Amore e Social Network: quando il Tradimento è più facile da svelare

Una recente ricerca della Florida State University rivela due comportamenti psicologici innati e per lo più inconsci che accomunano i partner più portati al Tradimento nella coppia.
La comunicazione che avviene in chat sembra colpevole, e ancora una volta si pensa che il Mondo Digitale sia parallelo a quello reale, quindi tradire sul Web risulta non solo facile, ma percepito come meno grave.

Tutto comincia da una foto postata su Facebook, da un commento ambiguo, da un cuoricino in più: in pochi secondi ecco i complimenti di mille conoscenti. Si passa alla chat? Almeno una volta su due.
Proprio perché se è un amico a commentare si sorride dentro di sé, ma se è un conoscente – o, peggio, un amico di amici – c’è tanto da raccontarsi se lo si vuole.E la chat, si sa, è terreno franoso: è privata, è istantanea e fugace, è succinta, sintetica, fuggevole, e soprattutto  è caratterizzata da un linguaggio virtuale di per sé fraintendibile. La brevità dei messaggi, la velocità degli scambi interattivi, l’uso più o meno adatto delle emoticon: è cambiato il nostro modo di comunicare e di vivere, nell’Era Digitale. E’ naturale che cambi anche il nostro modo di incontrarsi, flirtare, innamorarsi e perfino tradire.

Amore-Social Network-Tradimento

E non basta sottolineare ancora una volta quanto i Social Network e le chat siano solo un mezzo, uno strumento che si può usare con consapevolezza o meno, che non è né buono né cattivo. Di fatto ha stravolto fin dall’inizio dell’Era 2.0 il nostro modo di amare. E lo ha fatto in una direzione ben precisa.
Abbreviando incredibilmente la distanza tra persone lontane fisicamente, ma allontanando di conseguenza i rapporti più ravvicinati. Inserendosi nella vita di coppia e nella sua intimità. Perché anche il modo di amare, come quello di lavorare, leggere, imparare, memorizzare, etc. è irrimediabilmente cambiato.

E il corteggiamento? C’è chi – nell’era dei siti di dating online e della tecnologia che protegge l’anonimato – ormai lo dà per morto.
E forse, ciò che davvero è venuto a mancare, non è il flirtare – molto azzeccato all’interno di una chat – ma il romanticismo che solo la Comunicazione Non Verbale può dare. Occhi negli occhi, strette di mano che non si lasciano andare, quel gioco di riccioli che si continua a fare coi capelli, le gambe accavallate, quel sentimento indescrivibilmente bello di sentire ancora – a qualsiasi età – le farfalle nello stomaco. Almeno gli Ibridi Digitali ne sentiranno sicuramente la mancanza.

Non sono turbato perché mi hai tradito, ma perché non potrò più fidarmi di te! (Jim Morrison) Condividi il Tweet

Eppure non è dell’amarsi in rete che vorrei parlare, quanto del tradirsi attraverso la rete. Di utilizzare quella “tecnologia dell’anonimato” per comoda giustificazione, che nasce per gioco e finisce in dramma e in abbandono.
Dal punto di vista prettamente psicologico, l’anonimato è un collante universale potentissimo. Perché tutti noi abbiamo dei sogni, degli ideali immaginari legati all’amore e al sesso, anche le coppie più felici. E un’immagine magari assolutamente fasulla viene investita di significati legati alla soddisfazione, alla bellezza, al desiderio quanto meno mitizzato con estrema facilità.

Amore-Social Network-Tradimento

Da una statistica è risultato che il 50% degli italiani ha una relazione extraconiugale. Sai cosa significa? Che, se non sei tu, è tua moglie! (Daniele Luttazzi) Condividi il Tweet

Si rivela allora particolarmente interessante una recentissima indagine della Florida State University pubblicata sulle pagine del Journal of Personality and Social Psychology, la quale afferma che esistano, anche grazie ai social network, due precisi comportamenti che disegnano l‘Identikit del Traditore.

Lo studio è stato effettuato su sposi novelli, precisamente su 233 coppie sposate da poco.
I coniugi che hanno aderito all’esperimento sono stati sotto osservazione degli studiosi per circa tre anni e mezzo e, in questo periodo di tempo, veniva loro chiesto di condividere apertamente le proprie sensazioni e sentimenti coi ricercatori. Quanto effettivamente si sentissero soddisfatti sessualmente dal loro compagno, quanto fosse romantica la nuova vita di coppia, quanto si sviluppassero o evolvessero le percezioni di intimità, di complicità, di unione affettiva e corporea. E, non da meno, se in quei tre anni e mezzo, fosse avvenuto un tradimento in una delle coppie indagate. Fondamentale è che, nella fase iniziale dello studio, alle giovani coppie è stato chiesto di compilare una serie di test messi a punto per valutare l’intensità di due precisi meccanismi psicologici del tutto innati nell’uomo e nella donna: l’attentional disengagement e il evaluative devaluation, ovvero “il distogliere dello sguardo e dell’attenzione” e “la negazione di una valutazione positiva”.

Gli psicologi della Florida State University spiegano, infatti, che entrambi questi modi di agire del tutto innati, e per grandissima parte inconsci nell’essere umano, svolgono una funzione di autodifesa, là dove l’individuo si trova di fronte ad una contraddizione profonda: il provare attrazione di fronte al partner di un’altra coppia, quindi già impegnato in una relazione romantica.
Indice di tradimento? Non sempre. Intervengono mille fattori ambientali e psicologici, ma che il desiderio di tradire si sia sviluppato è un dato indiscutibile.  

Amore e Social Network Amor

Al termine dell’esperimento, i ricercatori hanno fatto osservare a tutte le coppie di sposi novelli fotografie di persone di sesso opposto, valutandone, quindi, la velocità in cui veniva tolto lo sguardo dalla foto – segnale indiscutibile di attrazione – e successivamente chiedendo a ciascun partner di descrivere la persona ritratta nella fotografia, comparando i risultati della ricerca con gli stessi comportamenti espressi da individui single e volontari di passaggio.
Le conclusioni della ricerca sono state unanimi per tutte le 233 coppie.

La velocità con cui si distoglie lo sguardo e la negazione della bellezza di un soggetto mostrato sono risultati direttamente correlati ad una minore probabilità di tradimento e ad un aumento della felicità coniugale successiva all’esperimento. <<Nel caso dell’attention disengagement l’effetto sarebbe addirittura misurabile: una differenza di pochi millisecondi nella velocità con cui si distoglie lo sguardo sarebbe correlata a un 50% di rischio in meno di tradire il proprio compagno.>>

La ricerca ha poi rilevato altre informazioni relative alla psicologia comportamentale degli individui più portati al tradimento.
Ed è curioso un dato riguardo alla bellezza: nel caso delle donne esiste una correlazione negativa con l’infedeltà, poiché sono proprio le mogli meno avvenenti e meno belle a tradire i propri mariti.
La soddisfazione sotto alle lenzuola, invece, avrebbe una correlazione diretta con il tradimento. In particolare gli individui maschi con una vita sessuale attiva e felice sono tra i potenziali traditori più frequenti.

Il vero tradimento non è avere un’altra persona, ma essere un’altra persona. (Anonimo) Condividi il Tweet

Tornando al mondo virtuale e alla connessione tra diffusione di chat online e tradimenti, Zack Carter, esperto di relazioni e matrimoni su Psychology Today, in un suo saggio dichiara come si tenda comunemente a pensare che il tradimento digitale non sia reale.
Come l’anonimato, anche l’essenza virtuale della comunicazione sul web fa percepire il tradimento come qualcosa di addirittura ininfluente per la vita coniugale.

Indubbiamente è questo il dato più sconcertante e più grave: la falsa sicurezza dello schermo ancora resta sufficiente a giustificare intimamente e inconsciamente una vita amorosa parallela, in cui il tradimento risulta molto poco grave.
E voi, siete d’accordo?

47 thoughts on “Amore e Social Network: quando il Tradimento è più facile da svelare

  1. Ottimo lavoro, Francesca! Felice di condividere il tuo lavoro che apprezzo tantissimo…! Un abbraccio grandissimo…!

    1. Sei sempre così gentile e affettuoso, Aldo!
      So di poter contare sulla tua stima nel mio lavoro e questo mi rende molto felice.

      Un abbraccio anche a te!

  2. E’ un argomento che costringe ad essere sinceri con se stessi: in fondo si tradisce solo ciò che si ama, altrimenti si trascura, non si tradisce!

    1. Cara Maria, bentrovata!

      Poche e chiare, limpide parole le tue, per dire che se si vuole tradire lo si fa (forse) con più facilità in rete, ma con lo stesso sentimento di falsità che anima un tradimento nella vita reale.
      E dal momento che amare significa soprattutto rispettare, sì: è con se stessi che si può e si deve essere sinceri.
      Web a parte.

      Ti mando un abbraccio!

  3. Ogni tradimento è reale perchè prima di essere “consumato” è comunque pensato, cercato, desiderato, sognato, voluto, ripetuto nella fantasia e realizzato con le parole (chat? anche) o nel letto…Credo che questo avvenga in modo identico, dall’epoca delle caverne, all’interno di noi, che cambi solo la modalità di esecuzione. Complimenti Francesca per la scelta dell’argomento e per l’articolo, molto interessante!

    1. Ciao Cristina,
      ti ringrazio innanzi tutto per i tuoi complimenti.

      Credo che l’articolo metta #InLuce due constatazioni differenti.
      La prima è che chi vuole tradire lo può fare in mille modi, sempre e comunque, senza entrare nelle dinamiche della comunicazione digitale. Anche se, ammettiamolo, la chat è una modalità di comunicazione che induce alla segretezza. …Tanto vicina la segretezza al tradimento vero e proprio.
      La seconda constatazione riguarda la nostra epoca sociale: non ci possiamo più permettere di distinguere nettamente un comportamento online da uno offline, perché le dinamiche psicologiche sottostanti sono le medesime e perché, ormai, questa distinzione è anacronistica.

      Con un senso forse di malinconia per chi il Web non sapeva ancora cosa fosse 😀

      Carissimi saluti

    1. Cara Greta,

      se con i miei post su #InLuce sono capace di portare i lettori a riflettere su questioni un po’ spinose come questa, sono veramente felice: è il mio principale obiettivo!

      Ti abbraccio e arrivederci alla prossima!

  4. Come sempre i tuoi pezzi sollecitano parecchi tipi diversi di considerazioni. Mi sembra che la prima domanda che viene in mente è se la possibilità di farlo restare nascosto aumenta la frequenza del tradimento: tutto sommato io credo di sì, perchè è un impulso piuttosto diffuso quello di astenersi da responsabilità! Grazie per questo “pezzo” che non è affatto leggero, nè dal punto di vista delle considerazioni morali, nè, per molti forse, dal punto di vista strettamente personale!

    1. Ciao Federico, ben trovato!

      Ti ringrazio innanzi tutto dei tuoi complimenti: se riesco a stimolare la curiosità e la riflessione su temi anche un po’ spinosi, sono felice perché è esattamente il mio obiettivo.

      Rispondendoti, posso dirti che sono convinta di sì: la segretezza può essere indubbiamente un incipit del tradimento, oltre a facilitarlo. Perché è indubbiamente facile flirtare in chat e iscriversi a siti di Dating online di nascosto dal proprio partner, e credo si possano contare sulle dita le persone che – prima di tradire – parlano del proprio amore mancato.
      Sempre che si tradisca per un amore che non è più tale!

      Un carissimo saluto e a rileggerci la prossima volta 🙂

  5. Ciao, bentornata in “prima persona”! Secondo me l’anonimato è sempre un forte incentivo al “cattivo” comportamento, e quindi rende inevitabilmente più facile in questo caso lasciarsi andare a debolezze, chiamiamole così, che in epoche passate restavano solo pensieri reconditi. In altre parole sul web è più facile, perchè sembra di minore importanza, lasciarsi andare a pensieri che in altra epoca sarebbero rimasti tali.

    1. Ciao Anna,
      è vero, era un po’ che non scrivevo io stessa sul blog 😉

      Hai assolutamente ragione: anche se le dinamiche psicologiche del tradimento sono le stesse online e offline, sul web è estremamente più facile “concretizzare” un pensiero di tradimento.
      Le chat sono terreno estremamente scivoloso per questo, per non parlare di quanto poco ci si impieghi ad iscriversi in totale anonimato ai siti di Dating OnLine.
      Un anonimato che, come sottolineo alla fine del post, fa sembrare assolutamente meno grave e non del tutto “vero” il tradimento avvenuto.

      Un caro abbraccio

  6. Ciao. Come sempre i tuoi “pezzi” sembrano, ma solo sembrano, molto leggeri!
    C’è da chiedersi se è nato prima l’uovo o la gallina, cioè se la leggerezza, in gran parte solo apparente, con cui si può comunicare via mail rende il tradimento in apparenza meno grave e quindi più “fattibile”, oppure se è la nostra attuale civiltà, la nostra epoca, ad aver reso i rapporti amorosi più precari e quindi aver reso questo fatto del tradimento più diffuso. Tu che ne pensi?

    1. Cara Luisa,
      grazie per il tuo prezioso interesse!

      Cosa penso io? Io sono un’inguaribile romantica, per cui mi rifiuto – ma in realtà ne sono cosciente 😉 – di pensare che l’epoca attuale sia fondata su una precarietà e superficialità amorosa.
      Certo le coppie, e di conseguenza le famiglie, si sfaldano molto più di una volta: i nostri nonni non si permettevano le libertà che ci prendiamo noi!
      Credo, tuttavia, che proprio la leggerezza nella comunicazione sia l’incipit.
      Nel senso che, anche solo per stanchezza, o per noia, può capitare di rispondere in chat a qualcuno, dando così il via ad uno scambio che si fa sempre più riservato e segreto, fino a portare al tradimento.
      O al pensiero del tradimento. Che per me – inguaribile romantica! – è grave quanto un tradimento avvenuto.

      Carissimi saluti e grazie ancora

  7. Ciao Francesca, ben tornata. Riflettendoci, non credo che i tradimenti di una volta fossero meno frequenti di ora: solo che di questi tempi è più facile esprimerli, magari in qualche modo nascosto e quindi restando “non colpevoli”. Credo che sia la facilità di relazione che è caratteristica di oggi a rendere più precaria la”fedeltà” nei rapporti amorosi, che per resistere devono essere più sinceri e più radicati, quindi meglio costruiti.

    1. Ciao Clementina, grazie anche a te di essere tornata!
      Sono d’accordissimo: i tradimenti sono antichi quanto l’uomo 😉
      La tecnologia digitale e i Social, in particolare attraverso il canale comunicativo della chat online, facilita e moltiplica l’infedeltà. Ma ricordiamoci sempre che si tratta di MEZZI di COMUNICAZIONE, e l’uso che ne facciamo dipende soltanto da noi.

      Certo, questi strumenti facilitano la segretezza dei rapporti e il pensiero o l’atto stesso del tradimento, perché ci si conosce in rete in tempi immediati e l’anonimato protegge dai sensi di colpa 😉

      Eppure, rimango dell’idea che chi vuole tradire lo può fare sempre e comunque anche nella realtà. Responsabilità o meno.

      A presto e grazie del tuo prezioso commento

  8. Apprezzo moltissimo la distinzione fra il fatto e il mezzo, credo che sia molto giusto sottolinearla. ma penso anche che una volta, quando i mezzi per muoversi di casa erano faticosi e poco diffusu, si stava di più a casa!

    1. Indubbiamente, Clementina!

      Il fatto che io rimarchi la differenza tra mezzo di comunicazione e fatto in sé è perché siamo ancora lontani da una educazione digitale matura.

      Certo, quando c’era solo il telefono fisso di casa (o neppure quello ancora) tradire…richiedeva uno sforzo ben maggiore 🙂

  9. Ciao Francesca,
    tu ritieni un tradimento se si risponde educatamente a qualche complimento ricevuto sui social network?
    mi capita raramente ma ritengo corretto rispondere ma se sono impegnata sottolineo la mia mancanza di interesse…

    1. Ciao Rebecca!
      Non credo proprio si possa parlare di tradimento se si risponde gentilmente ad un complimento sui Social!
      Anche secondo me è “corretto” (= cortese) rispondere, ma come te io stessa non sempre ce la faccio.
      Diciamo comunque che …non è mai tardi dire un GRAZIE 🙂

      Un abbraccio!

    1. Cara Giorgia,

      certo che sì. Indubbiamente le piattaforme social, le chat e i siti di incontri online hanno aumentato i tradimenti nelle coppie.
      Ma.
      Ma non è colpa dei social!
      Diciamo, piuttosto, che i mezzi di comunicazione virtuali consentono un’anonimato che fa sentire più protette le persone infedeli, tanto da arrivare a reputare innocuo un tradimento in rete, che è grave esattamente come quello offline.
      L’amore-rispetto-fiducia dipendono sempre e comunque da ciascuno di noi!

  10. Non sono pratica di chat, non ho mai provato interesse in esse.
    Mi spieghi perché la comunicazione via chat facilita il tradimento?

    1. Cara Sibilla,

      la chat è una forma di messaggistica virtuale, caratterizzata dalla possibilità di comunicare mantenendosi anonimi. Niente foto, niente Comunicazione Non Verbale: sguardi, carezza, contatti, postura, etc.
      In chat, si tende proprio per questo a parlare senza inibizioni, poiché il botta e risposta è veloce, il flirtare facilissimo e la responsabilità personale limitata dietro allo schermo.
      Ecco perché facilita il tradimento: è assai più facile aprirsi e rivelarsi ad un estraneo che “ti tenta” rispetto a qualsiasi altra forma di conversazione.

      Un caro saluto e spero di riaverti presto nei commenti di questo blog 🙂

  11. Mi arrabbbio sempre quando – al giorno d’oggi – ancora di pensa che i comportamenti virtuali abbiano meno risonanza di quelli reali. Un tradimento è un tradimento comunque!!!

    1. Ecco, Angelica, sono perfettamente d’accordo con te!
      Anche perché, se in chat o sui social è più facile liberare le inibizioni, questi restano pur sempre solo dei MEZZI di comunicazione.
      La volontà o meno di tradire è in ciascuno di noi, con le medesime dinamiche psicologiche in rete come nella vita reale.

      Concepire ancora una separazione tra online e offline, come fossero due mondi del tutto paralleli, è particolarmente grave, dunque, nel caso dei tradimenti.
      La responsabilità umana dove finisce?

      Grazie mille del tuo commento, un caro saluto

    1. Caro Roberto,
      hai ragione. Io continuo a ripetere che i MEZZI di comunicazione possono facilitare o ostacolare i comportamenti umani, ma non ne saranno mai responsabili!
      E in questo caso, è particolarmente evidente come tradire sia una scelta di ciascuno di noi.
      I tradimenti ci sono sempre stati, nella storia dell’uomo. Oggi sono più facili proprio perché l’anonimato fa sentire “protetto” chi intende essere infedele.
      Ma le dinamiche psicologiche sottostanti, sono le medesime onlune come offline!

      Grazie mille del tuo commento e spero di rileggerti presto sul mio blog 🙂

  12. Ma non credi anche tu che il mondo digitale e le nuove chat NON siano affatto colpevoli di un aumento di tradimento nelle coppie? A parere mio, se vuoi tradire lo fai lo stesso, on line come offline!!

    1. Assolutamente sì, Flavia, hai centrato direttamente la questione.
      La tecnologia digitale ci offre MEZZI di comunicazione che facilitano ampiamente il tradimento, perché l’anonimato fa cadere molti in tentazione…
      Molti? Tutti quelli che INTENDONO tradire: la responsabilità è comunque nostra e la gravità di un tradimento ha lo stesso peso nel mondo virtuale come in quello reale!

      Dunque, non posso che sottoscrivere le tue parole.
      Un abbraccio forte forte!

  13. volevo solo aggiungere che l’era 2.0 ti ha solo dato nuovi strumenti per trovare prede con cui tradire ai cacciatori seriali, le persone tradivano e tradiscono con e senza internet!

    1. Ma certo!
      Il tradimento è antico come l’essere umano e in ogni Era si è trovato il mezzo adeguato per farlo.
      Questa Era ha creato strumenti che permettono di tradire rimanendo anonimi, e questo fa sì che si finisca per considerare meno grave l’infedeltà!

      Un “assurdo” dei nostri giorni…

  14. Sono convinta che i social media abbrevino fa matti i contatti lontani, amicizie che magari non potrebbero continuare, ma viceversa allontanino e distorcono i rapporti umani più vicini, come quelli di coppia. Sbaglio forse?

    1. No, cara Chiara, non sbagli affatto, anzi è proprio quello che scrivo nel post.

      Gli strumenti digitali, dai social alla messaggistica, hanno rivoluzionato letteralmente il nostro modo di comunicare e, quindi, di relazionarsi con gli altri, riuscendo a ridurre le distanze spazio-temporali.
      Una rivoluzione d’infinita portata!
      Peccato che …ogni strumento vada saputo usare: la mania di controllare continuamente il telefono, la possibilità di chattare in totale anonimato, la facile iscrizione ai siti di Dating online hanno la grave conseguenza di far percepire le relazioni personali intime meno importanti. Col risultato di arrivare a pensare che tradire sia quasi irrilevante in una coppia che si confronta dal vivo ogni singolo giorno.
      Continuiamo a pensare che esistano due mondi paralleli tra il virtuale e il reale, e nel virtuale di fatto la perdita di inibizioni è facilitata dalla possibilità di essere completamente coperti e “protetti” dall’anonimato.
      E poi, quando si alza la testa dai social e dalla vita virtuale, l’Altro – che è sempre lì presente rischia di essere fortemente danneggiato.

      Grazie mille per il tuo commento, spero mi verrai presto ancora a trovare!

  15. Buonasera, Francesca!!Innanzitutto Grazie e Complimenti per l’Articolo, perché rimarca un Argomento Attuale, vale a dire l’Uso Consapevole e Responsabile dei Mezzi di Comunicazione “a distanza”: il Pregio di essi è quello di “Avvicinare”, anche se virtualmente, Persone che vivono lontano o che nutrono interessi simili pur non conoscendosi bene!! L’Aspetto “Negativo” è quello di “allontanare”, “diminuire” i rapporti umani tra persone vicine, il dialogo faccia a faccia, lo scambio di opinioni “reale”……!!Complimenti ancora….Buona Serata Ciao

    1. Caro Alberto,
      ti ringrazio moltissimo per il tuo commento!
      Descrivi talmente bene la dinamica psicologica che non aggiungo altro.
      Se non ribadire come – proprio parlando di tradimenti – sia ormai anacronistico mantenere il mondo virtuale separato da quello reale come fossero percorsi di vita e di esperienza parallela, destinati a non incontrarsi mai.

      Complimenti a te!!
      E un grande abbraccio 🙂

  16. Innanzitutto complimenti a Francesca “giornalista” per l’articolo. La mia più sentita stima a Francesca “persona” che ancora crede nel romanticismo, nell’onestà e nel vero amore… Brava, è rassicurante per un maschietto “geloso” (come me) sapere che c’è ancora speranza… 😀
    …solo un paio di considerazioni riguardo alla questione…
    Riguardo ai “dating site”, vorrei far notare che nella stragrande maggioranza dei casi si incontrano partners PROFESSIONISTI (uomini e donne), cioè a pagamento. Quindi in questo caso al tema del tradimento si sovrappone sempre quello della prostituzione. Se moglie o marito utilizzano questi “siti di incontri” significa che a casa qualcosa non va, e quindi il tradimento, forse, non è il problema principale.
    Gli “ammiccamenti” sui social diretti (WhatsApp, FB, etc) invece sono più subdoli, perchè nascono inconsciamente. Si viene “trascinati” al tradimento, a differenza dei “dating site”, a cui si accede con le idee ben chiare.
    Una considerazione infine riguardo al sesso dei potenziali traditori…
    Una bella ragazza/donna è operazione ardua spingerla al tradimento; questa, se trova qualcosa di meglio, si separa e probabilmente si ri-sposa…
    Il bel ragazzo/uomo è il dominatore incontrastato in questo mare… Se single è mediamente perdonabile…(esperienza diretta…) , se sposato/fidanzato è un disonesto, un “bastar**” oppure un debole senza “palle” (non lascia la moglie perchè ha paura).
    Le ragazze/donne meno belle, o un pò su di età (relativamente all’amante) , sono il mare in cui sguazzano questi sopra…
    I ragazzi/uomini meno belli perdono solo tempo…

    Ciao

    1. Caro Marco,

      ti ringrazio innanzitutto dei complimenti alle due Francesche 😀

      Per il resto, ammetto: mi sono goduta la lettura del tuo commento che è sottile e ironicamente molto prezioso al tempo stesso.

      Escludendo i siti di Dating – per i quali anche il tuo miglior amico non ti dirà MAI che si è iscritto da anni!! – le chat sono più “viscide” e subdole come dici perché la rapidità della messaggistica botta e risposta può indurre in tentazione fortemente. E può capitare che, anche solo per passare il tempo e per distrazione o noia, si finisca per cedere a inibizioni quasi senza accorgercene.

      Mi verrebbe da chiederti:
      ma secondo te, la responsabilità è contemplata? E, soprattutto, queste dinamiche che descrivi così bene sono coscienti o rimangono per lo più nei meandri dell’inconsapevolezza?

      Chissà se mi risponderai…

      Grazie di cuore e un caro saluto! 🙂

      1. Ciao Francesca

        innanzi tutto vorrei specificare che, ciò che ho scritto nel messaggio precedente, si riferisce a situazioni di semi-anonimato, cioè, i due non si conoscono ma, quantomeno, c’è una foto (falsa????) … qualcosa da cui partire. Sono andato fuori tema? nel caso chiedo umilmente scusa 🙂
        In anonimato completo credo ci sia poco spazio per il tradimento. Escludo che un maschio possa farsi trascinare in un gioco di sole “parole”, per quanto piccanti siano…
        Le femmine apprezzano questo gioco? forse (confermatemelo voi femmine). Ad ogni modo staremmo parlando di un tradimento un poco strano; manca la controparte (un anomino non è una valida controparte :-D); quindi declasserei il “tradimento anomimo” a “fantasia erotica/romantica”.

        Rispondo alla tua seconda domanda. (La prima non l’ho capita :-D).
        Secondo me quelle dinamiche iniziano inconsapevolmente e diventano consapevoli solo se trovano una certa predisposizione al tradimento (ciò che nell’articolo è definito “identikit del traditore”). Purtroppo questa predisposizione aumenta esponenzialmente quanto è in corso un litigio 🙁
        Continuo però a sostenere che il fattore “estetico” è determinante.

        Ho avuto varie esperienze a riguardo, ma si sono sviluppate in modo diverso.
        Una donna che conosco di vista, più grande di me, sposata, m’ha chiesto il num. di cellulare… e poi in successione, SMS, FB e poi WhatsApp… Lei ammiccava e io, un pò per cortesia, un pò per vanità (eh sì!) e un pò per stupidità sono stato al gioco… Per farla corta, un sabato sera (anzi notte) ci siamo incontrati (lei tornava a casa con le amiche, io tornavo a casa con gli amici, messaggino…). A quel punto sono rinsavito e ho cominciato a prendere le distanze; in chat le rispondo solo per cortesia.

        Ripensandoci mi è capitato, anzi ho subito, anche un caso di “presunto” tradimento anonimo.
        Circa 10 anni fa, ero in auto con la mia ragazza (ex); ho preso il suo cell. e ho trovato un messaggio con una poesia d’amore… @#$%@# … Lei m’ha strappato il cell di mano, ha cancellato il mess. (probabilmente ha controllato non ce ne fossero altri), e poi m’ha confidato che si trattava di uno sconosciuto che aveva conosciuto via Internet. Al momento la cosa mi lasciò un pò perplesso: uno sconosciuto invia poesie d’amore nel XXI secolo? Sfigato! (e probabilmente brutto) …però… la mia ragazza, aggressiva e caratterialmente “maschiaccia”, apprezza poesie d’amore? e accetta ammiccamenti da chicchessia? Sinceramente m’ha fatto anche un pò pena…
        L’ho lasciata, ma quella fu solo una concausa.

        Scusami se mi sono un pò dilungato. Spero di non aver abusato del tuo spazio riportando esperienze personali.
        Ciao

        1. Caro Marco,
          sono d’accordo con te, naturalmente: per “Anonimato Digitale” intendo il fatto che chiunque può nascondersi dietro ad una foto non sua, o dare un nome non suo, etc. E credo sia da considerare un tradimento anche chattare con nick o foto non reali flirtando. Anche perché l’incontro reale offline avviene a partire dal flirt virtuale (e lì si scoprono poi gli “altarini”, tipo la “formosa bionda avvenente” che è un’improbabile cacciatrice!!)
          Quindi, sì, hai ragione a dire che il tradimento avviene poi offline, ma personalmente – ricorda che sono un’inguaribile romantica! – considero infedeltà grave anche il flirt via chat.

          Per il resto posso solo ringraziarti: non hai abusato affatto dello spazio del mio blog, anzi, hai dato una testimonianza precisa e personale che è preziosissima.

          Mi viene solo da ribadire una cosa: online…offline…
          Non trovi che sia decisamente anacronistico nella nostra Era continuare a separare le dinamiche virtuali da quelle reali? Perché quelle virtuali non sono reali?
          La domanda che non capivi era proprio questa: siamo RESPONSABILI sia in un caso che nell’altro!

          Un caro saluto e davvero spero di leggerti ancora sulle pagine del mio Blog 🙂

          1. Il flirt via chat è infedeltà, sono d’accordo!

            Diciamo che mi ha confuso la differenziazione online-offline.
            I 2 eventuali mondi paralleli sarebbero quindi “virtuale e reale”, piuttosto che “online e offline”. Non credi?
            Se le ipotesi sono queste concordo sul fatto che online e offline appartengono allo stesso mondo, quello reale.

            Ciao

  17. Grazie Francesca per il tuo articolo, che ha sollevato non poche argomentazioni, come leggo nei commenti, per cui hai già raggiunto un importante traguardo: condividere e discutere.
    Gli studi universitari sono come le statistiche: hanno valore nel momento in cui vengono prese in considerazione, altrimenti sono solo statistiche.
    Detto ciò, credo che, oltre a ciò che hai designato come identikit del traditore, ci sia da considerare anche altri casi come chi tradisce per essere sé stesso/a perché non si sente più vivo/a all’interno della relazione di coppia e quindi si lancia in una nuova relazione perché sente che lì troverà la sua isola felice, la sua perfetta armonia, la sua serenità.
    Quando accade, allora è un tradimento totale, testa e cuore. Difficile da risanare.

    1. Caro Roberto,
      grazie innanzi tutto a te per essere venuto a commentare tra queste pagine.
      Sono felice se mi confermi che io sia in grado, con i miei post, di sollevare riflessioni, condivisioni, discussioni e confronti. E’ esattamente lo scopo di questo mio blog! 🙂

      Hai ragione riguardo alle ricerche universitarie: in questo caso, quella che riporto mi ha consentito di “agganciarmi” a un tema che considero molto rilevante. E non intendo solo il tradimento in sé, ma quanto io consideri ormai anacronistico continuare a separare la nostra vita online da quella offline.
      Proprio perché le dinamiche psicologiche sottostanti ai nostri comportamenti sono le stesse in entrambi i “mondi”. Smettiamola di considerarli paralleli, non credi anche tu?

      Impossibile da risanare il tradimento di cui parli.
      E’ come una via di uscita per continuare a poter vivere, perché nei nostri panni precedenti evidentemente soffochiamo, e non sentiamo più di essere noi stessi. E, allora sì: ci si lancia in una nuova relazione, che magari al momento idealizziamo – e per chissà quanto tempo lo faremo – ma almeno ci regalerà di nuovo il sorriso di noi.

      Ti ringrazio ancora e, davvero, spero di ritrovarti nei commenti futuri 🙂

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