Natale in Famiglia che stress? Il significato di un Rito fondamentale per la Società

Il Natale è arrivato e la Famiglia, in particolar modo in Italia, è solita riunirsi in un Rito che, in parte, ha smesso di essere religioso mantenendo, tuttavia, la sua importanza dal punto di vista Sociale.

È una festa attesa tutto l’anno, perché porta con sé luci, decorazioni, sorprese, regali, un affetto reciproco particolarmente sentito. Eppure, come tante feste, può risultare parecchio stressante, per le aspettative che comporta e per il significato stesso di Rito.

Tra la Vigilia di Natale e l’abbondante pranzo del 25 dicembre, la Famiglia ha tutto il tempo di riunire in sé anche le persone meno legate da affetti speciali, familiari che generalmente – appunto – si vedono solo per le feste.
Le aspettative di rivedersi dopo tanto tempo, di riabbracciarsi e mostrarsi al meglio aspettano tutti noi dietro l’angolo, pronte a scattare fuori.E non sempre in maniera positiva.
Nulla di più facile, infatti, proprio durante i ritrovi delle famiglie al completo, di parlarsi alle spalle, di rivelarsi segreti, di bisbigliarsi – tra un canto natalizio e l’altro – quello che ci ha colto di sorpresa, magari dopo un anno intero in cui non ci si è visti. C’è chi è ingrassato, c’è chi ha divorziato, c’è chi si è vestito senza guardarsi allo specchio. C’è anche chi, avendo lamentato sempre difficoltà economiche, deve aver fatto i soldi, perché la macchina con cui è arrivato pare un transatlantico.
Eppure è proprio in queste ore che si tramandano i Riti, e, in fin dei conti, si tramanda la natura stessa della Famiglia.

natale in famiglia e i regali

La famiglia, al giorno d’oggi, è il primo gruppo sociale che si forma.
Facciamo un piccolo passo indietro.
L’uomo è un essere sociale, ovvero è nato per vivere in relazione con altri soggetti della stessa specie. Ciò che rende essenziale questa socialità è l’appartenenza al Gruppo.

L’individuo plasma la sua personalità futura in gran parte sulla base delle esperienze vissute in famiglia, il suo primo essenziale gruppo di appartenenza, che segna e insegna l’esperienza del successo e del fallimento. Bruce Ackerman (NewYork, 1943), professore di filosofia e scienze politiche alla Yale, sostiene che nella famiglia non vi sia nulla di fisso e immutabile, e che sia quindi <<il risultato dell’unione di una moltitudine di fattori – biologici, psicologici, sociali ed economici, ma che serva innanzitutto alla sopravvivenza e al perpetuarsi della specie.

La famiglia è, quindi, l’unità di base della società, avendo come caratteristica principale quella dell’unione di un uomo e di una donna che generano prole e assicurano la nutrizione e l’educazione – la sopravvivenza, appunto – dei propri figli.>>
Psicologicamente parlando, i componenti della famiglia sono legati da una reciproca interdipendenza finalizzata al soddisfacimento dei rispettivi bisogni affettivi. A questa memoria fa riferimento il Natale, al di là del suo significato religioso e della storia del Cristianesimo – che, tra l’altro introduce questa Festa della Nascita nel calendario cristiano molto tardi, nel 354 d.C., con l’imperatore Costantino -.

Tuttavia, nelle cene e nei pranzi di Natale, vi è un significato psicologico ben maggiore. Il significato dei rituali sociali connessi al cibo, infatti, è quello della commensalità, del reciproco nutrirsi, ed è proprio questo vicendevole prendersi cura di ciò che nutre l’altro a sancire con ufficialità la funzione della famiglia. Quel gruppo dove, appunto, ogni convitato si dedica all’altro con reciproci scambi, mangiando e bevendo insieme, stabilendo una socializzazione che – durante le Feste Natalizie – assume i contorni del Sacro.
È la conservazione e la salvaguardia del Rito.

In antropologia, il rito è inteso come quell’organizzazione di pratiche sociali ripetute nel tempo, che sono in grado di preservare modelli culturali, consolidare ruoli sociali, e – in particolar modo – scandire i momenti realmente significativi nella storia di un individuo e del suo gruppo, riuscendo a tramandare nel tempo – in un tempo immemore – gesti, parole, sentimenti talmente significativi da sorvolare la quotidianità e riconnettersi a un significato storico collettivo.

natale in famiglia e l'albero di natale

Il rito è, di fatto, una comunicazione tra l’umano e il divino.
Rito e Tradizione si alleano per non lasciare da solo il singolo individuo umano.
Per tramandare nel tempo valori, unione, significati e relazioni che rassicurano il singolo. E lo rassicurano proprio perché il singolo sa che la tradizione non morirà, soprattutto quando sconfina nel Sacro. E finché non morirà la tradizione, non morirà l’uomo.
Questo è quello che ci unisce nei riti: l’istinto più o meno conscio che conforta. Perché finché c’è una data da onorare, siamo vivi. Finché possiamo accendere il mondo di luci stiamo svolgendo un ruolo esatto. Tramandiamo un rito, una storia che si ripete al di là degli anni.

Solo nella tradizione è il mio amore. Pier Paolo Pasolini Condividi il Tweet

E pace se viviamo una bella dose di stress quando festeggiamo con parenti che, in realtà, non amiamo poi tanto. Quello che stiamo facendo è “Santificare le Feste”. Quindi, rispettare, onorare, tramandare tradizione e rito all’interno della più piccola cellula sociale. La famiglia. È un bisogno ancestrale che supera ogni aspettativa e pregiudizio. Siamo fatti per questo: per vivere in relazione e per tramandare le tradizioni umane.

Non fatevi scappare la notizia, Babbo Natale esiste. Jim Lovell, astronauta Condividi il Tweet

36 thoughts on “Natale in Famiglia che stress? Il significato di un Rito fondamentale per la Società

  1. Personalmente non soffro di stress Natalizio, mi mette di buon umore compare i regali e approfittare dell’occasione per stare con i miei cari, anche perché l’ho sempre festeggiato con poche persone e senza falsità od obblighi… poi è l’occasione di magiare i dolci tipici del periodo!

    1. Cara Flavia,

      sono felice di quanto mi dici.
      Anche io festeggio, in realtà, il Natale con pochi intimi familiari, e come te fare regali mi piace quasi più che riceverne!
      Sono assurda, vero?

      Un abbraccio stretto di Buone Feste!

        1. Già, verissimo Flavia!
          E poi proprio vero: io preferisco quasi farli i regali che riceverli! 😀

          Ancora felicissime feste!!

  2. Mi sono sempre chiesto, a dire il vero, se esista una sindrome da stress natalizio, ho letto che molti a Natale sono più depressi!

    1. Ciao Giuseppe,

      sì, purtroppo. Le persone più sole, quelle più ai margini della società, per non parlare delle persone malate, vivono il Natale con un senso di grande tristezza. Perché non solo – e non tanto – non possono festeggiare, ma perché si sentono esclusi dalla società!
      Ecco emergere l’importanza della tradizione…

      Esiste, poi, anche una forma di stress più leggero ma non meno pericoloso, che colpisce chi la tradizione non la vive e non la sente: è allora che luci, regali, addobbi, festeggiamenti, cibi particolarmente gustosi etc non sono che fonte si ansia.
      Ansia di dover fare tutto al meglio, ansia da aspettative irrealistiche, ansia di quel qualcosa di nuovo e di magico che “accade” a Natale!

      Spero di averti dato una risposta sufficiente e ti auguro …buon Natale! 🙂

  3. Nella corsa ai regali e alla preparazione degli addobbi ce ne dimentichiamo: ma il rito del Natale è proprio da salvaguardare!

    1. Esatto Loredana!

      Inutile forse ricordare che la festività del Natale – anche per chi non è religioso – è tutt’altro che una corsa al miglior regalo e al miglior albero addobbato…
      è l’occasione di ritrovarsi, di stare insieme, si stupirsi con i doni e con i cibi prelibati. Una occasione che ha un significato profondo – da salvaguardare come tu giustamente dici.
      Perché sancisce ufficialmente il nucleo familiare all’interno della società.
      E qualsiasi singolo individuo ha bisogno di sentire di appartenere a quel nucleo!

      Ti faccio i miei più cari auguri! Ci rivediamo qui sul blog da gennaio!

    1. Cara Sonia,

      direi che sei nella situazione della maggioranza di noi 😉
      Come scrivo nel post, l’ansia di “prestazione” che nasce dalle nostre aspettative in occasioni tanto particolari come il ritrovo di tutti i parenti, la corsa ai regali, la lista della spesa, etc. creano stress.
      Indubbiamente.
      Tuttavia, come giustamente dici, è uno stress che vale davvero la pena di vivere e superare in fretta, perché è in questa Festa che si rinnova il ruolo sociale – il Gruppo nativo di appartenenza – della Famiglia.
      E non esiste nulla di più importante di questo!

      Ti auguro di trascorrere feste davvero felici e
      ti do appuntamento a gennaio per i prossimi post e commenti qui su #InLuce 🙂

    1. Caro Aldo,
      la tua presenza sul mio blog tra i commenti è sempre preziosa!
      Sono felice che l’articolo e la riflessione sul significato dei riti ti sia tanto piaciuto, davvero felice.
      Grazie a te e, naturalmente, ricambio l’abbraccio con affetto!

      Ah, #InLuce si prende le ferie 😉
      Ci si ritrova qui dopo l’Epifania!
      Un bacio

      1. Ferie natalizie meritatissima…per Te soprattutto, arrivederci a Gennaio, bacione! Salutami i tuoi collaboratori di #InLuce!

        1. Felici Feste anche per te, Aldo, con affetto sincero!

          ps. io non ho collaboratori su #InLuce…
          al massimo delle bellissime persone che vogliono scrivere guest post!

  4. Il significato del nutrire i propri cari durante le cene natalizie ricompatta la famiglia. Dovrebbe essere cosí per ogni giorno dell’anno!

    1. Vero, verissimo: applausi a te Luciana!

      Dovrebbe davvero essere così tutto l’anno. Dovremmo davvero tutto l’anno prenderci cura del “nutrimento” dei nostri cari, che non è solo “cibo”, ma nutrimento di affetto famigliare.

      Grazie mille del tuo commento,
      #InLuce va in vacanza per un po’, ma io ti abbraccio forte e ti auguro una grande felicità per le tue feste!

  5. Ho sempre adorato il Natale… i colori le luci l’aspettativa del regalo… il passare un pó di tempo con la mia famiglia, mi dispiace solo che il mio ragazzo non sia con me perché anche lui torna a casa!

    1. Cara Chiara,

      purtroppo la tua situazione – un separarsi della coppia per poter festeggiare con la famiglia di origine – è comune alla maggior parte di noi.
      Dispiace molto anche a me.
      Eppure, vedrai: i giorni voleranno, tra luci, doni, cene e pranzi prelibati, e tutto l’affetto dei tuoi cari.

      Felicissimo Natale anche da me!
      Ci ritroviamo a gennaio 🙂

        1. Ah, sicuro!
          Godiamoci i pranzi e le cene e …i tutti i brindisi possibili!
          Il miglior brindisi a te, con affetto 🙂

  6. Purtroppo il Rito religioso via via va scemando, anche se devo dirtTi che qui in Puglia è ancora abbastanza sentito…non parliamo del’aspetto mangereccio…..!!!!

    1. Caro Aldo,

      ci trasferiamo tutti in Puglia? 😀
      Scherzi a parte, conosco la tua terra molto bene e so quanto si mangia bene. So anche che il significato religioso è maggiormente sentito, e non sai quanto mi consoli!

      Ancora mille auguri e arrivederci a dopo l’Epifania!

  7. Sono per istinto aliena dai riti, come dire che mi viene sempre voglia di non fare quello che ci si aspetta da me: eppure anche tutte le pratiche del Natale, spesso così trite, possono essere piacevoli e più leggere se si affrontano con un po’ di ironia e leggerezza, non credi?

    1. D’accordissimo con te!
      Lo spirito di leggerezza e di ironia salva da qualsiasi forma di stress, e anche rinvigorisce l’interesse per riti che non si riescono a “sentire” emozionalmente!

      Allontaniamoci, per carità, dalle pratiche trite e ritrite: cerchiamo piuttosto di capire che il Natale è una delle più belle occasioni per stare insieme ai propri cari.

      Un abbraccio 🙂

  8. Ahimè, ne ho ormai visti tanti di Natali e tanti li ho subiti facendo per amore di pace quello che non mi era naturale! Adesso potrei farne a meno, eppure ne ho un poco nostalgia, come di un gioco.

    1. Cara Anna,

      mi dispiace molto che, in fondo, tu senta il Natale con un po’ di tristezza.
      Credo che questa nasca da molti Natali trascorsi come dici “solo” per amore di pace. Niente di più brutto e insano, per chiunque.

      Mi piace molto, invece, la tua lettura della Festività come un Gioco: sì, torniamo a giocare, torniamo a creare, torniamo a liberarci da aspettative altrui e sensi di dovere! Torniamo a sentire semplicemente il calore di un abbraccio in più!

      Non posso che augurarti il migliore dei Natali possibili, quest’anno…!

  9. Penso che per molti di noi tutti i riti natalizi siano una specie di gioco, al quale non ci si sottrae per amore delle persone, per abitudine, per molti forse” sentendo” intensamente. Io non sono credente, quindi l’aspetto religioso, del quale peraltro in questo caso non si è parlato, non lo sento: eppure le musiche natalizie, alcune in particolare, mi fanno lacrimare subito subito!!

    1. Cara Clementina,
      per vivere il Natale con gioia – e proprio per questo non ne ho parlato – non è necessario “doverlo sentire” religiosamente.
      Certo, chi è religioso, ha molta più gioia immediata nel cuore.
      Eppure, il Natale è una Tradizione capace di commuovere tutti – come scrivi, anche solo con le sue musiche -.
      La Tradizione commuove perché ci dà la misura di quanto siamo o non siamo soli. Individui soli, intendo, anziché parte essenziale e fondante della Famiglia.
      Abbiamo umanamente tutti bisogno di sentirci parte integrante e amata della Famiglia, perché – come scrivo nel post – è il nostro primo nucleo sociale.
      E il suo NUTRIMENTO ci è indispensabile!

      Ti abbraccio forte.
      #InLuce si prende un po’ di vacanza e torna dopo l’Epifania.
      Arrivederci, allora!

  10. La mia non è una grande famiglia, quindi non c’è una riunione epocale allo scoccare del Natale. Mi ricordo però che anche quando ero più giovane non ho mai amato queste cose: in realtà si finisce spesso , in queste occasioni, per fare altro da quello che si è: escludo naturalmente il caso in cui ci siano dei bambini, ai quali penso che vada riservata una atmosfera particolare, che, si spera, ricorderanno nel tempo come piacevole

    1. Cara Luisa,

      neanche io ho una grande famiglia, per cui ti comprendo col tutto il cuore.

      Fare quello che non si è? Certo, per le aspettative che noi e gli altri alimentiamo durante queste feste che danno vita a stress e a piccole, grandi finzioni.
      E sono totalmente d’accordo con te, quando ti riferisci ai bambini.
      Io non sono madre, ma mi è capitato di trascorrere dei Natali con bimbi e sicuramente …è tutta un’altra cosa.
      Più genuina, più magica, più pura.
      Che sia perché i bambini non sanno fingere?

      Fatto sta che sono proprio loro a trascinarci nella magia!

      Un caro abbraccio e arrivederci su queste pagine a dopo l’Epifania!

  11. Quando ero più giovane ho organizzato spesso la baraonda familiare natalizia: in fondo c’è qualcosa di piacevole nel predisporre i festeggiamenti. Bisogna un po’ lasciarsene prendere come da un gioco!!

    1. Un meraviglioso gioco, sì, sono d’accordissimo AG!

      E come ho scritto in qualche post fa, il Gioco ci libera da ogni maschera, da ogni aspettativa irrealistica, da ogni senso del dovere.
      Il Gioco è Creatività.
      Il Gioco è Rinascita.
      Proprio come lo è il Natale!

      Grazie mille per il tuo commento e auguri di serene feste 🙂

  12. Grande bravissima Francesca Ungaro, come sempre post utili, interessanti 😊 cara ti faccio tanti auguroni di buon Natale a te e famiglia

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