Ecco quanto puoi imparare dalla Demotivazione, nel lavoro digitale e nella vita privata

In qualsiasi ambito della nostra vita, ma in particolar modo sui Social Network e sul Web dove tutto è amplificato e immediatamente pubblico, può capitare che il nostro entusiasmo – ad essere onesti con noi stessi – suoni come una moneta falsa. Che sia in coincidenza con i propositi del Nuovo Anno o in qualunque altro momento, sentiamo vincere la Demotivazione. Pochi ricordano, tuttavia, che essere demotivati è indubbiamente il primo passo per essere Felici.

Iniziare il nuovo anno con un post sulla Demotivazione può sembrare un controsenso.
Perché – almeno nei luoghi comuni – l’anno nuovo porta progetti nuovi, frutto di tutti i beneamati nuovi propositi.
Li abbiamo fatti tutti, anche chi non li ha espressi consapevolmente. Tutti, in qualche modo, hanno riposto aspettative fortissime sul mese di gennaio.
Mese di rinascita. Perché sarà sempre nell’inconscio collettivo: “Anno Nuovo, Vita Nuova”.
E se così non fosse?
Se nel mese di gennaio, finite le feste, non ci troviamo rinnovati, pronti a ricominciare con grinta così come ci si era ripromessi? Se, in poche parole, ci sentissimo più stanchi di prima?

Soprattutto per chi lavora nel Mondo Digitale – su Social Media o su blog – questo può comportare facilmente un danno immediato. Perché il Web non è andato in vacanza, non ha riposato, e chissà quante novità – a partire dai mille post sui nuovi trend – ci sono su cui scrivere e, soprattutto, leggere e rimanere aggiornati. Un danno che inconsciamente sentiamo come se fosse alla vista di tutti: tutto il mondo del Web a guardarci lì, fermi, senza motivazione. Come se la mancanza di motivazione si mostrasse sotto i riflettori pubblici.

imparare dalla Demotivazione

Non vorrei parlare di Motivazione. Sappiamo tutti che è il motore della nostra stessa vita, in qualsiasi campo, sul lavoro e nella vita privata. Consciamente o meno.

Vorrei, invece, parlare proprio di Demotivazione e del perché questo stato di inerzia, di apparente stasi, può aiutarci a riprendere davvero la nostra vita in mano. Sono fermamente – e per esperienza – convinta che sentirsi demotivati deve renderci felici. Felici veramente, e per diversi motivi.

Capiamo insieme il perché.
Innanzi tutto, psicologicamente parlando, sentirsi annoiati e non avere voglia di fare – magari fare un lavoro che è piuttosto ripetitivo o condurre una vita di routine – è un meraviglioso campanello d’allarme. Dobbiamo solo fermarci, ascoltarlo e coglierlo. Accettare che ci sia, che faccia tutto il suo rumore dentro di noi. È un rumore apparentemente negativo, perché è inevitabile – in particolar modo nella società occidentale – che conduca a pensieri di fallimento e perfino di depressione.

Tutte emozioni particolarmente scomode, che non vorremmo mai provare, che arriviamo a negare, soprattutto sui Social Media, dove essere motivati è un must. Ecco: la demotivazione sorge e diventa paralizzante quando non l’accettiamo, non ci diamo il tempo di capirla. Di comprendere che nasce dalla Noia, e che la noia è causata – per quanto possa sembrare illogico – proprio da una grande, profonda Creatività.

Siamo ciò che pensiamo. La nostra vita è il prodotto dei nostri pensieri. Buddha Condividi il Tweet

Ciò che pensiamo, quando vince la demotivazione, è di non essere più all’altezza di qualcosa. Di qualcosa che sono gli altri ad aspettarsi da noi. E se le aspettative degli altri non fossero più motivo di crescita, di innovazione, di gioia per noi?
Ascoltare i propri pensieri è un diritto, ma anche un dovere verso sé stessi. Perché ciò che pensiamo è ciò che creiamo, e ciò che creiamo diventa la nostra realtà.

Una realtà che va cambiata e, grazie alla demotivazione, possiamo finalmente arrivare a capirlo. A dare importanza a noi stessi.
Ecco che, dunque, il passo successivo è quello di accettare i cambiamenti, di essere perfino grati di doverlo fare. Anche se non è facile, anche se per chi lavora sul Web questo può costare perdite di – temporanea – visibilità e costi economici. Il tempo per cambiare non ha prezzo, e questa non è una frase retorica.

Hai mai pensato che un lavoro fatto in uno stato di demotivazione fosse comunque una perdita? Hai mai pensato che se produci contenuti utili significa che, al contrario, hai ritrovato la tua passione sul lavoro?
E, soprattutto, hai mai pensato di confrontarti con gli altri?

Chiedere alle persone più vicine a te se hanno mai provato demotivazione e sconforto, come l’hanno risolto, come sono tornati a creare con gioia. Accettare di cambiare per ritrovare motivazione è difficilissimo e ti stupirà sapere che tutti, ma proprio tutti, ci sono passati.

Innamorarti di quello che fai è l’obiettivo da raggiungere. E non è detto che questo non comporti sforzi enormi per comprendere cosa ci appassiona veramente, cosa davvero amiamo fare. La vita, in particolar modo quella lavorativa, ci costringe a continui compromessi. Eppure i compromessi non sono il dito dietro cui nascondere la paura di fare ciò che si ama davvero.

Più si ama, più si ha paura.

Ma non vince chi scappa davanti all’amore: vince chi prova comunque ad amare. Perché potrà trovarsi tra le mani ciò che davvero ha sempre voluto. Le risposte giuste, il mestiere giusto, le relazioni giuste. Giuste per sé, quindi realmente appassionanti. E finalmente, a questo punto si spiega perché sostengo che la demotivazione deve renderci felici.

imparare dalla Demotivazione

Ogni giorno fai qualcosa che ti spaventa. Franklin Roosevelt Condividi il Tweet

Un vero insegnamento e non solo, questa frase. È anche un consiglio molto pratico. Ciò che ti spaventa è ciò che non sai fare. Non sempre, anzi. In realtà, la maggior parte delle volte si tratta di qualcosa che sai fare benissimo, ma cui non dedichi il tempo necessario per renderlo la tua quotidiana creativa realtà.
Creativa perché unicamente tua. Genuinamente e autenticamente tua. Al di là delle altrui aspettative, al di là dei condizionamenti sociali, al di là della paura immensa che si ha ad amare.

La demotivazione – quel senso di crisi e di noia che annulla la creatività – riporta allora a galla ogni nostro reale Talento. E il Talento ci pone violentemente in faccia una scelta. Rischiare per vincere, riuscire perfino a guadagnare con la propria passione, o continuare a nascondersi – così tanto facilmente sui Social Media – dietro a paroloni di finto entusiasmo.

34 thoughts on “Ecco quanto puoi imparare dalla Demotivazione, nel lavoro digitale e nella vita privata

  1. Ciao carissima Francesca…, grazie per questo nuovo post di inizio anno che ho letto con attenzione ed interesse! Tutto condivisibile grazie ala tua Professionalità….

    1. Caro Aldo,
      sono io che ringrazio te!
      Sei sempre presente e attento e le tue condivisioni sempre preziose!

      Un abbraccio 🙂

  2. Buongiorno, Francesca!!Non immaginavo che la Demotivazione fosse “Positiva”: Imparare ad Accettarla,imparare ad Accettare i Cambiamenti sono Passi Che consentono di Stimolare, se non ho capito male, la Creatività e “Riacquistare” le Motivazioni!!Quindi non bisogna Considerarla in Modo Negativo…..Articolo Sempre Interessante…..e Sororendente!!

    1. Caro Alberto,
      è partendo dall’accettazione della nostra demotivazione che possiamo riprendere in mano la vita nostra e imparare, capire, comprendere da dentro di noi cosa davvero vogliamo, cosa davvero siamo, quali sono i nostri reali talenti.
      E’ per questo che sostengo che la Demotivazione è il punto di partenza per poterci re innamorare di quello che facciamo e che siamo, riappropriandoci completamente della nostra FELICITA’!

      Un grande abbraccio

  3. Cara Francesca, intanto buon anno! è senz’altro meglio essere demotivati o demotivarsi, accettando le difficoltà della realtà e gestire al meglio le proprie emozioni .Se ho ben capito essere demotivati è un po’ non crederci più che bastino gli auguri e la buona volontà per migliorare il nostro mal-essere! Così , se non altro ci si semplifica la vita. Ma è un’utopia?

    1. Cara Maria, ben trovata e felice anno nuovo anche a te!

      La Demotivazione è esperienza più o meno quotidiana o frequente per tutti: eppure generalmente si tende a mettere sotto il tappeto ciò che non brilla di successo.
      Essere in questo stato di stasi e di noia non basta per fare il salto di qualità, naturalmente, ma se lo si accetta si arriva a capire con facilità cosa davvero si vuole dalla vita. Cosa non ci va di fare o di essere più, cosa vogliamo diventare e creare per far emergere la nostra AUTENTICITA’!
      Direi che non è per nulla un’utopia,
      difficile ma non utopico!

      Ti abbraccio forte

  4. Mi piace il tuo consiglio – suggerimento : rendersi conto che a volte i buoni propositi sono alibi per continuare a lamentarsi, tanto si sa che non diventeranno mai nuove realtà. Perciò capire che per cambiare davvero fuori bisogna cambiare dentro. Un abbraccio e ben ritrovata Franci!

    1. Ben ritrovata a te, cara!

      I buoni propositi sono abbastanza simili – come ruolo – alle aspettative altrui.
      Ci appartengono veramente?
      Ci affossano, per la maggior parte, perché sotto sotto sentiamo che l’entusiasmo è falso, suona stonato.
      Non è certo come prendere e riprendere in mano la propria vita per capire – partendo da zero – cosa davvero amiamo, cosa davvero vogliamo dare e fare, chi davvero vogliamo essere.

      Un carissimo saluto a te e alla prossima, cara!

  5. Come sempre sono assolutamente in accordo con quello che dici: i momenti di rottura( in qualunque accezione del termine!) dovrebbero essere sempre bene accetti, perchè sono come la periodica revisione della nostra vita. Grazie per la riflessone!!

    1. Cara A G,

      mi piace molto il termine “periodica revisione” della nostra vita. 🙂

      E’ così: la criticità di una demotivazione, di un momento più o meno passeggero di noia, è ciò che magicamente fa riemergere la vera Autenticità dei nostri desideri e della nostra personalità.
      Magicamente, ecco splendere di nuovo il Talento.
      Sotto altre spoglie?
      Differenti da quelle che gli altri si aspettano?
      Non ha nessunissima importanza, anzi!

      Grazie del tuo commento e della tua preziosa presenza,
      ti aspetto alla prossima!

  6. Cara francesca, hai perfettamente ragione: qualche volta il nostro “stomaco” si accorge di qualcosa che non va prima che noi ce ne accorgiamo coscientemente: dovremmo ascoltarlo più attentamente

    1. Caro Luigi,

      assolutamente d’accordo! Stomaco e pancia sono i primi spesso a darci quell’avvertimento secondo cui c’è qualcosa che non va. E quello che non va, in questo caso, è il ripetersi di una vita in cui “comandano” le aspettative altrui e la monotonia ripetuta dell’abitudine.
      Si perde l’entusiasmo, o meglio: inizia a suonare come falso. E falso, infatti, è diventato. Nel tempo, chissà quando.
      Ripartiamo da qui: da zero, col coraggio di prendere fra le mani davvero la propria vita e REINNAMORARSENE.
      Difficilissimo.
      Si dice che in amore vince chi fugge: io dico che vince chi rischia di innamorarsi di nuovo. Di sè, di quello che può succedere, di quello che possiamo creare ed essere. Con genuina AUTENTICITA’!

      Grazie mille del tuo commento, spero di ritrovarti presto ancora tra queste pagine!

  7. Ciao, grazie anzitutto per la non banale riflessione. Per antica abitudine mentale, magari nel mio letto la mattina in attesa di alzarmi, passo spesso in rassegna la, per organizzazione della mia vita: non so quando la cosa è cominciata, ma certo va avanti da parecchio tempo. In questo esercizio, che si rafforza sempre intorno alla fine dell’anno, ovviamente, ogni tanto avverto una nota stonata: devo allora indagare meglio e stabilire a cosa si riferisce e…..naturalmente, prendere provvedimenti.Un abbraccio

    1. Ciao Clementina,
      ben ritrovata e felice anno nuovo.

      Il tuo esame di coscienza mattutino è un esercizio di vitalità particolarmente prezioso: puoi, infatti, sentire bene quando l’entusiasmo suona “falso”.
      E da lì, cercando di “prendere provvedimenti” come dici tu, ripartire alla ricerca di quella passione, gioia, genuino interesse e autenticità della tua vita e della tua personalità.

      Sei molto brava, continua così!
      Un abbraccione

  8. Non sono esperta delle caratteristiche del mondo digitale e non posso perciò dir nulla in merito.La tua riflessione però sottolinea il fatto noto che la nostra vita cosciente, ciò che pensiamo, facciamo, diciamo, ecc. è solo una parte della nostra vita e che dovremmo dare buon ascolto anche al resto di noi!! Molte grazie, e auguri di un buon ri-inizio!!

    1. Cara Luisa,

      ben ritrovata e buon inizio anche a te!
      Sai, il mondo digitale tende ad essere particolarmente pieno di persone e situazioni di presunta motivazione ed entusiasmo. Perché è a volte una gara a chi è più felice.
      Ma felice di cosa?
      Di rispettare le aspettative altrui, di far bene il proprio mestiere? E se tutto questo entusiasmo alla fine si smonta, si scioglie come neve al sole?

      Ecco. E’ allora che siamo davanti a noi stessi. Pensiamo che la demotivazione sia una situazione da evitare e, invece, è proprio da lì, da quel senso di noia e stasi, che possiamo riprendere in mano tutta la nostra vita – lavorativa o personale – e capire cosa DAVVERO ci rende AUTENTICAMENTE FELICI.

      Niente di più difficile? Vale davvero la pena provare!!

      Un carissimo saluto e alla prossima!

  9. Non avevo mai considerato la Demotivazione sotto questo aspetto e ora che ci penso mi è capitato di sentirmi rinascere proprio in un momento in cui avevo noia di tutto

    1. Cara Sonia,
      ben ritrovata e buon inizio, anche se un po’ in ritardo!

      E’ proprio così: ci sente a terra, demotivati, stanchi, annoiati dalla vita solita e dai soliti impegni, e magari ci si ferma, si va un po’ in crisi. Eppure l’importante è proprio ricordare che è quello il momento in cui possiamo riprendere la nostra vita in mano, ridarci una spinta più forte di prima per capire cosa davvero vogliamo, cosa ci piace, dove siamo “diretti” e chi vogliamo essere. Ritrovando così l’autenticità e la creatività di un Talento che spesso è nascosto nella Noia!

      Un abbraccione!

  10. La Demotivazione arriva quando si giunge a non credere più im quello che si fa e ci si sente annoiati per tutto, vero?

    1. Già, caro Raffaele: proprio così.
      Si sente di essere stanchi e annoiati di tutto e per tutto quello che si fa o non si fa. Si perde l’entusiasmo, o si finge un entusiasmo che in realtà non si prova affatto.
      E’ allora che ci si sente demotivati, senza voglia, lasciando vincere la noia.

      Senza pensare che magari proprio quella noia nasconde un nostro Talento che non eravamo consapevoli di avere, un mare di energia vitale che forse era solo indirizzato nel verso sbagliato.
      Possiamo – in quei momenti più facilmente che nella routine dei giorni – riprendere la nostra autenticità: chiederci cosa davvero siamo e vogliamo fare. E cambiare.

      Sei d’accordo con me?

      A presto!

    1. Cara Gioia,

      indubbiamente non solo a te …risultava e risulta il contrario!
      Tuttavia, è un po’ un luogo comune.
      Ed è più una tattica per farsi inseguire in amore, tra le persone.
      Sempre che sia utile, poi… Per me, per esempio, non lo è mai stato.

      In ogni caso, qui, fuggire davanti all’amore ha un significato particolare: è proprio un non volersi rendere conto che la vita si può cambiare, che noi stessi possiamo amarci, diventando diversi e sempre più spontanei e autentici.
      E’ allora che ci si sente rinascere ed è allora che si comprende come, proprio dalla demotivazione e dalla noia, possiamo ritrovare e ricostruire la nostra felicità!

      Un caro saluto

    1. Ciao Andrea,

      diciamo che è un po’ semplificato in questo modo. Eppure, il succo del discorso è proprio questo: nella vita routinaria e nell’entusiasmo di questa vita, ci si può accorgere di non essere in realtà soddisfatti. E che quell’entusiasmo è più finto di quello che vorremmo: paroloni per convincere gli altri e soprattutto noi stessi della nostra soddisfazione.
      Quando, tuttavia, ce ne rendiamo conto, ecco che la motivazione ci pare forzata e “cadiamo” nella Demotivazione. Un guaio?
      Assolutamente no, anzi: un’occasione meravigliosa per renderci anche conto di cosa ci renderebbe davvero soddisfatti ed entusiasti, di cosa vorremmo essere, cosa vorremmo fare, ecc.
      E provare a cambiare.
      Non è certo facile, ma il primo passo per costruire (o ricostruire) la nostra felicità parte proprio da questa presa di coscienza e dal riprenderci tra le mani tutta la nostra vita.

      Grazie mille del tuo commento, spero di leggerti ancora tra le pagine del mio blog!

    1. E hai perfettamente ragione, Andrea!

      Non deludere le aspettative sociali, o le aspettative altrui semplicemente, è ciò che ci spinge più di ogni altra cosa a non sentire quello che siamo noi autenticamente. A non riconoscere proprio la nostra autenticità! E questa è l’origine della maggior parte dei nostri problemi, psicologici soprattutto.
      Non è necessario porre un muro, dire un secco NO, e arrivederci. Si possono trovare dialogo e confronto, ma è necessario staccarsi da quello che gli altri vorrebbero che fossimo noi, per capire cosa in realtà vogliamo NOI. E per fare i primi passi verso la conquista di un vero e autentico entusiasmo e una genuina felicità!

      Un caro saluto!
      Torna a trovarmi 🙂

  11. Hai ragione, nella mia esperienza , i periodi in quale in ambito lavorativo ho toccato il fondo per i troppi problemi e la demotivazione arrivava alle stelle sono stati utili per vincere la paura al cambiamento, sono stati l’incentivo a cercare e ad accettare il rischio di un nuovo lavoro!

      1. Ecco, lo stavo appunto dicendo: bentornata anche a te.
        Anche se un po’ in ritardo, buon inizio di anno.

        E se i miei articoli ti sono mancati…ecco è il miglior complimento che potessi farmi!
        Un bacio grande

    1. Carissima Flavia,

      e…vedi, non sei fuggita! Anzi, ti sei sentita in dovere con te stessa di cambiare, di trovare il vero entusiasmo, comprendere quale fosse il genuino Talento della tua personalità! Bravissima!

      Anche a me, personalmente è capitato: cambiare non è facile, si passa sempre attraverso un momento di sconforto più o meno profondo, almeno finché non si trova LA NOSTRA STRADA, che è quella che ci renderà felici perché è quella veramente giusta e adatta per noi. Autenticamente nostra.

      Ti abbraccio forte forte, felice di risentirti e ritrovarti ogni volta presente!

  12. È appena passato il blue Monday, ma quella sensazione di tristezza e demoralizzazione è difficile da accettare e combattere, specie dopo un periodo di riposo a casa che non ti ha permesso di evadere dai problemi viaggiando ,ma che ti ha fatto riflettere troppo.

    1. Ciao Chiara,
      mi dispiace che nelle vacanze e durante le feste (che ormai appaiono lontanissime) tu non sia riuscita a riposare e a “staccare la spina”, ma al contrario il tempo ti abbia lasciato occasione per riflettere troppo, come dici.

      Anche il Blue Monday, pur con origini reali molto lontane, è una forma di “aspettativa altrui”. Per me, ad esempio è stata una bellissima giornata! 😉
      Forse davvero il consiglio migliore che posso darti è quello di riflettere sì, ma su quello che vuoi e sei veramente, non su quello che pensano o possono pensare gli altri.
      Solo fuori dalle aspettative altrui puoi pensare di RITROVARTI: ritrovare l’entusiasmo genuino, la risata che scaturisce spontanea, il tuo talento specifico e unico. E renderti conto, così, che è questa la strada da seguire: mattoncino dopo mattoncino, non abbandonare più la tua autenticità e costruire una felicità solidissima!

      In bocca al lupo e conta su di me!
      Grazie del tuo commento e a riscriverci al più presto 🙂

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