Essere bullo sui social: lo sai che il bullismo può uccidere?

Ci sono momenti in cui ci si trasforma in bulli senza nemmeno essersene resi conto. Ce ne sono altri in cui rimaniamo in silenzio, anziché difendere chi è più debole. Il silenzio è fra le peggiori forme di violenza, ma ricordiamoci anche che le parole hanno un peso difficilmente ponderabile. Come migliorare la comunicazione?

“Shhhh, conta fino a 10 prima di commentare… anche fino a 100”

Sento questa vocina ogni volta che sono di fronte ad un post che istintivamente vorrei commentare. E poi inizio a leggere i commenti e inizia la frustrazione: qualcuno non ha contato nemmeno fino ad 1 ed ha sputato tutto il veleno che aveva in corpo.
Essere bullo sui social è diventata quasi una mania, quasi una gara a chi riesce a denigrare di più.

“Perché lo fai?”

Ancora quella vocina interiore che mi parla e che dovrebbe farlo anche con te che stai leggendo. Non sto dicendo tu sia un bullo, ma sei sicuro di non aver fatto mai, neanche una volta, un commento che in qualche modo possa aver ferito chi leggeva?
Io sì, ne sono quasi sicura e me ne scuso.
L’impulsività a volte porta a non ricordarci che le parole hanno un peso che non possiamo misurare, perché – come diceva Pirandello – (“Uno, Nessuno, Centomila” è una lettura che dovrebbero rendere obbligatoria nelle scuole) non puoi sapere come verrà percepito ciò che stai comunicando.
Ogni persona ha una storia tutta sua che non conosciamo e, spesso, ciò che per noi ha una valenza marginale o nulla potrebbe trasformarsi in un’ascia che squarcia il cuore di chi legge, ed ecco che diventi un bullo agli occhi di chi quel commento lo riceve.

Pensiamo di sapere sempre tutto, come dice Gabbani “tutti tuttologi col web, coca dei popoli”, e ci sentiamo in diritto di dire la nostra anche su argomenti che conosciamo marginalmente e che magari, da un punto di vista psicologico, posso avere ripercussioni tremende.
Da tanto tempo seguo il tema del Cyberbullismo, partecipo a conferenze dove le sale sono pressoché vuote, mi faccio domande su come potrei essere d’aiuto per combattere questa piaga sociale.

bullo sui social #fermiamoilbullismo

“Tu devi essere la prima a non farlo, devi dare il buon esempio”ancora lei, ancora quella vocina tanto saggia, sarà il mio angelo custode che mi parla.

Siamo abituati a pensare sempre in grande e non ci accorgiamo che nel nostro piccolo possiamo fare tantissimo. Lo so che potrebbe sembrare una frase retorica, ma non lo è. Qualsiasi persona che condivide un contenuto sui social è un educatore, una persona che sta lanciando un messaggio che potrebbe essere condiviso.
Per questo non deve poter essere travisato, dovrebbe essere esente da giudizi affrettati, da accuse infondate, da false credenze e certezze che sono, probabilmente, nostre o condivisibili da pochi.

Se doveste visitare il mio profilo Facebook vedreste l’iscrizione ad alcuni gruppi che definirli “trash” è un eufemismo. Ho deciso di essere presente per studiare il fenomeno e quando serve, a costo di essere bannata, mi inserisco nelle discussioni cercando di difendere il più debole: il silenzio, l’omertà sono il male più grande.
Quando ti rendi conto che una persona è più debole e ha bisogno di un supporto devi intervenire e, credimi: anche tu, con il tuo commento, puoi essere fondamentale per farla sentire meno sola, meno emarginata e meno impotente di fronte ad un’eventuale gogna.

Ho letto post, giustificati come satira, dove persone in sovrappeso venivano mortificate con frasi tipo “sei una cicciona, se non sei felice allora perché non dimagrisci?”, “fai schifo, sei un bidone” e viceversa lo sfottò a chi è eccessivamente magro “le ossa vanno bene solo per i cani”, “ma non ti guardi allo specchio, non vedi che non ti si può guardare?”. E gente che ride, che schernisce, che non si rende minimamente conto della distruzione che sta causando e che è un bullo che può uccidereNon ci si rende conto di quali possano essere i problemi alimentari legati profondamente al vissuto (sconosciuto) di quella persona, esattamente quella che sta semplicemente condividendo un pezzetto della sua vita tramite una foto innocente.

Io mi sento in dovere di intervenire, di mettermi dalla parte di chi non ha fatto niente di male, di rispondere a chi crea odio con l’amore. I miei commenti sono sempre pacati e gentili, non si combatte l’odio con altro odio.
Non solo non dobbiamo trasformarci in bulli, ma dobbiamo contrastare questo fenomeno che colpisce soprattutto ragazzi giovani, che potrebbero essere i nostri figli, i nostri cugini, i nostri amici.

Hey Fra, però anche tu quella volta hai avuto un’uscita poco felice Condividi il Tweet

Sì è vero, può essere capitato e ancora me ne vergogno, e ancora chiedo scusa e vorrei abbracciare chi, inconsapevolmente, ho ferito. Ma si impara anche dagli errori ed oggi sto più attenta, cerco di leggere fra le righe e non perdo l’occasione di tacere.
Ho subito bullismo più di una volta, ho anche testato l’App Sarahah e vi posso assicurare che sono arrivati complimenti, ma anche offese del tutto gratuite e infondate. Magari fosse arrivata qualche critica costruttiva, quella l’avrei accettata e ci avrei riflettuto per migliorarmi ancora una volta.

bullo sui social

All’odio rispondo con l’amore.
Al bullismo rispondo evitando l’omertà.
“Quante volte ti sei trovata di fronte a post zeppi di offese e di commenti superficiali?
Quante volte sei intervenuta a difesa di chi ne aveva bisogno?
Quante volte non hai commentato per paura del giudizio?”
Questa “maledetta” vocina ci mette ogni volta con le spalle al muro, ci obbliga a riflettere, a prenderci del tempo da dedicare all’introspezione. E io le dico GRAZIE, ogni giorno.

Sappi, e scusa le ripetizioni, che anche tu hai una responsabilità e puoi fare molto. Ti unisci a me?

Founder di Your Smart Agency – Alla continua scoperta di nuove idee, nuovi stimoli e nuove passioni. Con creatività studia la miglior strategia e comunicazione per il tuo Brand. Soluzioni Smart, a portata di tutti, tutti i giorni.
Web Site: http://www.yoursmartagency.it/
Francesca Borghi

53 thoughts on “Essere bullo sui social: lo sai che il bullismo può uccidere?

  1. Wow Francesca Borghi, mi lasciato senza fiato!
    Purtroppo ha ragione se non ci fermiamo a riflettere prima di commentare rischiamo di diventare bulli senza rendersene conto.

    1. Grazie Flavia,
      sono felicissima di tutti questi commenti perché ora so che è possibile far qualcosa e più siamo meglio è. Anche solo un nostro singolo commento in difesa di una persona debole può essere un grande passo avanti.
      A presto

      1. Verissimo,
        e rispondere all’odio con l’amore o con almeno la gentilezza è perfino …contagioso!
        Quindi, davvero, cara Flavia, uniamo tutte le nostre forza!

        Un abbraccio

  2. Cosa possiamo fare per proteggere i nostri figli? sono molto preoccupata, ma ad un adolescente non posso vietare l’uso dei social Network!

    1. Ciao Rossana,
      è giusto essere preoccupati senza però dimenticare che i social sono anche una grande opportunità per tutti.
      Vengono organizzati tantissimi corsi (spesso gratis) sulla sensibilizzazione al tema e potresti partire da questi. Informati se ce ne sono nella tua zona e partecipa portando con te i tuoi figli, conoscenti, amici, etc…
      Altra cosa è che puoi far leggere questo post ed invitare a riflettere e condividere consapevolezza.
      La consapevolezza ci protegge.
      Grazie per il tuo commento 🙂

      1. Cara Rossana,
        Francesca ha ragione: ormai – per fortuna – ci sono moltissimi corsi sull’utilizzo consono dei social network e della comunicazione digitale.
        La parola chiave è sempre Consapevolezza. E se hai un figlio adolescente alla consapevolezza si unisce già (per età) anche il senso personale di Responsabilità.

        Della difficoltà dell’adolescenza ho scritto tanto già su questo blog, ma vale veramente la pena sottolineare che, pure in questa difficile età, i giovani adulti sono “chiamati” ad essere più che mai responsabili di sé stessi!

        Un caro saluto

  3. Sono stata vittima anche io di bullismo e non ero più una ragazzina. Credo davvero che la violenza no abbia sesso, etá o credo!

    1. Sonia ti abbraccio e spero non capiti più.
      La tua testimonianza è di aiuto per molti perché spesso ci si dimentica che non ci sono robot dietro ad un pc ma persone con una sensibilità ed una storia tutte personali, che non conosciamo e che dobbiamo rispettare.
      Grazie ancora <3

      1. Ciao Sonia,
        mi unisco anche io all’abbraccio che ti dà Francesca e, soprattutto, a ringraziarti per aver voluto condividere la tua storia con noi, con tutti noi.

        Un vivo GRAZIE anche da me!

    1. Ciao Daniela,
      sì lo sono e spesso vengono sottovalutati.
      Anche io ci ho messo tempo per metabolizzare e capire. Ma ora agisco.
      Ecco un piccolo passettino insieme è un grande passo in avanti 🙂
      Grazie mille per aver letto con attenzione il post.

      1. Cara Daniela,

        anche da un punto di vista prettamente psicologico, il silenzio e l’omertà di fronte a forme di violenza SONO altrettante forme di violenza.
        Aggiungo solo che è molto molto triste, questo, ma che esiste un aiuto valido:
        la denuncia.
        Non avere paura di denunciare alla Polizia Postale l’abuso o la violenza subita o – Offline – ai Carabinieri.
        Ci vuole un sacco di coraggio, lo so, a esporre denuncia. Eppure è il primo passo: inizia uno…vanno avanti tutti!

        Ti abbraccio

  4. Mi viene da chiedere se il mondo digitale e dei social media abbia acuito cosí tanto la violenza di altre generazioni. Ma è colpa dei Social allora?

    1. Edoardo ciao,
      i social sono un mezzo, non sono i colpevoli.
      I commenti vengono scritti sempre dalle persone, non dimentichiamolo.
      Sai cosa manca sul serio?
      La conoscenza degli effetti delle nostre parole, la consapevolezza, la capacità di riflettere prima di scrivere e la conoscenza.
      In poche parole ci vuole più educazione digitale (e non) da parte di tutti!
      Grazie per essere stato dei nostri.

      1. Ciao Edoardo:

        parole sacrosante quelle di Francesca nella sua risposta!
        I social sono solo uno strumento, né buono né cattivo.
        Ciò che ne detta la differenza è l’uso che ne facciamo: responsabile, consapevole o comodo schermo per nasconderci.
        Ribadisco anche io che l’Educazione Digitale è fondamentale, e si può/si deve impararla!

        Spero di leggerti ancora tra queste pagine e grazie!

  5. Guardando le notizie su Facebook della Repubblica o del Corriere si leggono nei commenti delle frasi molto crudeli, non credi che il social ci spinga a manifestare in modo evidente i nostri pensieri più subdoli trasformandoci in piccoli bulli?

    1. Ciao Nora,
      dietro ad un pc e ad una tastiera ci sentiamo protetti, possiamo anche commentare con profili fake e quindi tutta quella rabbia repressa viene riversata anche attraverso i social.
      Iniziamo da noi, iniziamo a non tacere, a difendere, a denunciare se necessario… perché è solo dando il buon esempio che si può pretendere qualcosa di buono.
      E soprattutto informiamoci ed informiamo, quanto più si è consapevoli, più si può contrastare il #cyberbullismo.
      Grazie di cuore per il tuo commento

    2. Ciao Nora,

      che la comunicazione, soprattutto quella digitale, sia diventata più violenza non c’è alcun dubbio!
      E i social dal canto loro …aiutano. Perché dietro ad uno schermo ci si sente liberi anche di fare del male. Perché dietro ad uno schermo possiamo sentirci forti e bulli anche quando nella realtà non lo siamo.

      Come abbiamo già scritto – e non finiremo mai di ribadire – è sempre più necessaria una gestione delle proprie emozioni anche sul Web e, soprattutto, una capillare, completa, esaustiva Educazione Digitale!

      Sei d’accordo?
      Grazie e torna presto a trovarmi!|

  6. Non frequento il web e non sono perciò in grado di associare episodi particolari relativi : mi pare che fosse prevedibile l’esistenza del problema in un ambiente in cui in pratica non esiste alcun filtro, perchè chiunque può permettersi di scrivere qualunque cosa sotto la protezione dell’anonimato, o comunque con la possibilità di non doverne rispondere , o almeno non subito. Lodevolissima iniziativa la vostra

    1. Ciao Anna,
      il web offre opportunità e credimi che sono tante. Sono le persone che lo frequentano a dover capire quali sono le “buone maniere”.
      Ma si parte proprio dalla base dell’educazione che dovremmo utilizzare tutti i giorni in verità. Se si immaginasse di essere face to face con la persona autrice del post (o del commento) e non nascosti dietro ad un pc credo che non ci sarebbe nemmeno bisogno di contare fino a 10.
      Perché sappiamo già che alcuni atteggiamenti non li terremmo mai se avessimo di fronte il nostro interlocutore. I social hanno messo uno schermo, un filtro dietro cui celarsi ma è importante sapere che ormai i mezzi per risalire all’autore ci sono tutti, fake o meno.
      Grazie per essere stata qui con noi 🙂

      1. Non posso che essere più che d’accordo con Francesca, cara Anna.

        La mancanza di una Comunicazione Non Verbale, sul Web, rende non-immediato il rapporto tra gli interlocutori, col risultato che, proprio per gli individui con la personalità più debole, hanno trovato un nuovo modo per far arrivare la loro voce.
        Sì.
        Perché i bulli che si nascondono dietro allo schermo non sono, in fondo, che i deboli: incapaci di far sentire la propria voce senza associarla a soprusi e violenze.
        Col risultato di una degenerazione di tutta la comunicazione.

        Come scrive Francesca, gli haters e i fake (così come le bufale), ormai riescono ad essere riconosciuti, proprio con quegli strumenti – Internet e il Web – che li hanno creati.
        Quel che rimane, tuttavia, è l’amarezza e il senso di odio che pervade i rapporti, anche se solo virtuali.

        Ti abbraccio!

  7. Temo che ci vorrà molto molto tempo prima che chi frequenta ” il mezzo” abbia nella media acquisito sensibilità sufficiente per potersi permettere commenti che non risultino mai distruttivi o oltraggiosi. E comunque rimarrà sempre una percentuale di persone che continuerà a farlo volontariamente! Grazie

    1. Concordo Federico.
      Il tempo non mi spaventa, sono ancora “giovine” (si fa per dire…)
      Diciamo che per le cose che contano e a cui tengo veramente sono propensa a lottare anche qualora il fine fosse quasi irraggiungibile.
      E poi sai che ti dico? Io parto da me e do il buon esempio 🙂
      Grazie!

      1. Partiamo tutti da noi, ognuno facendo il primo passo. Sono certa che sia la soluzione migliore.

        E, caro Federico, esistono oggi per fortuna moltissimi corsi di Educazione Digitale per grandi e piccini.
        Certo, a nulla servono se non ci mettiamo in gioco con buona volontà, responsabilità personale e consapevolezza!
        A prestissimo

  8. Grazie per avere affrontato un argomento per così dire educativo: a parte quelli che lo fanno di proposito, certamente molti semplicemente non si rendono conto, ed è opportuno richiamare l’attenzione su questo. Ciao

    1. Ciao Clementina,
      ottimo commento.
      Concordo con te, alcune persone non si rendono conto del peso che possono avere le loro parole… e allora è importante che vengano istruite.
      Perché non possiamo giustificare “l’ignoranza” quando poi colpisce qualcun altro in modo profondo.
      Concordi?

      1. Cara Clementina,
        il tema dell’educazione, credimi, per chi lavora sul Web è particolarmente vivo.
        Proprio perché – come scrive Francesca – ci è dato poco tempo per rispondere, perché vogliamo essere creativi e brillanti, spesso sagaci per essere apprezzati di più sui social.

        E il “peso” delle parole si perde…

        Un carissimo saluto

  9. Ciao, credo che quello da voi sollevato sia un importantissimo problema sociale: si dà uno ” strumento” in mano a persone che non necessariamente sanno come usarlo senza fare del male ad altri. Ci vorranno moltissimi anni prima che in media si sia raggiunta la …vogliamo chiamarla maturazione umana? sufficiente per comunicare senza necessariamente ferire. Ci vorranno molti interventi come il vostro!!

    1. Ciao! Ci vorrà l’intervento di tutti.
      Come dicevo nel post è anche importante denunciare e non fare da meri spettatori.
      Sono davvero già nati tanti corsi, workshop, seminari che trattano il tema e ancora le sale non sono stra-piene come mi augurerei.
      Iniziamo a far girare la voce e a portare chiunque conosciamo con noi.
      Perché più siamo consapevoli, più rendiamo consapevoli le persone attorno a noi, meno il #cyberbullismo avrà sfogo.
      Grazie 🙂

      1. Ciao cara,

        sottolineo semplicemente che quella che tu chiami “maturazione umana”, per noi è esattamente lo scopo della consapevolezza nell’uso dei social e del Web grazie ai corsi, workshop e seminari di cui Francesca parla.
        Sperando, personalmente, che la partecipazione sia sempre maggiore e comporti anche il coraggio di Denunciare chi è vittima di bullismo.
        Nel CybergBullismo, lo so per esperienza, la Polizia Postale è molto attiva!

        Ti aspetto presto di nuovo tra i miei commenti!

  10. In un ambiente come quello dei social network tutto è diventato un commento in tempo reale. Forse dovremmo riscoprire la comunicazione asincrona (scritta) dove si ha il tempo di riflettere, come nelle comunicazioni via email.
    Tutto questo succedeva anche con gli SMS solo che prima non c’era il profilo di mezzo in una comunicazione molti-a-molti.
    Sembra ovvio che per solo per attirare attenzioni e Like si debba offendere.
    In questo modo ci sentiamo in quel momento superiori dietro una tastiera dove poter scrivere di tutto.
    Siccome il bullismo che diventa offesa dipende da chi la riceve è meglio insegnare a difendersi sminuendo quello che viene scritto.
    Io ho fatto molti esperimenti a proposito e mi sono anche divertito nel ricevere offese.
    In fondo si tratta di imparare a parare i colpi visto che spesso non si possono evitare.
    Infine pensare che questa non è la realtà e tutto puo essere frainteso.
    Io se dovessi contra-attaccare farei una strage! 🙂

    1. Ciao Carmelo 🙂
      ti ritrovo anche qui, grazie per il tuo commento.
      Hai ragione quando dici che è tutto in tempo reale e che spesso le persone scrivono istintivamente e senza pensare ma è proprio questo il male. Piuttosto meglio fermarsi, rileggere, essere certi di non ferire nessuno ed eventualmente o non commentare o modificare il proprio scritto.
      Hai ragione sul cercare di dare il giusto peso ai commenti e cercare di riderci su e sarebbe bello se tutti fossero in grado di farlo. Non è così, non viviamo nel mondo fatato dei Puffi e il cyberbullismo ha anche ucciso vittime innocenti.
      Vengono dette frasi così pesanti che non tutti sono in grado di attutirne il colpo.
      E l’errore sta proprio alla base e cioè nel farli quei commenti.

      1. Ciao Carmelo,

        ti ringrazio molto di essere venuto a commentare su mio blog!

        Darsi tempo – tempo per riflettere – prima di rispondere è purtroppo qualcosa che – hai ragione – non troviamo più. E dietro ad una tastiera sono proprio le persone più deboli a fare da leoni usando la violenza.

        A differenza tua, tuttavia, io non riesco (per carattere? per formazione?) a fare spallucce e a pensare che la cosa più efficace sia “parare il singolo colpo”.
        Se ci riuscissi, sicuramente soffrirei molto ma molto meno per questa violenza che gira sul WEB.

        Spero che tornerai a commentare i miei post, io ti aspetto!

    1. Cara Luisella,

      molti di noi – grazie al Cielo – hanno già iniziato, e mi riferisco a corsi di Educazione Digitale.
      Per il resto è nella coscienza di ogni singola persona:
      io e Francesca (l’autrice del post) abbiamo certo già intrapreso questa strada e non posso che essere strafelice che ti unirai a noi!

      Grazie e ti abbraccio.
      Spero di cuore di averti di nuovo nei miei commenti!

    2. Subito! Non c’è più tempo da perdere… di perdite ce ne sono già state tante e chissà quante persone soffrono in silenzio proprio in questo momento.
      Giuro che continuerò a lottare per portare il mio personalissimo corso nelle scuole e con il vostro aiuto sono certa che sarà più semplice.
      Grazie Luisella 🙂

  11. Credo che il controllo e il supporto di adulti significativi ( genitori e insegnanti ) sia importante per diminuire il rischio di cadere nel mirino del cyberbullismo. Gli spettatori omertosi sono colpevoli quanto se non più dei persecutori.

    1. Maria ciao,
      sì è fondamentale, ogni educatore ha una responsabilità, fosse anche solo il fratello/sorella maggiore.
      L’importante però che gli adulti siano consapevoli e abbiamo le conoscenze necessarie per stare accanto in maniera proficua ai ragazzi ed essere di supporto.
      E non dimentichiamoci che spesso sono anche gli adulti le vittime ed è proprio per questo che è importante conoscere per poter combattere.
      Ti abbraccio.

      1. Cara amica mia,
        non aggiungo nulla al commento di Francesca – l’autrice del post -.
        Solo torno a ripetere le tue parole, come a volerle sottolineare non una ma cento volte:

        “Gli spettatori omertosi sono colpevoli quanto se non più dei persecutori.”
        E questo avviene in qualsiasi caso di violenza…

        Carissimi saluti e a presto!

  12. Il bullismo è senz’altro la forma più nota di violenza giovanile che si esprime in comportamenti , atti e atteggiamenti aggressivi che vanno dalla derisone all’umiliazione dalla sfida alla manipolazione psicologica. E individuare e raggiungere le prede è sempre più facile oggi, grazie al Web !
    DOBBIAMO TUTTI STARE ALL’ERTA E DENUNCIARE

    1. Cristina è una fra le forme di violenza che ogni giorno le persone subiscono, magari dentro casa ma lì possiamo farci poco a meno che non siano nostre strette conoscenze.
      Vedo spesso tanta omertà ma questo post mi ha dimostrato che c’è chi, come me e Francesca, ha tanta voglia di fare ed una grande sensibilità.
      La denuncia è fondamentale e mi auguro che poi le forze dell’ordine siano all’altezza del loro dovere perché mi rendo conto che spesso è difficile anche per loro.
      Io sono fiduciosa e ti ringrazio per le tue parole.

      1. Cara Cristina,

        purtroppo il bullismo non è solo una terribile piaga per i giovani.
        Si può essere vittime di bullismo e Cyberbullismo anche da adulti.
        DENUNCIARE come dici tu è la prima delle soluzioni.
        E poi sensibilizzare al massimo l’importanza di una violenza, che – se soggetta a silenzio – distrugge gli animi ancora di più!

        Alla prossima, ti mando un abbraccio

  13. La solitudine e l’emarginazione che alcune forme di bullismo possono procurare , producono comunque e sempre sofferenze fisiche morali. Mio figlio dodicenne è introverso e ha molto sofferto per la separazione, il divorzio e il successivo matrimonio del padre. Ho molta paura perchè lo sento troppo sensibile fragile. Un notevole beneficio lo sta avendo nei successi sportivi (arti marziali) Spero e vigilo. Grazie per aver affrontato questo delicato tema del bullismo sul web!

    1. Laura ti ringrazio per averci donato una parte di te, non è facile aprirsi e raccontare storie così personali.
      Francesca è di sicuro più autorevole di me per poterti dare magari qualche consiglio a livello psicologico, io invece mi sento di dirti di parlare tanto con tuo figlio, di farti sentire vicina, di guidarlo ma anche di lasciarlo sbagliare lì dove non si faccia troppo male.
      Lui ha già scoperto che “lì fuori è un brutto mondo” cit. e che la vita non è tutta rosa e fiori ma grazie al tuo amore e a quello delle persone vicine può anche scoprire che la vita riserva anche tanta gioia.
      Ti auguro ogni bene possibile e se in qualche modo, anche solo per 2 parole, possiamo esserti di aiuto sai dove trovarci 🙂
      Abbraccio grandissimo

      1. Carissima Laura,

        mi unisco a Francesca nel ringraziarti di cuore di aver voluto raccontarci la tua esperienza privata: è proprio partendo dalla storia di ogni singola persona che possiamo unirci e diventare forti.

        Sicuramente – date le sofferenze inevitabilmente vissute – tuo figlio è diciamo “più a rischio”, proprio perché già di per sé forse più vulnerabile. I 12 anni, però, sono splendidi: io posso consigliarti – oltre alle arti marziali – qualsiasi altro sport purché sia DI SQUADRA, in modo che possa lentamente capire e venire a conoscenza anche delle sofferenze altrui. Questo lo renderà più forte.
        Altra cosa che certamente lo può rafforzare è – come madre – spingerlo il più possibile sulla strada della CREATIVITA’. Le attività artistiche aiutano sempre a rendere l’animo più sicuro, perché permettono uno sfogo immediato e un riscontro felice.
        Per il resto, mia cara: tu stai facendo esattamente quello che è perfetto che una madre faccia. Vegliare su di lui.
        Cerca di captare il più possibile qualsiasi forma di disagio possa manifestare (oltre alla sua chiusura), magari proprio tornando da scuola.
        IL TUO ASCOLTO è per lui LA SUA FORZA.

        Siamo qui. E mi unisco al grandissimo abbraccio di Francesca!

  14. Altro gran pezzo che hai scritto a quattri mani con Francesca…, problema sempre attualissimo, per fortuna se ne parla per sensibilizzare sia su socials che in tv….

    1. Ciao Aldo,
      grazie mille per i tuoi complimenti, mi fa un sacco piacere che questo post sia riuscito a sensibilizzare gli animi.
      Se ne parla sempre troppo poco ma sono convinta che insieme si possa fare molto.
      Grazie di essere sempre presente.
      Ti abbraccio

  15. Caro Aldo,

    per il giusto onore a Francesca Borghi, questo è un suo guest post: l’ha scritto completamente lei!
    E’ un pezzo bellissimo e io ne sono convinta quanto te.

    Aggiungo solo che la sensibilizzazione di un tema/problema talmente grande non dovrebbe finire mai, attraverso qualsiasi media possibile. Per arrivare chiaro a tutti, ma proprio a tutti!

    Carissimi saluti

  16. Ciao Aldo, conosco la bravura di Francesca e spero che abbia ancora voglia in futuro di scrivere per #InLuce. Il suo post è veramente splendido!
    Fra, lusingati, lusingati 😉

    1. Io sto ancora seguendo via email e adesso mi viene in mente che “bullo” ha sempre origine maschile nel mondo reale.
      Tuttavia online ho visto anche donne “bulle” nei confronti di altre donne o uomini.
      Infatti mancando limitazioni fisiche e spazio-temporali chiunque puo esercitare o meno del bullismo.
      E sembra quasi ci sia un ritorno all’adolescenza anche da parte della terza età online!

      1. Ciao Carmelo,

        ti ringrazio del tuo contributo, perché mi sarà possibile fare ricerche e studi per approfondire quanto tu hai detto. E sarà un approfondimento davvero molto molto interessante!

        Un caro saluto e a presto

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi