#InLuce compie un anno: cerchiamo di crescere e non di essere perfetti

Proprio nel giorno del suo primo compleanno, #InLuce si ferma. E riflette su quanta paura abbiamo di rimanere fuori dal giro e di sbagliare. Una paura tale che fa nascere la ricerca estenuante della perfezione. Ma è quando si innesca il Perfezionismo che perdiamo la capacità di accettare i nostri limiti e l’umana autenticità, rinunciando realmente a crescere.

<<Non mollare mai. Forza e coraggio. Chi si ferma è perduto>>.

Per quante persone, sul lavoro così come nella vita privata, queste sono parole da ripetersi ogni giorno?
Basta assentarsi per un breve periodo ed ecco che ci vengono ribadite. Dalla società, dai famigliari, dagli amici e soprattutto dai colleghi.Nell’Era Digitale in cui viviamo, dove davvero ogni giorno chi lavora sul Web si sveglia e scopre novità, aggiornamenti, notizie fresche e apparentemente o meno fondamentali, queste parole sono una specie di mantra.

E lo sono a ragion veduta, perché per lavorare su piattaforme online e garantire risultati coerenti e contenuti di valore, è necessario continuare a cavalcare l’onda e rimanere costantemente informati, per non parlare della necessità di interagire e coinvolgere i clienti, coltivare le relazioni per incominciare nuovi progetti, obiettivi sempre più all’avanguardia.

Ancora: lavorare con pieno successo sul Web significa non guardare l’orologio e nemmeno il calendario, perché le scadenze sono aggiornate a ieri e perché la Rete rende pubblica e immediata qualsiasi nostra comunicazione.

 la Rete rende pubblica e immediata qualsiasi nostra comunicazione

Sì, è vero, se ti fermi sei perduto. O meglio, perdi visibilità, perdi follower, sei tagliato fuori dal giro.
E succede veramente purtroppo, al di là di ogni discorso sulla FOMO – la paura di perdersi qualcosa di assolutamente indispensabile quando non si è connessi. Dipendenze a parte, lavorare sul Web ci spinge fortemente a cercare di dare il massimo di sé, oggi e domani ancora, sempre di più. Sempre meglio.

Perché non è mai abbastanza, perché le priorità della vita non lavorativa spuntano fuori quando meno te lo aspetti. Perché non puoi pensare di poter dare il meglio di te, sempre e comunque, e non puoi garantire il massimo in un sistema in continuo mutamento.
E’ a questo punto, tuttavia, che il Perfezionismo si insinua nella nostra mente e si impone sul nostro vivere quotidiano con una rigidità implacabile. E’ in un lampo, infatti, che la grande enfasi che si pone sul Perfezionismo, anche solo per “non arrivare secondi”, si trasforma in una spirale di frustrazione. Una spirale che ci induce solo ad aumentare la possibilità di sbagliare.

Non aver paura della perfezione. Non la raggiungerai mai. (Salvador Dalì) Condividi il Tweet

Per comprendere cosa sia realmente il Perfezionismo, la psicologia ci viene in aiuto. La prima caratteristica da prendere in considerazione è un profondo quanto nascosto senso di inadeguatezza e insicurezza personale. Il Perfezionismo è indubbiamente quella voce petulante che non è mai contenta. Il Perfezionismo non ha limiti, perché ci sarà sempre qualcosa di meglio che si poteva fare o pensare. Si trasforma in vulnerabilità e fragilità in pochi istanti, senza via di ritorno, senza via di scampo. Nulla, mai, riesce esattamente nel modo in cui l’abbiamo ideato e l’esito finale è paradossalmente e sempre un fallimento. Con speranze deluse che degenerano in rabbia e in profondo senso d’amarezza e di sconfitta.

#inluce l'esito finale è paradossalmente e sempre un fallimento

Che il Perfezionismo abbia radici psicologiche nella nostra infanzia è un dato di fatto. Diventare adulti con la necessità interiore di essere perfetti equivale a non crescere affatto. Perché la crescita personale necessita di libertà, di spazio per poter giocare, creare, cadere e rialzarsi, sbagliare.

La mancanza di libertà e la paura dell’errore minano le fasi di apprendimento. La vita personale e lavorativa cessa di essere scandita dai bisogni naturali dell’uomo e dalle sue emozioni, negando la reale possibilità di migliorarsi e innovarsi. Il Perfezionismo è insano, dunque, perché rientra nella dinamica di volere e dovere a tutti i costi controllare ogni più piccolo mutamento.

Ignari di nozioni e competenze psicologiche necessarie come l’espressione libera delle proprie emozioni, il Perfezionismo ci imprigiona, ci giudica, ci condanna, ci controlla impietosamente. Il focus non è più l’espressione del proprio valore e della singola, preziosissima autenticità, ma si sposta sul risultato della prestazione. Che non sarà mai perfetto.

Proprio per questo, le persone ammalate di Perfezionismo sono estremamente competitive, incapaci di riconoscere e rispettare la dimensione della cooperazione e della collaborazione con gli altri. Il Perfezionista è un malato solitario. E uso apposta la parola “malato” , poiché queste dinamiche uccidono l’autostima, l’empatia, l’espressione libera di sé e comportano tristezza e depressione. Ansia e panico. Si diventa depressi semplicemente perché la perfezione non esiste. Convinto inesorabilmente di non essere all’altezza delle aspettative altrui, il Perfezionista è schiavo delle sue stesse convinzioni, e la punizione del presunto fallimento è insindacabilmente la perdita dell’amore per sé.#inluce l'esito finale è paradossalmente e sempre un fallimento

Esattamente un anno fa è nato questo blog, #InLuce.
Con un progetto molto semplice, ma arduo: cercare di far riflettere i lettori sulle dinamiche psicologiche che sottostanno ai nostri comportamenti nell’Era Digitale. Per festeggiare il suo primo compleanno ho scelto di parlare di questo demone che è il Perfezionismo.Strano? No.

Il Perfezionismo nega la Crescita. E #InLuce è cresciuto con voi, tra alti e bassi di visualizzazioni, tra ritardi del piano editoriale dovuti alle mie condizioni di salute, con la passione di scrivere appena sono stata in grado di farlo e di condividere con tutti voi temi complessi e spinosi.

Avrò sempre il desiderio di crescere, al di fuori di ogni pensiero perfetto. Non posso purtroppo contare su una buona salute, ma conterò sempre sulla mia volontà di accettarmi anche se sbaglio.
Accettarmi anche se non riesco a fare quello che vorrei e, purtroppo, non riesco ad incontrare dal vivo tante meravigliose persone che ho conosciuto virtualmente. Sono convinta che sia nella natura umana crescere per tentativi ed errori, in un processo che richiede impegno e tempo. Tempo per elaborare i lutti e le emozioni più tristi.

Tempo per sentire che la felicità è solo un momento, ma quel momento può replicarsi in eterno. 
La gioia, così come il dolore, hanno bisogno di quel tempo per maturare dentro di noi e di quell’impegno per riconoscersi e darsi il giusto valore. La crescita è graduale, non ammette scorciatoie.

In un mondo perfetto l'uomo non esisterebbe. (Anonimo) Condividi il Tweet

Molti di noi giungono a pensare che gli altri rimangono impressionati dalle nostre prestazioni perfette. E per questo ci sforziamo di apparire bravi e belli anche quando non lo siamo, anche quando vorremmo stare spenti.
L’ironia è che anche gli altri sperimentano la stessa condizione umana di debolezza, e sicuramente saremmo più simpatici se tutti sapessero che anche noi possiamo sentirci fragili e sciocchi.
Il segreto è questo: ammetterlo.
Il mondo applaudirà.

Sbagliando si impara. E l'unico vero fallimento è quello dal quale non impariamo nulla. Condividi il Tweet

Con questo post vi saluto e vi do appuntamento a settembre.
Una pausa così lunga? Sono la prima a dispiacersene. Ma a volte si cade e non ci si rialza subito. Come sempre, c’è bisogno di tempo.

41 thoughts on “#InLuce compie un anno: cerchiamo di crescere e non di essere perfetti

  1. Nella vita ho fatto diverse cose e tutti i giorni realizzo qualche cosa, bene #InLuce è una di quelle cose che rientra tra le soddisfazioni personali. Questo perché in questo primo anno di vita ho avuto la possibilità di lavorare gomito a gomito con una super persona come Francesca Ungaro​, ho avuto il piacere di condividere con lei quello che ho imparato e lei ha condiviso con me, ma soprattutto con voi quello che è il suo lavoro. Sono soddisfatto nel vedere oggi come questo progetto è cresciuto e soprattutto nonostante alcune difficoltà, siamo riusciti a trovare la soluzione giusta per organizzarci nel migliore dei modi.

    I miei più sinceri auguri e soprattutto, daje forte perché qua da settembre le cose da fare saranno tante 😀 😉

    1. Carissimo Flavius,
      tu sai quanto io ti stimi e ti voglia bene. Un affetto che, indubbiamente, va al di là di qualsiasi collaborazione professionale.
      Sono io a doverti ringraziare, per tutto quello che mi hai insegnato, per avere tanta cura e amore per il mio/nostro #InLuce e per la pazienza quotidiana.
      Oggi, a distanza di un anno esatto dalla nascita del blog, non posso che continuare ad esprimerti il mio affetto.
      Perché non è per niente vero che amicizia e lavoro non vadano d’accordo, e noi ne siamo un superbo esempio.
      Grazie di tutto, ancora!
      P.S. sei in credito di boccali di birra senza fondo e ti aspetto a casa mia <3

      1. Io inizio dal PS per risponderti… Beh prima o poi dobbiamo incontrarci in quel di milano per una bella birra fresca…

        Sono d’accordo che con il fato che lavoro e amicizia ci può essere, sta solo alle persone collaborare e capirsi perché ciò avvenga.

        1. Ah, tesoro, la birra è già in fresco per te e anche il divano letto!
          Tanta gente ha paura di “mescolare” lavoro ed emozioni: ecco, io no!!
          <3

  2. Uno dei tuoi post più belli seppur trapeli la sofferenza del non poter essere come si vorrebbe. No, non perfetti, ma non in balia degli eventi (la salute nel tuo caso).
    Un post che trasmette emozioni ad ogni parola e che per questo ci riporta alla nostra fallibile umanità che il tendere alla perfezione spesso ci fa scordare.
    Nell’era della tecnologia spesso scordiamo di non essere macchine e che questo non è un demerito ma un valore aggiunto.
    E concordo in pieno con questa frase “Molti di noi giungono a pensare che gli altri rimangono impressionati dalle nostre prestazioni perfette. E per questo ci sforziamo di apparire bravi e belli anche quando non lo siamo, anche quando vorremmo stare spenti.
    L’ironia è che anche gli altri sperimentano la stessa condizione umana di debolezza, e sicuramente saremmo più simpatici se tutti sapessero che anche noi possiamo sentirci fragili e sciocchi.”: se condividessimo di più le difficoltà forse si limiterebbe il gap tra chi è ‘arrivato’ e chi è per strada.
    Io spero di non arrivare mai perché è sulla strada che raccogliamo i frutti migliori. Come questo.

    1. Dolcissima Sonia,
      …io ti DEVO al più presto stringere tra le mie braccia!

      Le tue parole mi commuovono, e davvero fanno sparire il dolore (la mia salute) e la distanza (nostra, per ora).
      Sono felice che, prima di dedicarmi completamente alla terapia e al riposo per un paio di mesi, questo sia “uno dei miei post più belli”.
      Volevo lasciare il sorriso, la speranza e la fiducia a tutti voi, prima di assentarmi un po’.
      Sarò comunque sempre presente per condividere te e le persone come te, profondamente care.
      Ti stringo!

    1. Sei davvero un caro amico, e il tuo affetto mi raggiunge ogni giorno!
      Grazie a te, Aldo, per la tua costanza nel seguirmi e per la cura di tutte le condivisioni.

      Anche io sono Fiera di Te…!

  3. Cara Francesca, un bellissimo post in cui trapela tutta la tua passione, il tuo entusiasmo verso il mondo digitale ma soprattutto trapela la Donna, con le sue fragilità, paure, insicurezze. Impossibile non riconoscersi in ogni tua parola. E’ un piacere leggerti e seguirti e ti sono davvero molto grata anche per la tua generosità. E sai cosa intendo.
    Ti auguro di riprenderti in questi mesi estivi e di ripartire a settembre alla grande, con nuovi progetti.
    Un abbraccione! 😘

    1. Alessandra carissima,
      tu sei per me ogni giorno una meravigliosa compagna di viaggio. Nelle difficoltà come nella gioia quotidiana.
      Il mio coraggio lo devo tantissimo a te e a tutte le #caffettine, e sono profondamente orgogliosa della strada che anche tu hai intrapreso.

      Non ho mai nascosto debolezze, paura di fallimento e ansia, perché sarebbe come rinnegare la mia natura. E se questa “fotografia di me” è quella che emerge dai miei post, ammetto di esserne fiera.
      Un abbraccio caloroso alla grande Professionista e Amica che sei e sei sempre stata, tesoro.

      PS. E’ davvero troppo tempo che non ci abbracciamo e io conto davvero di farcela prima dell’estate.

      1. NB. (avevo dimenticato un pezzettino della risposta, cara Ale)

        L’augurio più bello che possa fare a me stessa è quello di continuare a camminare insieme e sempre più unite.
        Sei una Donna fantastica :*

    1. Cara Angela,
      grazie infinite dell’augurio.
      A ricordare l’inizio del viaggio di #InLuce, penso a quanto impegno e amore ho posto in ogni singola parola scritta.
      Proprio perché ogni singola parola ha un potere infinito!

      E infinita è anche la gioia di essere crescite assieme, lasciando da parte ogni irrealistica pretesa di perfezione, ma imparando entrambe ad accettarci e a volerci bene proprio per quello che siamo!
      Ti abbraccio forte

    1. Esattamente Mariagrazia, esattamente.
      Il Perfezionismo implica la mancata accettazione di qualsiasi difetto, limite, sbaglio.
      E non possiamo non sbagliare per poter crescere.
      La crescita personale è un viaggio alla scoperta di sé , un viaggio lungo tutta la vita.
      Perché negarci la paura di cadere?
      Diamoci piuttosto il tempo per rialzarci ed amare ogni nostra cicatrice!

      Carissimi saluti

  4. Abbiamo davvero bisogno di volerci più bene, di accogliere i nostri difetti e dare spazio e tempo alle emozioni

    1. Ciao Rosaria, benvenuta su questo blog che proprio oggi festeggia il suo primo anno di vita! 🙂

      Il tempo per volerci più bene e per dare spazio alle emozioni che viviamo è un dovere che dobbiamo a noi stessi. Per poter procedere nel cammino senza aver paura di cadere.
      Certo, si cade. Si cade sempre prima o poi.
      Sta a noi però l’impegno a rialzarci, e non con giudizi implacabili simili alla perfezione: piuttosto con la volontà di ricostruirci migliori di prima.
      Passo dopo passo.

      Grazie di cuore!

    1. Carissima Flavia,
      che dire: purtroppo sì, fino a settembre!

      Come ho scritto ho bisogno di regalarmi il tempo necessario a guarire.
      Mi troverai sempre sui social media, non sparisco 😀
      Semplicemente mi rialzo piano piano col desiderio di abbracciare anche le mie piccole grandi imperfezioni.

      So che a settembre tornerai a commentare i miei post qui sul blog, o almeno me lo auguro sinceramente tanto.

      Felice estate e un bacione

    1. Cara Rebecca, sì, per riuscire a rialzarci completamente ed avere di nuovo la forza e l’amore per andare avanti nella vita c’è bisogno di tanto tempo.
      Di tanta pazienza, di tanto impegno, di tanto “lavoro” sulle nostre emozioni.
      Tendiamo a nascondere sempre le emozioni più sgradite e a mascherare i nostri difetti, senza renderci conto che il dono più bello che abbiamo è la possibilità di accettarci e volerci bene proprio per quello che siamo, imperfezioni incluse.

      Spero di rileggerti nei commenti a settembre, per ripartire insieme nel nostro cammino.
      Carissimi saluti

  5. Condivido e apprezzo particolarmente il discorso”perfezionismo” che per tutta la vita è stato per me un grande rischio: fare meglio spesso è nemico del fare bene. Bisognerebbe piuttosto fare con sincerità, seguendo più da vicino sentimenti e caratteristiche che ci distinguono.
    Oltre a questo, ben tornata e mille auguri per un buono”stacco”.

    1. Ciao AG,

      incomincio a risponderti dalla fine: grazie mille per gli auguri e felice estate anche a te, sono certa di ritrovarti qui presente nei commenti da settembre in poi 😀

      Il perfezionismo – hai ragione – è e sarà sempre implacabile nei suoi giudizi, assillante e rischiosissimo per la nostra salute mentale.
      E’ nemico del “far bene”, perché tanto ci sarà sempre da “fare meglio”!
      Accettare la propria unicità, nei pregi e nei difetti è indubbiamente più difficile, ci vuole impegno per “lavorare dentro di noi”.
      D’altronde tendiamo quotidianamente – con coscienza o meno – a rifiutare le emozioni che non ci piacciono, a nascondere i nostri difetti, perdendo proprio l’amore per se stessi.
      E senza amore per sé, difficilmente si possono amare le altre persone: troveremo sempre qualcosa che non ci piace proprio perché è imperfetto.
      E’ un cerchio chiuso. Un recinto, una prigione.
      E a soffrirne siamo principalmente noi.
      Vittime di noi stessi.

      Un caro abbraccio!

  6. Cara Francesca, molto lieto di rivederti! Il tuo discorso sul perfezionismo sarà sicuramente utile riflessione per molti! E sono comunque assolutamente in accordo con te: bisogna essere più lineari nel rapporto con i propri sentimenti e i propri pensieri. Mille auguri per il prossimo futuro.

    1. Ciao Federico,
      anche io sono felice di ritrovarti!
      Da riflettere – sul Perfezionismo – ce ne è a volontà!
      Io ho provato a confrontarlo con il concetto di Crescita, che per definizione, comporta alti e bassi, pregi e difetti da accettare, necessità di abbracciare i nostri limiti.

      Poi mi sono chiesta: quanto “costa” abbracciare i nostri limiti? Ecco il punto.
      Ci vuole amore, autostima, sicurezza che – se si cade – non crolla il mondo e ci si può prendere spazio e tempo per rialzarsi.

      Ecco, io questo tempo ora lo prendo come un regalo per me stessa.
      E naturalmente, oltre ad augurarti buona estate, spero vivamente di ritrovarti su #InLuce, che proprio oggi compie il suo primo anno di vita!

      A presto, allora

  7. Cara Francesca, spero sinceramente che in autunno potrò riprendere a leggere i tuoi pezzi con regolarità: per me sono sempre motivo di riflessione non banale su argomenti o aspetti che altrimenti ” scivolerei”! Mi interessa particolarmente quello che dici sulle approssimazioni successive, che sono un metodo tipicamente matematico che ritengo un ottimo esempio per uno stile di vita produttivo e soddisfacente! Tante tante buone vacanze e arrivederci a settembre

    1. Carissima Luisa,
      grazie infinite: sono io a sperare di averti sempre e ancora sul mio blog!

      Mettere #InLuce gli aspetti più delicati e spinosi delle nostre emozioni o comportamenti è proprio l’obiettivo di questo blog e di tutto il mio lavoro in rete.
      Sono felicissima del tuo apprezzamento.

      E poi… Sì, è vero, si può crescere solo per tentativi ed errori, e questo lo si può fare quando si arriva a volersi del bene e ad accettarsi per come siamo, per tutto quello che siamo. Solo così possiamo cadere e rialzarci, fermarci e ripartire, con la certezza di non perdersi mai 🙂

      Felicissime vacanze anche a te e …ti aspetto a settembre cara!

  8. Ciao Francesca, complimenti per l’articolo. Hai centrato in pieno i problema… il mio problema!
    Sono perfezionista dalla nascita e, finite le scuole superiori, ho pensato bene di iscrivermi ad una facoltà che non ha nulla a che fare con la perfezione… INGEGNERIA!! 😀 😀 😀
    Ecco, penso che non serva aggiungere altro! 🙂
    Mi raccomando riposati bene quest’estate e non fare troppi bagni di sole! 😉

    PS Quà sopra si parlava di birra fresca in Lombardia! Fatemi un fischio casomai! :-p

    1. Ciao Marco, grazie mille per il tuo commento e per i complimenti.

      Certo che con l’ingegneria…(di cui sono una totale ignara purtroppo) è una bella scelta complessa 🙂
      E comunque anche io sono, meglio dire sono stata, una gran perfezionista.
      Mi sono salvata in tempo, appena sono stata matura abbastanza da capire in che prigione mi ero andata a chiudere!

      Ti aspetto su queste pagine da settembre e la birra è in frigo anche per te 🙂

      1. Eh sì! Una scelta molto complessa. Ti posso garantire che quando esci da quella scuola non sei più la stessa persona. Ingegneria ha tantissimi indirizzi/orientamenti diversi, e c’è una cosa che li accumuna tutti: ti insegnano ad AVERE SEMPRE RAGIONE!!

        Ciao ciao buone vacanze ancora!

        PS Ti hanno mai detto che assomigli a Maria Elena Boschi? 😀

        1. ahahah, no, non me l’ha detto nessuno prima di te 😀

          E avere Sempre Ragione, ti assicuro, che è una caratteristica diffusi anche per i non Ingegneri 🙂

          A presto!

  9. Ciao Francesca, oggi il tuo post mi ha colpito particolarmente.
    Sto vivendo una situazione di difficoltà proprio come te (sarà la data di nascita del 27 ottobre) e in questi giorni sono giunta alla tua stessa conclusione: quella di aver bisogno di tempo. La pazienza non è mai stata mia alleata, ma si sta trasformando in un’amica fedele. Fermarsi e stare con quello che si è non sempre è semplice, soprattutto se si tende a ricercare la perfezione per via di dinamiche infantili che inconsciamente ci portiamo dietro. Disgregare l’abitudine di dover elemosinare amore e accettazione rincorrendo la perfezione ci rende schiavi del passato. Un passato ingombrante che mina il benessere psico-fisico della persona. Quando si è pronti ad elaborarlo, la prima consapevolezza è proprio quella di smettere di essere perfetti scegliendo di perdonarsi tanta intransigenza verso se stessi. Questa presa di coscienza apre le porte ad un nuovo passaggio: la scoperta di chi si è veramente al di là delle aspettative e dei desideri propri e altrui. Accogliere le paure, i vuoti, il dolore e le fragilità che ci appartengono richiede tempo e un ambiente protetto da influenze esterne. La nascita dell’amore verso se stessi è un seme prezioso che va coltivato con cura al riparo dalle intemperie: esso porta come dono la libertà. Una libertà che troverà manifestazione, a tempo debito, nella consapevolezza di essere imperfetti, ma unici e meravigliosi.
    Ti auguro con tutto il cuore che questi mesi ti aiutino a ritrovare equilibrio e serenità.
    Un abbraccio immenso di Luce Donatella

    1. Carissima Donatella, grazie infinite per il tuo commento: sarà di aiuto a tanti nella comprensione di quella gabbia spietata che è il Perfezionismo.
      Convivere con quello che si è, è particolarmente difficile e spesso molto doloroso.
      Per mia esperienza, però, so che solo amando tutte le mie cicatrici mi sentirò libera di essere quello che sono.
      Indulgenza. Una parola rara perché spesso viene intesa come “debolezza”, e che invece è l’arma vincente contro la perfezione.
      Solo quando davvero capiremo che siamo unici, autentici e che qualsiasi nostra comunicazione rivela il nostro essere libero da giudizi – nostri in primis! – potremo sentirci liberati.
      E, di conseguenza, vivere quella felicità “che è solo un momento, ma momento magico che può replicarsi in eterno”.

      Ti abbraccio forte!

  10. Bentornata cara, tantissimi auguri 🎂 sono contenta di leggerti nuovamente, sono sempre articoli ottimi e interessanti, grande 😊

  11. Grazie mille carissima Greta! Sia per gli auguri, sia per i complimenti.
    Sono felice che i miei post ti possano piacere e ti aiutino a riflettere su tematiche un po’ insolite, qui sul Web.

    A presto, un abbraccio!

  12. Buongiorno e Buona Domenica, Francesca!!Ho Letto il Tuo Interessante ed Istruttivo Post, Riassunto nella Frase “Chi si ferma è Perduto”!! Sei Una Persona Forte e Coraggiosa, che non Molla Mai e Cerca di Perseguire i Suoi Obiettivi “Didattici”, in modo da Dare un Messaggio Forte e Positivo a Tutti Coloro che ti Seguono e ti Leggono!! Nella Vita i Momenti Bui Capitano più’ o meno a Tutti, l’Importante è Non Mollare e Combattere per Raggiungere le Proprie Aspirazioni e per Risolvere Queste Situazioni!!Ti mando Tanti in Bocca al Lupo e Ti Auguro Serenità e Positività!!Arrivederci….

  13. Carissimo Alberto,
    mi hai fatto complimenti bellissimi e ne sono felice.

    Posso ammettere sì di avere un carattere forte e resiliente.
    Ho dovuto imparare (per questioni di salute) ad accettare tutti i miei limiti e a convivere il più felicemente possibile con i miei dolori fisici.
    Non sono, tuttavia, dell’opinione che chi molla perde tutto.
    Come scrivo in quest’ultimo post, una persona davvero “forte” non è solo quella che combatte strenuamente, ma anche chi sa di dover arrendersi ogni tanto, prendere il respiro e recuperare energie per ricominciare da capo. Sempre, naturalmente, non tradendo mai i valori del proprio lavoro.

    Ecco, purtroppo questo è il mio momento per fermarmi un po’, proprio perché non voglio rinunciare al mio equilibrio e alla mia serenità.
    Ti abbraccio forte e
    arrivederci sul blog a settembre 🙂

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