo. Mi viene spontaneo chiedermi quanto ci può essere di volontario in questa attività del dimenticare. Tu che cosa ne dici?

    1. Ciao Cara Clementina, bentornata!
      L’atto di dimenticare solitamente è del tutto inconsapevole e inconscio – per non parlare di un tipo particolare di “dimenticanza” che è la rimozione -.
      Generalmente sfugge alla nostra volontà.

      Sapere, tuttavia, che possiamo (e dobbiamo) selezionare i ricordi per mantenere lucido il nostro cervello dovrebbe poter porre #InLuce proprio il concetto di volontà.
      E’ un esercizio difficilissimo, ma possiamo farlo: scegliere con volontà quali ricordi allontanare per fare spazio a informazioni più importanti e funzionali.

      Ti abbraccio e ti aspetto alla prossima!

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