Vita da Mamma: le Emozioni che il Mondo Digitale non cambierà mai

Il racconto di un’esperienza vera da parte di chi su Web e Social Media si impegna e lavora ogni giorno. Emozioni rare e forti, indelebili, per lei che ha dato la vita e per noi che leggiamo la sua storia.

Sono mamma da 17 anni. Era il lontano 2000 quando la notte del 29 agosto è venuto al mondo lui, Daniele, l’uomo di cui mi sarei innamorata al primo colpo.
La mia è stata una gravidanza perfetta, zero fastidi, niente notti insonni e zero nausee. Sì avete capito bene, zero nausee. Un tasto dolente, questo, per noi donne, perché ci accompagnano quasi sempre nei primi mesi della gravidanza, e se non si presentano ecco che ci trasformiamo in divoratrici seriali di tutto ciò che ci passa davanti alla bocca.

l'emozione di essere una mamma digitale
E intorno a te, all’improvviso chiunque è preoccupato di farti assaggiare la qualunque prelibatezza culinaria, per paura di far nascere il tuo futuro pargolo con qualche voglia strana sul suo corpo. Ho felicemente accontentato tutti, con un fastidioso effetto collaterale. Nonostante partissi da una taglia 48, alla fine dell’ottavo mese – durante la consueta visita di controllo dalla mia ginecologa di fiducia – pesandomi scoprii che dovevo darci un taglio se non volevo rotolare fino alla sala parto.

In quel periodo lavoravo presso uno studio commercialista. La mia gravidanza mi ha permesso di lavorare per tutti i nove mesi fino a quando, giustamente, i miei datori di lavoro hanno deciso che era giunto il momento di mandarmi in ferie.
Si, le tanto attese ferie che io, quell’estate, avrei trascorso tra pannolini, cremine, nottate, poppate. Eppure, non potevo essere più felice di così.

Ho scoperto che il mio primo figlio sarebbe stato un maschio quando è venuto al mondo. Avevo deciso di non voler farmi rivelare il sesso per avere la sorpresa, ma anche per evitare di avere un armadio pieno di tutine blu o rosa e poter in questo modo variare tra quelle gialle, verdi e arancioni.

Avrei dovuto immaginare, in realtà, che fosse stato un maschietto: non aveva fretta di lasciarmi. Data prevista del parto 21 agosto, data effettiva del parto 29 agosto. E durante il travaglio, ne ho avuto la certezza assoluta. Mentre io soffrivo in attesa che tutto avesse fine il prima possibile, lui se ne stava lì tranquillo ad aspettare con comodo di lasciare quel mondo tranquillo e protetto che lo aveva accolto per lunghi nove mesi.

E’ nato con un’espressione beata e paffuta, addirittura rilassata.
Ed è stata un’emozione incredibile quando mi sono ritrovata in braccio quel fagottino indifeso. L’ho guardato commossa, mentre lui mi stringeva con forza il dito: è quel magico momento in cui capisci che la tua vita non sarà mai più la stessa.  

l'emozione di essere una mamma digitale

Essere la mamma di un maschio significa poter creare un rapporto unico, ma anche piuttosto difficile. Si dice che i maschi siano i cocchi di mamma, ma io credo che tutti i figli lo siano in maniera diversa. Dai primi istanti, si è creato con lui un legame forte che si è rafforzato man mano che gli anni trascorrevano veloci. Abbiamo vissuto in perfetta simbiosi tutte le tappe della sua crescita. Dalle prime pappe all’abbandono del tanto odiato pannolino, dal primo giorno dell’asilo, alla scelta dello sport da frequentare. E poi le recite scolastiche, la scuola, dalle elementari, le medie, fino alle tanto temute superiori. I compiti, una bocciatura, la prima cotta, le sue domande sulle sue prime curiosità da grande.

Gli anni passano senza poter fermare il tempo: quel piccolo esserino indifeso cresce, si trasforma, e ti ritrovi presto proiettata nei tanto temuti 17 anni, la piena adolescenza in cui sai che deve poter fare le sue esperienze, ma la paura si impossessa di te.

l'emozione di essere una mamma digitale

Mia madre mi diceva sempre “figli piccoli problemi piccoli. Figli grandi problemi grandi”: non capivo ancora quanta ragione avesse.
All’improvviso, eccomi a dover passare gran parte delle mie nottate sveglia, in attesa del suo rientro. Mi sono ritrovata a prendere la macchina di notte per andare a prenderlo alle feste in piscina o alle cene con i suoi colleghi dell’animazione dove ha lavorato. Si, perché quest’estate ha lavorato: niente mare, niente dormite la mattina fino tardi, niente di tutto ciò cui ero abituata.

Estate 2017: ognuno di noi ne avrà sempre un ricordo. Io la ricorderò per aver segnato un ulteriore e deciso strappo al nostro cordone ombelicale. Sono mamma da 17 anni, ma nonostante lui stia crescendo sono una mamma felice. Sono consapevole che mio figlio non sia di mia proprietà e presto lascerà la casa natia per sempre. Voglio che mio figlio viva la sua vita nella sua totalità, faccia le sue esperienze, prenda le sue decisioni, ne goda le gioie e ne superi i dolori.

Seguo la sua vita da dietro una tapparella, pronta ad aprirla per dargli il mio aiuto. Lui questo lo sa benissimo. Sa che la mamma ci sarà sempre, in qualsiasi parte del mondo, in qualsiasi periodo della sua vita starà vivendo, e che sarà sempre pronta a saltare in macchina per andare anche solo ad abbracciarlo

Amo ripetere le parole di Khalil Gibran sui Figli (Il Profeta, 1923)

<<I vostri figli non sono figli vostri.
Sono i figli e le figlie del desiderio che la vita ha di sé stessa.
Essi non provengono da voi, ma attraverso di voi.
E sebbene stiano con voi, non vi appartengono.
Potete dar loro tutto il vostro amore, ma non i vostri pensieri.
Perché essi hanno i propri pensieri. (…)

Voi siete gli archi dai quali i vostri figli, come frecce viventi, sono scoccati.
L’Arciere vede il bersaglio sul percorso dell’infinito, e con la Sua forza vi piega affinché le Sue frecce vadano veloci e lontane.>>

Il primo Guest Post a cura di Nicoletta Esposito.

Mamma 2.0 – Dirigente sportiva – basket, fotografia e social media le mie passioni – SM/addetto stampa della @bullbasketLatina – Co-founder @socialmediacosi – Brand Ambassador @tobeKids –
“La vita è un bene troppo prezioso per non essere vissuta. Una vita è ben vissuta se affrontata sempre con il sorriso”
Nicoletta Esposito

17 thoughts on “Vita da Mamma: le Emozioni che il Mondo Digitale non cambierà mai

  1. Sono mamma anch’io, da molto più di 17 anni, ma ho figlie femmine: non so sinceramente se questo conti in qualche modo. Il destino di un figlio/a dovrebbe essere comunque quello di allontanarsi dai genitori, conservando confidenza oltre che amore e contando sempre sul loro eventuale aiuto. Non credi?

    1. Hai perfettamente ragione! Io oltre a Daniele ho una figlia di 12 anni. Sto cercando di instaurare con loro un rapporto sulla fiducia soprattutto mia nei loro confronti. Sto cercando di insegnargli che si può sbagliare nella vita e chiedere scusa non è sinonimo di debolezza. Si sbaglia ci si rimbocca le maniche e si va avanti nel proprio percorso. In virtù di questo andranno via a vivere la loro vita, faranno le loro esperienze, godranno delle loro vittorie e si rialzeranno nelle loro sconfitte e sanno che io sono lì senza giudicare ma pronta ad accorrere se ne avranno bisogno

      1. Che magnifiche parole, lasciatemelo dire!
        Tu Nicoletta stai facendo crescere i tuoi figli insegnando loro ad essere forti, senza la paura di cadere, con le risorse per rialzarsi. E non c’è lezione più preziosa al mondo.
        E Clementina cara, confidenza e amore vanno a braccetto tra madre e figlie.

        Grazie del tuo commento e ti aspetto sul blog alla prossima!

  2. Quando ho cominciato a leggere pensavo che tu fossi diventata mamma di recente: sono rimasta molto stupita dal numero di anni in cui lo sei e mi congratulo con te per aver conservato quella che mi sembra una grande freschezza nel rapporto. Molti auguri per gli anni a venire, senza nessuna ironia.

    1. Cioa Anna. Grazie mille! Sono mamma da 17 anni. Sono tanti è vero ed ho vissuto con lui ogni suo momento importante della sua vita. Siamo cresciuti insieme lui da figlio ed io da mamma. Adesso è nella piena adolescenza, sento che piano piano prenderà il volo ma il nostro rapporto è bello proprio perché io gli ho lasciato sempre la porta socchiusa per poter fare le sue scelte e prendere le sue decisioni. La stessa porta socchiusa la può aprire in qualsiasi momento perché la mamma è sempre lì ad aspettare..

      1. “Seguo la sua vita da dietro una tapparella, pronta ad aprirla per dargli il mio aiuto”: bellissimo cara Nicoletta 🙂

        Sono felice, cara Anna, che tu abbia apprezzato le emozioni descritte in questo post!
        Un abbraccio ad entrambe!

  3. Ciao, ho conosciuto abbastanza ragazzi dell’età di tuo figlio per avere insegnato al liceo: ti auguro di conservare il rapporto che mi pare tu abbia con tuo figlio, fino all’età adulta, e ti assicuro che continuerà a non essere facile. Un abbraccio

    1. Ciao Nina. Sono consapevole che con gli anni cambierà e forse maturerà. Adesso ha 17 anni, nonostante la sua aria da “grande” che vuole trasmettere non salta una sera che corre nel letto dove ci siamo io e la sorella in cerca di abbracci e coccole. Siamo le sue donne, arriverà una donna che prenderà un posto importante nella sua vita. Allora li le cose cambieranno ma io credo che il nostro rapporto sia forte abbastanza da non subire troppe modifiche. Gtazie davvero Nina. Un abbraccio

    1. Grazie mille a te Chiara! Sono contenta di essere riuscita a fare questo. E il più bel complimento che ho ricevuto! Grazie di cuore

  4. Sei stata fortunata per le nausee: io ogni mattina ne ho sofferto un sacco! Ma certo questo non toglie nulla all’emozione di tenere finalmente mio figlio tra le braccia!

    1. Ciao Luciana! Le nausee fanno parte della gravidanza purtroppo come il non riuscire a dormire la notte degli ultimi mesi per non parlare del tanto temuto Travaglio! Ma appena si stringe tra le braccia quel fagottino indifeso passa tutto, il cuore e colmo di gioia e tutto ormai è già dimenticato.

    1. Ciao Rosaria! Grazie mille. Scrivendo il post ho rivissuto in pieno le stesse emozioni. Ho fatto un viaggio nel tempo ed è bellissimo essere riuscita a trasmettere questa bella emozione. Grazie davvero di cuore!

  5. Mi è piaciuto molto il dialogo e lo scambio di ricordi ed emozioni che si è stabilito tra le varie risposte. Io non ho avuto figli, ma come Nina ho conosciuto , seguito e amato tanti allievi ( scuola media),so che l’adolescenza è un momento dfficile e delicato da vivere e da conviverci. .. e spesso se non si ha una famiglia attenta e valida alle spallel’adolescente non si sviluppa e resta peter pan a vita. Grazie Franci per gli articoli sempre profondi e interessanti che ci proponi

    1. Ma grazie a te Cristina per essere sempre una fedele lettrice!
      Naturalmente ti risponderà l’autrice del post, Nicoletta…
      Anche io non sono madre, ma so per studi e lavoro che l’adolescenza è un’età tanto critica quanto indispensabile da vivere, per poter costruirsi una identità personale forte e ben distinta.

      Nicoletta coi suoi figli, col suo più grande in particolare – che ha esattamente 17 anni -, è una mamma cosciente di questo: ha instaurato un rapporto vivo e stretto con Daniele, ma è consapevole che prenderà il volo. E lei non lo perderà mai, proprio grazie a questo riconoscimento.

      Un carissimo saluto a te, mia cara!

    2. Ciao Cristina! Quando sono le emozioni a parlare il dialogo è sempre coinvolgente. Voi insegnanti svolgete un ruolo fondamentale nella crescita dei nostri ragazzi. Nella scuola superiore ho incontrato professori poco propensi ad ascoltare i ragazzi ma troppo presi ad imporre la loro autorità. Con loro non serve. Con i miei ragazzi parlo di tutto, davvero senza tabù e vergogne. Il nostro rapporto è trasparente da ambo le parti. Vivo l’adolescenza di mio figlio tra mille paure ma consapevole che devo lasciarlo vivere le sue esperienze. Ho preso la macchina e sono uscita alle 3 di notte per andare a riprenderlo. Questo perché condivido quando dici ch la famiglia deve esserci. Deve essere presente ma da lontano pronta ad intervenire in qualsiasi momento. Indirettamente loro te lo chiedono anche se assumono l’attegiamento da grandi. Sta a noi saperli ascoltare. Un abbraccio e grazie mille!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi