La Fiducia nell’Altro per sopravvivere nel Mondo Digitale

La fiducia è tra i sentimenti più nobili e utili per l’essere umano: è alla base della vita sociale e di qualsiasi nostra relazione. Si tratta, infatti, di attribuire all’Altro un valore positivo, affidandogli la nostra stessa essenza. Lo facciamo con le persone familiari, ma avviene anche con estranei. In questo caso, ci aspettiamo di essere accolti così come siamo. È un dono estremamente prezioso, eppure purtroppo ci accorgiamo di quanto valga solo se subiamo un tradimento alla fiducia data.

L’essenziale è invisibile agli occhi.
Come ci insegna la Volpe de Il Piccolo Principe, le cose fondamentali nella vita passano inosservate e per questo tendiamo a darle per scontate.
La F
iducia è una di queste.
Compiamo atti di fiducia continuamente e senza rendercene conto. Affidarci agli altri è solo uno degli automatismi della nostra giornata. Solo quando qualcuno tradisce o non ripaga la fiducia concessagli, il nostro pilota automatico ci segnala un errore. E solitamente ciò ci fa molto male.

È più vergognoso non fidarsi dei propri amici che esserne ingannati. (François de La Rochefoucauld) Condividi il Tweet

fiducia

Cos’è la fiducia? A cosa serve?

Quando nasciamo istintivamente sorridiamo a chi si prende cura di noi: non essendo autonomi abbiamo la necessità di affidarci totalmente all’altro.
In questo caso è una scelta obbligata, non la si può nemmeno definire propriamente come una scelta, ma è il primo momento della nostra vita in cui ci affidiamo agli altri.
Sicuramente, come altre specie animali, abbiamo una sorta di imprinting genetico che ci porta a dare credito agli altri; diventa poi un comportamento che si rafforza e consolida mediante l’interazione con l’ambiente.

Approfondiamo insieme.
Francesca Ungaro, che mi ospita su questo suo blog, la definisce come un sentimento – più che ragionato, a dire il vero – senza il quale la sopravvivenza stessa dell’uomo sarebbe messa a dura prova. Testa e cuore si alleano, più o meno inconsciamente, ogni volta che incontriamo e ci relazioniamo con l’Altro, come per testare il terreno del rapporto umano. Se si prova fiducia, il rapporto può andare avanti, altrimenti si arresta e muore prima ancora di realizzarsi.

La fiducia è la sola cura conosciuta per la paura. (Lena Kellogg Sadler) Condividi il Tweet

L’Altro come base della relazione e per l’autorealizzazione

Fidarsi dell’Altro ha quindi un enorme valore dal punto di vista evoluzionistico in quanto, oltre a permetterci di cooperare per la sopravvivenza, ci consente di risparmiare energie realizzando sinergie con gli altri.
Volendo fare un esempio apocalittico, provate a immaginare un mondo privo di fiducia e in cui non potreste fare affidamento sui vostri cari, sul vostro panettiere, sul vostro medico, sul passante a cui chiedete le indicazioni stradali, ecc.

Se avete fiducia in voi stessi, ispirate fiducia agli altri. (Goethe) Condividi il Tweet

fiducia e libertà

Oltre all’importanza cruciale per la nostra sopravvivenza, la fiducia è la base della relazione.
L’uomo si autodefinisce animale sociale anche per via dell’utilizzo del linguaggio e per le complesse forme di interazione sociale che instaura: le relazioni umane vanno oltre la mera soddisfazione dei bisogni fisiologici e vanno a rispondere ad esigenze di livello superiore.
Ciò, tuttavia, che rende possibile la scalata della piramide maslowiana dei bisogni, è l’affidamento totale all’altro: l’autorealizzazione non può avvenire senza prima aver fornito risposta alle esigenze di sicurezza e di appartenenza.

La fiducia nel mondo digitale

Se la fiducia è alla base della nostra vita sociale, nel web la sua funzione è ancora più importante: quello che era nato come un insieme di ipertesti linkati tra loro ormai assume sempre più l’aspetto di una rete virtuale di relazioni umane.
Eppure, se la rete è virtuale, le relazioni sono assolutamente reali, in quanto alle estremità dei device ci sono persone in carne e ossa!
L’aspetto della fiducia digitale è fondamentale in quanto ci sentiamo sempre più a nostro agio nei meandri dell’internet e si assottigliano le differenze con il reale.
I nativi digitali poi nascono già impigliati in questa rete, dove trovano tutto e niente: se ai nostri tempi si coltivavano relazioni a distanza con l’amico di penna, oggi basta il tastino live per essere connessi in tempo reale con audio e video con l’estremo opposto del mondo.

La fiducia è lasciar perdere la necessità di conoscere tutti i dettagli prima di aprire il tuo cuore. (Anonimo) Condividi il Tweet

fiducia o sfiducia

A questo punto i benefici dell’affidarsi agli altri sono molteplici, ma aumentano in maniera esponenziale anche i rischiSe da un lato, infatti, mettiamo le nostre energie in rete, dall’altro buttiamo oltre lo schermo anche il nostro lato peggiore. E quasi sempre senza esserne nemmeno consapevoli.
La soluzione nella gestione della fiducia digitale può essere per l’appunto la Consapevolezza: delle nostre risorse, dei mezzi tecnologici, dell’Altro, della fiducia stessa a cui forniamo ali leggere senza rendercene conto.

Bisogna stimolare in noi e nelle nuove generazioni un senso critico che permetta di dosare il bello di donarsi agli altri e la meraviglia dell’accogliersi reciprocamente per goderne i benefici e, al contempo, limitare le ferite che immancabilmente a più riprese giungono.

Bisogna essere consapevoli della ricchezza insita degli altri e pazienza se qualche volta la delusione fa male.

Bisogna rischiare, avere Fiducia per sopravvivere.
A tal proposito, il nostro Piccolo Principe diceva: Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle.

l dubbio o la fiducia che hai nel prossimo sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso. (Khalil Gibran) Condividi il Tweet

il piccolo principe e la fiducia

Papà digitale, curioso ed amante della scrittura. Nella mia professione di web writer unisco le mie passioni: la Psicologia e il Marketing.
Sito Web: https://www.roccoiannalfo.it/
Rocco Iannalfo

44 thoughts on “La Fiducia nell’Altro per sopravvivere nel Mondo Digitale

      1. Caro Rocco è un guest post che io stessa ammiro profondamente: grazie di cuore quindi anche da me, oltre che da Greta e il caro Aldo!

  1. Non so se posso condividere appieno il pensiero dell’articolo, credo che i rapporti di amicizia/amore creati nel mondo digitali nel mondo reale si sono dimostrati una bolla di sapone.
    Inoltre da quanto leggo nei commenti agli articoli dei quotidiani su Facebook le persone dietro allo schermo si dimostrano diverse e non pensano alle conseguenze di quanto scrivono, sembra che manchino freni inibitori.

    1. Flaviae esistono ancora persone spontanee e genuine dietro agli schermi! Non fermarti alle prime delusioni, io ho un sacco di cari amici conosciuti prima on line e poi “perfezionati” al pub!

    2. Posso comprendere bene quello che dici Flaviae, ma per reale e propria esperienza personale posso dirti che: sì, è raro forse, più raro di quello che può sembrare, ma dopo 5/6 anni di lavoro dietro un pc oggi posso contare su amici veri.
      Persone capaci perfino di asciugarmi le lacrime quando sto male, con messaggi e comunicazioni che purtroppo mancano di “abbracci” ma non certo di calore umano!

      Grazie mille del tuo commento!

      1. Caro Aldo, ero certa che il post di Rocco su #InLuce ti sarebbe piaciuto tanto. Io stesso lo trovo estremamente bello, scritto bene, capace di affrontare con semplicità e profondità insieme la tematica della fiducia digitale!

        Un abbraccione!

    1. Il Piccolo Principe a tal proposito dice: “Devo pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano così belle.” Lasciati andare, Chiara!

      1. Difficilissimo eh, lasciarsi andare. Eppure prova a riflettere sul fatto che se hai paura di affidarti agli altri è principalmente perché tu stessa non ti accetti del tutto.
        Mi spiego meglio.
        Fidarsi è nella natura dell’uomo, poi però – strada facendo – si fanno degli scivoloni terribili e si soffre un sacco. Cosa fare una volta che la fiducia è tradita?
        Personalmente non sono una che restituisce facilmente la fiducia delusa, ma conto molto sulla mia capacità di RESILIENZA: trarre insegnamento per raccogliere frutti migliori la volta successiva.

        Ti abbraccio forte, Chiara! Alla prossima

      1. Ciao Sonia: mi permetto di “tradurre” l’AVOJA di Rocco! 😀

        Sempre. O per lo meno spessissimo.
        E del tutto inconsciamente. Arriviamo perfino a ritenere che gli altri pensino come pensiamo noi, che sentano come sentiamo noi.
        E proprio qui nasce il primo grosso problema riguardo al fidarsi o meno.
        Direi che quello che conta è la consapevolezza di quello che si sta facendo, il non dare niente mai per scontato.
        E’ il solo modo per conoscere veramente l’animo degli altri e sapere se la nostra fiducia può essere ben riposta!

        Carissimi saluti e ti aspetto alla prossima!

  2. credo che senza fiducia nel mondo offline non si possa costruire una relazione sana.
    Ma nel mondo online è mille volte più difficile…

    1. Caro Giuseppe,
      non posso certo darti torto!

      Indubbiamente la fiducia è alla base di qualsiasi rapporto sano e di valore.
      E le relazioni che si creano virtualmente rischiano fortissimamente di essere ingannevoli. Magari non perché dietro allo schermo c’è una persona falsa: a volte capita proprio di fraintendersi, perché la comunicazione digitale manca e mancherà sempre del Linguaggio Non Verbale. L’unico che non mente mai.
      E, aggiungo, con emoticon e punteggiatura, possiamo cercare di dare un senso a quello che scriviamo, ma sul web la probabilità di fraintendersi è altissima.

      La Fiducia Digitale però esiste ed è essenziale. E, come scrive Rocco, perfettamente, necessita di una maggior consapevolezza, di una maggior coscienza, di non dare nulla per scontato, e – aggiungo io – di rialzarsi più forti di prima.
      Anche se sono nate virtualmente, posso assicurarti che ho vere e proprie amicizie preziose grazie proprio alla beneamata nostra Rete!

      Un carissimo saluto

    1. Possono aiutarci ad evitare troppi scivoloni. Ma anche cadere ci aiuta a crescere e a restare ancorati al terreno, senza impedirci però di spiccare il volo ogni tanto!

    2. Assolutamente sì Sandra!
      Anzi, sono fondamentali.
      Soprattutto quando si parla di #fiducia #digitale: la comunicazione non verbale aiuterebbe, infatti, a evitare fraintendimenti, ma non è contemplata ovviamente nel mondo del Web.
      Conoscenza e consapevolezza degli strumenti della rete e una sana dose di criticità… sono ingredienti poco “costosi” che ti possono regalare vere e proprie preziose amicizie!

      Torna presto a trovarmi!

  3. Fiducia per me è abbandono di sé agli altri. Tanta paura ma anche la possibilità si essere molto felici.

    1. Ciao Loretta, è bellissimo il concetto di abbandono di sé agli altri, perché sottintende un’accettazione altrui e un amore incondizionati. Il dono più bello e possiamo ricevere dalla vita.
      E allora vale la pena, con un pizzico di consapevolezza, lasciarsi andare, essere trasparenti e chiedere trasparenza, proprio per raggiungere una grande felicità!

      Grazie mille del tuo commento,
      ti aspetto ancora tra le pagine del mio blog! 🙂

  4. A rifletterci, mi accorgo che quasi tutto quello che si fa sottintende una certa dose di fiducia in qualcuno o in qualcosa: significa, mi pare, che il sentimento di fiducia è essenziale alla vita.

    1. Cara Luisa, sì lo è!
      E lo è piuttosto inconsciamente pure, almeno finché non si sbatte la testa contro…una brutta delusione.
      Ed è allora che sta a noi trovare la forza di non chiuderci a riccio perché si è sofferto, ma aumentare senso critico e consapevolezza per mantenere aperta la porta della fiducia.
      Sul Web è indubbiamente ancora più difficile!

      Un abbraccione

  5. Ciao, credo che sia un po’ come camminare sul filo di un rasoio, tra la fiducia in qualcuno e il lontano pensiero che potresti anche sbagliarti e prima o poi restare deluso : eppure fra le due posizioni il più delle volte privilegi la prima, non è forse vero? grazie per la riflessione.

    1. Cara A G, bentrovata!

      Credo che ognuno di noi abbia nel suo bagaglio esperienze di fiducia riposte con soddisfazione e capaci di generare felici relazioni, così come – purtroppo – delusioni che lasciano il segno.
      Camminare sul filo di un rasoio: esatto!
      E mi piace molto che, riflettendo tu stessa dici che si tende a privilegiare comunque il “dare fiducia”, il rimanere aperti al confronto, pronti a dare, e soprattutto – cosa assai importante – pronti a lasciarsi andare e a credere quindi di essere accolti dagli altri, amati così come si è.

      E’ anche la mia opinione: di sicuro, almeno per carattere, io privilegio il dare fiducia, anche se poi non riesco restituirla se tradita.

      Spero di essermi spiegata bene, e ti ringrazio tanto per il tuo commento!
      Alla prossima!

  6. Riflessione adatta alla giornata: se appoggio il piede potrei anche scivolare su tutta questa neve!
    Però vado avanti lo stesso: significa che prevale quasi sempre la fiducia. Grazie per avere dato lo spunto a queste riflessioni

    1. Grazie a te, Federico, di esserti fermato a commentare il post di Rocco sul mio blog.

      Quando si parla di fiducia, penso che gli scivoloni siano facili sempre e comunque, con la neve e con il sole 😀
      Il senso critico, la consapevolezza, il non dare nulla per scontato ci aiutano nel prendere sagge decisioni riguardo al lasciarsi andare con gli altri, a fidarsi e aprirsi “sulla fiducia”, ma non sempre bastano e non sempre salvano dalla delusione anche grave.

      Sta a noi, a questo punto: voler rialzarsi e andare avanti, magari con consapevolezza rinnovata, oppure chiudersi a riccio. Con il risultato di rimanere soli, mascherati da forti mentre dentro si soffre e si è vulnerabili, e perdere nuove possibilità di relazioni felici!

      Mi auguro che tu sia d’accordo con me, e ti mando un carissimo saluto.
      Ti aspetto alla prossima!

  7. Buonasera a Lei, Dottor Rocco, ed alla Dottoressa Ungaro!!Ho Trovato il Post Molto Interessante e Coinvolgente, perché parla Di un Aspetto Fondamentale delle Relazioni Umane e del Nostro “Benessere”: la Fiducia, soprattutto verso gli Altri!!Io ho 35 Anni, durante la Mia Giovinezza ed Adolescenza cercavo di avere “Fiducia” nelle Persone, credevo quasi alla Favola del Mulino Bianco, dove Tutti o Quasi sono Belli e Buoni!!Lo Facevo per Carattere, ma soprattutto per Poca “Malizia”!!Andando avanti con l’Età, ci si rende conto che il Mondo non è Sempre Bello, le Delusioni ti aiutano certamente a Crescere ma ti fanno guardare la Vita sotto un Altro Aspetto, ma soprattutto che le Persone di cui ti puoi “Fidare” Veramente e Ciecamente si contano sulle Dita di una Mano!!”Fidarsi è Bene, non Fidarsi è Meglio”, si dice, e ti rendi conto di come le Persone Spesso si Approfittano del Tuo Carattere Buono e Sincero, non conoscendoti fino in fo ndo, quindi al Giorno d’Oggi valuto Attentamente e senza Fretta di Chi mi posso “Fidare”, evitando o cercando di evitare Delusioni e Stati d’Animo Negativi!!Spero di non essere stato abbastanza Prolisso!!Vi ringrazio dell’Articolo e Vi Auguro Buona Serata!!

    1. Caro Alberto,
      ti ringrazio della tua testimonianza nel commento che hai lasciato.

      Quello che racconti è esattamente quello che Rocco ha descritto nel suo guest post: è necessario un po’ di spirito critico, è necessaria la consapevolezza che – a fidarsi – possiamo anche andare in contro a delusioni, a tradimenti che segnano il carattere.
      Il segreto: è presto detto! Non dare per scontata l’importanza della fiducia, della potenza di affidarsi ad altri e abbandonarsi alla relazione con gli altri.

      A presto e ti aspetto al prossimo post su questi commenti,
      un abbraccio

    2. Grazie Alberto per il tuo apprezzamento!

      Io ancora sono uno “scavezzacollo” nel dare fiducia agli altri. Magari il prossimo anno che raggiungerò anche io i 35 anni diventerò anche io più accorto, ma la consapevolezza è la chiave per misurare il tutto!

      Un abbraccio!

  8. Io spesso ho a che fare con persona mai incontrate e in alcuni casi mai sentite neanche al telefono.
    Tuttavia rispondo = chi è rimasto dall’acqua calda ha paura anche di quella fredda.
    Si tratta di persone diffidenti scottate da precedenti esperienze.
    Se continuo a fare il mio lavoro è solo perchè ricevo fiducia.
    E altrimenti sarebbe impossibile farlo!|

    1. Ciao Carmelo! Con buone cure le scottature passano. Certo, la paura resta, ma non è che si smette di bagnarsi. Lo si fa con più attenzione, ma quando si riesce poi la soddisfazione è maggiore!

    2. Ciao Carmelo,
      ad essere onesti con noi stessi, chi può dire di non essersi sentito tradito nella fiducia data?
      Fiducia data ad un amico, a un collega, perfino ad un familiare.

      E’ naturale che nasca paura di farsi ancora del male, o meglio: che affidandosi agli altri, gli altri ci possano ferire ancora e, magari ancora di più.
      Eppure l’alternativa dove la vedi?
      Certo, in una consapevolezza maggiore e un maggior senso critico prima di ridare fiducia. Ma a parte questa sacrosantissima “difesa personale” l’alternativa unica a non concedere più fiducia è quella di costruire una maschera sul proprio viso e sul proprio cuore.
      Una maschera di indifferenza che non può che nascondere vulnerablità e infelicità. E questa maschera ci cambia il carattere, ci rende freddi e poco empatici, ci trasforma lentamente in persone incapaci di stabilire relazioni.

      Tu non vuoi questo. Lo so. Come non lo vuole nessuno.
      Eppure soddisfazioni e felici relazioni possono nascere solo se restiamo “aperti” agli altri.

      Non facile, non scontato, eppure fondamentale.

      Grazie per il tuo commento!

      1. La diffidenza è del tutto normale tra persone che non si conoscono direttamente.
        Io mi stavo chiedendo come sono arrivati alcuni a darmi totale fiducia.
        Immagino solo che abbiano fatto indagini sul mio conto.

        1. Magari non hanno fatto alcuna indagine sul tuo conto!
          Magari piaci alle persone che si fidano di te perché ti stimano e ti credono, ti accolgono e ti sono affezionate.

          Sinceramente, Carmelo, io non credo che chi oggi ha fiducia in me sui Social abbia fatto molte indagini 😀

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